Crisi sulle Terre Infinite: primo sguardo al crossover dell'Arrowverse

Al via il crossover televisivo più ambizioso e drammatico nella storia dei supereroi, ispirato all'omonimo fumetto cult di Marv Wolfman e George Perez.

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Il lunghissimo percorso di avvicinamento al gigantesco crossover Crisis on Infinite Earths è finalmente arrivato al termine. L'ineluttabile crisi, ampiamente annunciata dalla divinità Mar Novu (The Monitor), destinata a coinvolgere ogni singolo frammento di tutte le galassie conosciute, è piombata inesorabile, lasciando dietro di sé una scia di morte e distruzione senza precedenti. Il destino dell'umanità, o di quel che ne rimane, è dunque legato alle gesta di coloro che hanno convertito la propria esistenza al bene comune, a quegli eroi dal volto mascherato che, un po' alla volta, abbiamo imparato a conoscere (o a riscoprire) durante il corso del tempo. Del resto, quando la speranza è l'unica soluzione, aggrapparsi ai cosiddetti "supereroi" è ciò di più naturale possibile, e in questi anni in compagnia dell'Arrowverse, imbastito ormai quasi una decade fa dall'emittente The CW, abbiamo imparato - tra alti e bassi - a scoprirlo sempre di più.

E, non a caso, il sopracitato crossover giunge in un momento molto particolare per tutto l'ecosistema, a fare quasi da palcoscenico d'eccezione per l'ultimo grande atto di Oliver Queen, Arrow appunto, colui che, in qualche modo, ha messo in moto un meccanismo inizialmente semplice assumendo connotati sempre più complessi. La portata smisurata della Crisi, però, coinvolge non soltanto il tanto amato "Freccia Verde", ma anche tutti gli altri eroi dell'universo DC, raggruppati e messi in campo come una sorta di Dream Team a fare da ultimo baluardo ad un mondo (per la precisione più "mondi") ormai in rovina. Il titanico scontro, diluito su più episodi, è giunto in TV negli USA con il suo primo atto, quello più delicato, la cui funzione introduttiva ha trovato la piena sublimazione con una scena finale che, nella sua drammaticità, ha voluto ricordare fondamentalmente due cose: la speranza spesso non basta e, soprattutto, il fato sembra impossibile da sopraffare. Prima di continuare, però, vogliamo avvisarvi: troveretre spoiler sulla prima parte di Crisis on Infinite Earths.

The Suicide Squad

Il primo episodio del crossover si apre con una sorta di mini riassunto introduttivo, per poi lasciar spazio ad una lunga carrellata su tutti quelli che saranno i protagonisti, pur con ruolo ed impatto diversi, impegnati nella lotta contro il male. Un male, come mai prima d'ora, tanto primordiale, tanto antico e, soprattutto, apparentemente impossibile da debellare. Il ruolo di "reclutatore", ormai l'abbiamo imparato, è riservato a Lyla (Audrie Marie Anderson) che, nelle nuove vesti di Habinger, fa da allenatore e preparatore ai vari membri dello sfavillante team di eroi.

È proprio suo l'ingrato compito di andare a bussare alle loro porte, facendo da ineffabile reminder ad un evento sì annunciato e sbandierato ad ogni angolo, ma che nessuno si sente veramente pronto a fronteggiare. "Ambientati" in quel di Supergirl, gli avvenimenti prendono il là proprio da Kara (Melissa Benoist), Alex (Chyler Leigh) e da tutti gli altri protagonisti di National City. Al DEO si scopre infatti che una massa sconfinata di anti-materia sta spazzando via praticamente ogni cosa, tra cui il pianeta Argo, su cui risiede la madre di Kara e, soprattutto, l'altro figlio di Krypton: Superman (Tyler Hoechlin). Habinger porta via quest'ultimo proprio un attimo prima dell'esplosione (in compagnia dell'amata Lois Lane, interpretata da Elizabeth Tulloch), per poi fare la medesima cosa con tutti gli altri eroi sparsi per la galassia, e non soltanto.

Alla festa si uniscono, infatti, anche le Leggende, rappresentate da Ray Palmer (Brandon Routh) e Sara Lance (Caity Lotz), ma non finisce qui: con loro c'è anche la controversa neonata eroina Batwoman (Ruby Rose), sconosciuta ai più ma comunque entrata nelle grazie di Supergirl.

Il team viene completato, ovviamente, da Flash (Grant Gustin), il cui ruolo all'interno della stessa Crisi appare drammatico e oscuro quanto quello di Oliver. Una volta composta, la squadra è subito chiamata a fronteggiare la più terribile delle minacce: l'ondata di anti-materia sta per abbattersi su Terra-1, minacciando così la vita di oltre 7 miliardi di persone.

Il primo atto di una sfida tanto difficile quanto spaventosa si muove dunque in tal direzione, fino al raggiungimento di un finale in cui gli avvenimenti più "oscuri" iniziano a prendere forma. Questi, però, non riescono a rubare la scena a ciò che, inevitabilmente, diventa la sequenza probabilmente più importante a cui abbiamo assistito finora: la morte di Oliver Queen, sacrificatosi, manco a dirlo, per salvare la vita di Barry e Kara in primis, ma in realtà di tutta l'umanità.

Goodbye speeches

Se la prima parte dell'episodio appare lenta, a causa di una funzione strettamente introduttiva ed esplicativa, la seconda si muove su un binario nettamente diverso. I continui capovolgimenti di fronte raggiungono un finale dedicato quasi esclusivamente ad Oliver. Non a caso, e non vi sveliamo il perché, ad un certo punto dell'episodio Sara si ritroverà faccia a faccia con una versione del futuro di Freccia Verde, triste, solo e colmo di rimpianti.

Quest'ultima, il primo grande amore di Oliver e parte integrante di tutti quegli eventi che hanno innescato la saga di Arrow, ci tiene a rassicurare l'uomo sul fatto che, alla fine, seppur in una dimensione diversa, è riuscito ad essere felice, rimanendo se stesso e, soprattutto, continuando ad essere una persona buona e altruista come poche al mondo.

Il filone dedicato a quello che in buona sostanza è un lungo addio all'eroe incappucciato si spinge fino ai titoli di coda, in modo struggente, in cui, in fin di vita dopo aver salvato un innumerevole quantità di vite, quest'ultimo saluta un po' tutti quanti, chiudendo gli occhi definitivamente tra le braccia della figlia Mia.

Purtroppo però non c'è tempo per i rimpianti e per gli addii: la comparsa di Monitor (LaMonica Garrett), accompagnato da un volto nuovo ma allo stesso tempo vecchio, ossia Nash Wells, divenuto ormai Paria, non porta buone nuove. Nonostante il sacrificio di Oliver il destino dell'umanità è ancora tutt'altro che roseo e, anzi, per qualche ragione il tutto sembra essere sfuggito anche al suo controllo. E, in questo momento, per bocca di Paria/Wells (Tom Cavanagh) viene svelato - con tutta probabilità - il nome del vero nemico "finale" che tesse le fila di ogni cosa: l'Anti-Monitor.

Arrowverse Questo primo contatto con il crossover Crisi sulle Terre Infinite ci ha convinti, se vogliamo, soltanto in parte. Seppur doverosa e scontata, la lunga sequenza introduttiva è risultata meno ispirata rispetto alla seconda parte dell’episodio, dedicata quasi esclusivamente a quello che sembra il saluto definitivo di Oliver Queen all’Arrowverse. Il sacrificio di Freccia Verde però non sembra aver arrestato la violenta emorragia che, anzi, sembrerebbe aver trovato nuovi e sconosciuti punti di sfogo per dissanguare la razza umana o, almeno, ciò che ne rimane. Per i nostri eroi, comunque, non è ancora tempo né di rimpianti né di tirare le somme: la Crisi è ancora in arrivo. L’Anti-Monitor è libero e le sue intenzioni sono completamente avvolte nel mistero.