Dark: un primo sguardo alla seconda stagione della serie Netflix tedesca

Il giovane Jonas è ufficialmente bloccato nel 2052, mentre Noah ha forse meno potere di quanto credevamo: Dark torna con nuove domande e misteri.

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Dopo due anni dall'incredibile prima stagione, Dark è tornata su Netflix per svelare i misteri intorno alla cittadina di Winden, in Germania. La prima produzione originale tedesca della piattaforma mescola drammi adolescenziali e familiari con il sovrannaturale e i viaggi nel tempo, creando minuziosamente legami tra i personaggi che possono letteralmente cambiare il corso della storia. Qualcuno prima di vederlo l'ha paragonato a Stranger Things per le tematiche sovrannaturali e la presenza di protagonisti giovani, ma in realtà Dark se ne discosta molto anche nei toni bui e pesanti, oltre a essere evidentemente diretto a un pubblico più maturo, capace di cogliere anche il più piccolo dei dettagli. Ed è proprio per questo motivo che Dark ha subito appassionato tantissimi telespettatori, portando sorprendentemente un prodotto tedesco ad essere una delle serie più attese nel palinsesto Netflix. Già confermata per la terza, Dark apre questa seconda stagione rispondendo ad alcune domande e immediatamente creandone di nuove. Ovviamente attenzione: spoiler!

Sic Mundus Creatus Est


Ci vorrebbero diversi articoli per spiegare tutto ciò che accaduto nella prima stagione di Dark. Di molto cose non conosciamo l'importanza, di altre non sapremmo dire dove finiscano i fatti e dove inizi la speculazione. Quello di cui siamo sicuri dopo il finale della prima stagione è l'arrivo del giovane Jonas (Louis Hofmann) nel futuro, confermato sul sito ufficiale di Dark come 2052, esattamente 33 anni dopo il nostro presente del 2019. Ufficialmente scomparsi durante quest'anno sono quindi Jonas, Mikkel (Daan Lennard Liebrenz), Ulrich (Oliver Masucci, bloccato nel 1986 e accusato di aver ucciso i bambini rapiti da Noah), e gli altri due bambini/adolescenti morti durante gli esperimenti di Noah (Mark Waschke). Di quest'ultimo non sappiamo ancora nulla: ufficialmente avversario di Claudia (Lisa Kreuzer), le cui dubbie intenzioni hanno portato Jonas ad aprire un altro varco nel futuro, tra lei e Noah non si sa ancora cosa sia successo. Che sia un evento futuro? Probabilmente lo scopriremo in questa nuova stagione.

Anche Noah ha un passato

Dopo diverse teorie sul perché Noah non sembri invecchiare mai nonostante sia presente in diversi momenti temporali (al contrario di Claudia, che appare in ben tre età diverse), finalmente abbiamo un primo sguardo di Noah da giovane. Un'informazione molto interessante ci viene data durante quest'episodio: Noah è stato reclutato da un certo Adam. La scelta di aprire la stagione in questo modo conferma come verremo a sapere molto di più su chi sia Noah e distrugge le teorie più quotate sul web che pensavano Noah fosse un essere eterno. Noah è umano e, come tutti gli altri personaggi, sembra compiere un destino predeterminato. La voce narrante durante quest'episodio ci dice proprio questo: siamo tutti destinati alla nostra stessa fine.

Jonas e l'Apocalisse

Il primo episodio della seconda stagione affronta anche il tema dell'Apocalisse e dei pochi sopravvissuti. Tra questi, Claudia, che parla di come la situazione potrebbe essere risolta in una delle registrazioni che Jonas, per qualche motivo, possiede. Jonas avrebbe trascorso meno di otto mesi nel 2052 e pare aver chiuso completamente il varco per poter tornare indietro. Un dettaglio interessante riguarda il calendario che Jonas tocca nei resti della sua vecchia casa: nel 2052 le crocette si fermano al 20 giugno 2020, mentre nel presente vediamo la madre mettere la crocetta anche al 21. Questo potrebbe significare che qualcosa sia già cambiato nel 2020 e che l'Apocalisse non avverrà. Allo stesso tempo, però, potrebbe essere un semplice modo per contare i giorni che mancano al 27 (il giorno dell'Apocalisse), in quanto Jonas è ancora legato al passare dei giorni nel suo presente, piuttosto che nel 2052. Sembra improbabile, tuttavia, che un segno fatto nel passato non venga rappresentato nel futuro. Che sia, quindi, un futuro diverso e non nella stessa linea temporale?

Come accennato all'inizio, questo primo episodio finisce con forse più domande di quelle che avevamo alla fine della prima stagione, nonostante abbia chiarito alcuni dubbi. La cura nei dettagli sembra ancora impeccabile, e speriamo il resto della stagione sappia gestire la narrativa più sovrannaturale che sta prendendo. Quando si cerca di gestire i viaggi nel tempo e la creazione di varchi temporali, diventa difficile far contenti tutti (soprattutto chi ne sa qualcosa di scienza). Sicuramente, questo primo episodio ci fa di nuovo calare nel tunnel di Dark. Che il bingewatching abbia inizio!