First look Defiance - Stagione 1

Le prime impressioni sulla nuova serie televisiva di SyFy, Defiance, che unirà il mondo dei videogiochi a un progetto per il piccolo schermo

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Per gli amanti della fantascienza l'attesa è stata davvero lunga ed estenuante, ma finalmente la nuova serie televisiva prodotta da SyFy in collaborazione con Trion Worlds è in onda. Per chi ancora non lo sapesse, Defiance è un progetto che vede intrecciarsi il mondo delle serie TV con quello dei videogiochi, con la promessa di un sistema di narrazione dinamico e la possibilità di vivere sulla propria pella gli eventi televisivi di un epico serial di fantascienza. Abbiamo già scritto qualcosa relativamente alla serie televisiva, ma abbiamo anche pubblicato diversi articoli relativi al videogioco, compresa la prima parte della review. La serie ha debuttato il 15 aprile con un pilot doppio della durata di un'ora e mezza circa, e prosegue ogni lunedì con una programmazione settimanale che prevede il classico episodio da 47 minuti. Ecco le prime impressioni di questo ambizioso progetto firmato Syfy.

BENVENUTI A DEFIANCE

Nel 2013 il mondo è stato sconvolto dall'arrivo di sette razze aliene giunte sul pianeta terra alla disperata ricerca di rifugio. Ma le cose non sono così semplici some sembrano: al culmine di un aspro conflitto terminato nel 2030 il pianeta è irriconoscibile, ricoperto da una vegetazione aliena e da animali mutati in seguito all'intervento della tecnologia terraforming dei Votan. I sopravvissuti si radunano in piccole città e avamposti per scampare ai pericoli delle terre selvagge e ai feroci predoni razziatori. Protagonisti dell'avventura sono Joshua Nolan (Grant Bowler), sceriffo della città di Defiance, e Irisa Nyira (Stephanie Leonidas) figlia adottiva appartenente alla fiera e pericolosa razza Irathient. I due intrecciano una relazione complicata dettata dalla diversità raziale e dal rispetto reciproco, per quello che si conferma essere uno degli elementi principali del plot. Uno dei temi portanti dei primi episodi è l'intolleranza raziale, ormai un cliché del genere fantascientifico, qui trattato in maniera un po' troppo semplicistica e inconsistente.

CHEAP SCIENCE FICTION

Sebbene il soggetto non brilli certo per originalità (considerando anche le difficoltà derivanti dall'incrocio del medium televisivo con quello videoludico, un'intersezione che non semplifica certo le cose in termini di stesura del plot), siamo di fronte ad un progetto decisamente più affascinante rispetto ai tanti altri recentemente propinati sulle emittenti televisive statunitensi e canadesi. Gli stilemi gettati da J.J. Abrams nell'ormai lontano 2004 non funzionano più, e il pubblico ormai è ben conscente degli stratagemmi narrativi utilizzati dagli sceneggiatori del piccolo schermo per "allungare il brodo" o per creare pathos laddove in realtà non c'è nulla. Eppure recentemente tante altre serie hanno adottato la vecchia tecnica, fallendo quasi sempre il colpo: Revolution è una di quelle, per non parlare delle altre produzioni di Abrams, come il discreto Fringe o il fallimentare Alcatraz. Defiance si dissocia da alcuni dei canoni di narrazione del serial fantascientifico, pur non abbandonando del tutto gli elementi caratteristici del filone. Naturalmente anche il pilot doppio di Defiance cerca il colpo di scena finale, lasciando gli spettatori con un criptico dialogo tra due personaggi secondari e un mistero che siamo sicuri si trascinerà per svariate puntate del serial. Il cast si dimostra certamente adatto allo scopo seppur non eccezionale nella recitazione, così come sembra poco presente l'intervento registico nella direzione attoriale. Quel che ne consegue è una recitazione priva di spessore alla lunga noiosa, in un pilot di un'ora e mezza sinceramente difficile da digerire. La pochezza dell'interpretazione è da imputare anche a dei personaggi eccessivamente stereotipati, con dei rapporti interpersonali tra gli stessi un po' troppo semplici e romanzati. La nuova serie di SyFy mette inoltre troppa carne al fuoco sin dall'inizio, cercando numerosi temi tra cui la guerra, la famiglia, gli amori, la vita sociale della città di Defiance, in un mix eccessivamente dispersivo che rischia di togliere piuttosto che di aggiungere.
Gli effetti in computer grafica sono presenti in gran quantità, sinonimo di quanto denaro sia stato investito per la produzione della serie televisiva; tuttavia siamo costretti ad ammettere che la qualità dell'intervento digitale è altalenante, con scene valide e ben fatte che si alternano ad altre dove l'effetto speciale è sporcato da una post-produzione ovviamente meno attenta e scrupolosa rispetto ad una di stampo cinematografico. L'ideale sarebbe stato limitare l'intervento digitale ai rari momenti in cui lo stesso si rende davvero necessario, ma SyFy ha osato di più: il rischio è quello di un investimento poco utile.

CONNESSIONI VIDEOLUDICHE

Sia SyFy che Trion Worlds hanno pubblicizzato Defiance come un progetto crossmediale dotato di due poli, quello televisivo e quello videoludico, un particolare e innovativo esperimento per unire sotto lo stesso tetto due diversi intrattenimenti per il pubblico. La promessa era quella di raccontare la storia tramite gli episodi televisivi, permettendo poi ai giocatori di vivere in prima persona quanto saggiato di volta in volta nella puntata settimanale, e nel corso degli eventi stampa è stato spesso sottolineato l'importante legame tra i due medium al fine di creare una complessa struttura ludico-narrativa. Non possiamo però negare che le aspettative fossero ben superiori rispetto a quel che abbiamo potuto saggiare negli scorsi 15 giorni. Serie televisiva e videogioco sono infatti fin troppo slegati tra loro, con sporadiche comparsate dei personaggi del cast nella controparte digitale e con un plot videoludico generalista che a malapena s'intreccia con quanto mostrato in TV. Le missioni e gli incarichi che portiamo a termine nel videogioco si rivelano il classico spin-off, così come gli eventi televisivi non hanno particolari ripercussioni con le vicende dei personaggi del serial.

Defiance Sul fronte televisivo, la produzione di SyFy emula le serie fantascientifiche del recente passato, in primis Firefly, fallendo però il colpo e risultando una mera imitazione e una pessima scopiazzatura della grande fiction fantascientifica. Il progetto televisivo di O'Bannon è naturalmente ancora in tempo per redimersi e salvarsi, tuttavia la strada intrapresa non è delle migliori, soprattutto considerando la facilità con la quale vengono cancellate le serie televisive sul suolo americano. Al momento attuale Defiance sembra un progetto eccessivamente costoso, indirizzato a un target molto giovane, nuovo e poco avvezzo al genere sci-fi, una scelta a nostro parere poco saggia. Il filo che unisce videogioco e serial è davvero sottilissimo e il rischio di una rottura davvero molto elevato. La prima puntata ha registrato 2.73 milioni di spettatori sul suolo americano, un dato certamente positivo e superiore rispetto a tanti altri show in debutto, ma ha registrato un considerevole calo (2.40M) per il secondo episodio messo in onda il 22 aprile e un'ulteriore discesa per la terza e la quarta puntata. Speriamo che i prossimi episodi migliorino, per risollevare le sorti sia della serie televisiva che del videogame.