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Dark 1x01: Segreti di famiglia e boschi misteriosi

Netflix esordisce nella produzione in lingua tedesca con una serie dai toni riconoscibili e al contempo nuovi.

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Dopo lo spagnolo (Club de Cuervos, Las chicas del cable, Ingobernable), il francese (Marseille) e l'italiano (Suburra) tocca al tedesco fare irruzione nel catalogo seriale originale di Netflix tramite il debutto di Dark, un dramma dalle tinte thriller e paranormali scaturito dall'immaginazione del regista svizzero Baran Bo Odar (noto in patria per l'opera prima The Silence, agghiacciante thriller sul rapporto di amicizia tra due pedofili, e successivamente passato per Hollywood con Sleepless Il giustiziere) e della sua partner creativa, la sceneggiatrice Jantje Friese. Un serial tedesco dal titolo internazionale, che riassume perfettamente l'atmosfera di un prodotto che, pur essendo in apparenza la risposta teutonica a Stranger Things (la premessa riguarda la scomparsa di un bambino e ci sono elementi paranormali), si segnala da subito come un racconto cupissimo: considerando che il primo episodio si apre con un misterioso suicidio, e dati i precedenti del team artistico, possiamo solo immaginare fino a che punto i nove capitoli successivi siano disposti a spingersi.

Dove, quando, come

La serie inizia citando Einstein, e una voce narrante ci spiega che passato, presente e futuro non sono consecutivi dato che il tempo non è lineare. Un'idea tutt'altro che nuova sul piccolo schermo (basti pensare a Doctor Who, che ha basato alcuni dei suoi episodi migliori su tale concetto), ma che in questa sede viene introdotta con il giusto alone di mistero, come elemento da sviluppare a lungo termine anziché per un solo episodio.

La cosa viene ribadita anche da uno dei bambini protagonisti, un aspirante mago che, dopo aver esibito un trucco davanti al padre, spiega che la domanda fondamentale non è "come?" ma "quando?".
Un momento di innocenza assume così connotazioni volutamente sinistre, legandosi simbolicamente alle stramberie che popolano i boschi della cittadina di Winden e sono destinate a far uscire allo scoperto i segreti degli abitanti, tra ieri, oggi e domani (la serie è ambientata nell'autunno 2019 per quanto concerne il "presente").
Tra presenze di un altro mondo, misteri irrisolti di decenni addietro e tradimenti odierni, la prima puntata è soprattutto un sapiente gioco di atmosfere, con lo scopo di attirarci nel paesaggio uggioso e darci un assaggio preliminare della cupezza che avvolgerà gli episodi restanti, man mano che la trama orizzontale procede in chissà quale direzione. E a giudicare da queste premesse, l'evoluzione del mistero dei bambini scomparsi si annuncia come l'ennesima storyline di Netflix da seguire senza esitazioni.