Call My Agent Italia: lo show Sky è ai livelli dell'originale francese?

Dalla comedy francese al remake italiano: la serie sceneggiata da Lisa Nur Sultan dal 20 gennaio su Sky riesce a fare centro?

Call My Agent Italia: lo show Sky è ai livelli dell'originale francese?
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Seppur non troppo conosciuta a livello mainstream in Italia, Chiami il mio agente! è considerata una delle comedy europee più divertenti e geniali degli ultimi anni. L'idea parte nel 2015 e prosegue per quattro stagioni fino al 2020, mettendo sul banco lo star system francese e come si articola nel proprio dietro le quinte. Quello abitato da agenti che gestiscono l'immagine e la carriera dei loro assistiti, tutti nomi di altissimo pregio del proprio panorama nazionale, mostrandone a volte le ossessioni e le assurdità, ovviamente eccedendo in esagerazioni per permettere la risata, ma facendo anche auto-ironia.

Quello che, seppur prendendo un altro mestiere, poteva essere considerato un po' il Boris italiano (di cui è uscita su Disney+ la quarta stagione di cui vi invitiamo a recuperare la recensione di Boris 4), avrà direttamente il proprio corrispettivo nel Bel Paese da gennaio tra le serie di Sky e NOW. Arriva infatti Call My Agent: Italia, che partendo da una base che si sviluppa uguale nella prima puntata saprà poi trovare una propria strada del tutto personale.

Come guadagnarsi il proprio dieci per cento

È quello che le nostre prime impressioni fanno presagire: l'essersi voluti affidare quasi come una copia carbone all'episodio iniziale della prima stagione di Chiami il mio agente! per assettare l'ambiente e il contesto in cui si sarebbe svolta la serie, per aggiungervi poi gradualmente un proprio spirito e una visione differente.

Un partire da un canovaccio su cui la sceneggiatrice Lisa Nur Sultan avrebbe delineato in seguito un inedito svolgimento degli eventi, narrati perciò in maniera diversa nelle due serie, seppur riprendendo di volta in volta qualche sketch o alcune delle intuizioni riscontrate nello show originale. I caratteri degli agenti (in questa versione interpretati da Sara Drago, Michele Lastrico, Marzia Ubaldi e Michele Di Mauro) rimangono invariati, il loro modo di lavorare anche. Così come gli assistenti che li seguono di pari passo nel risolvere le crisi dei loro attori e nello stilare i contratti più remunerativi, per poter far guadagnare ai loro capi il tanto agognato dieci per cento. Sembra però il cammino della compagnia a venir rimaneggiato, vedendo comunque i protagonisti impegnati nei loro pranzi di lavoro e sui set dei propri clienti, portando la competizione fino alle stelle, e generando una fonte inesauribile di trovate comiche.

Un remake che funziona?

Espedienti che però, più di ogni altra cosa, arrivano dalla voglia di mettersi in gioco di quegli attori o registi che accettano di comparire nelle puntate della serie e impersonare nient'altro se non se stessi, facendolo all'ennesima potenza. C'è l'irreprensibile Paola Cortellesi, che non cederebbe mai a una debolezza mossa dalla vanità. C'è Paolo Sorrentino, a cui è venuta un'idea esaltante per la terza stagione della sua serie, il cui titolo sarebbe The Lady Pope. Mentre a vestire i panni della finzionale Luana Pericoli compare una Emanuela Fanelli che può prestarsi alla follia di un personaggio sopra le righe, che forse non è nemmeno troppo improbabile poter incontrare nei corridoi dello spettacolo.

Una sequela di volti che si prestano alle dinamiche instaurate dalla produzione francese e che Sky ha adattato al nostro immaginario. Puntando su luoghi comuni, ma anche sulle specificità di ogni interprete, contribuendo al valore meta-seriale di Call My Agent: Italia. Una serie che dimostra che approcciarsi a un remake non significa necessariamente copiare, ma è possibile far propria un'intuizione e declinarla secondo una satira di costume da abbinare al paese in cui viene inserita. Un inizio promettente, da cui non è escluso attenderci ottimi risultati.

Call my agent Le prime impressioni di Call My Agent: Italia fanno ben sperare. La comedy nostrana, che trae ispirazione dalla francese Chiami il mio agente!, riesce ad adattare gli stilemi dello show originale trovando presto una propria personalità, seppur prendendo e imitando alcune delle situazioni ironiche del prodotto da cui attinge. La dimostrazione che fare un remake non vuol dire semplicemente copiare, ma saper trasportare un canovaccio simile per poi arricchirlo con la propria visione, in questo caso le ossessioni e le assurdità estremizzate dello show business italiano. Una serie da cui ci aspettiamo molto, soprattutto tante risate.