Dickinson: prime impressioni sulla seconda stagione su Apple Tv+

Torna sulla piattaforma Apple Tv+ un concept originale e facilmente fruibile sulla vita e l'ascesa di una grande poetessa

Dickinson: prime impressioni sulla seconda stagione su Apple Tv+
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Non c'è modo di prevedere il successo di una serie tv, né tanto meno la sua carica innovativa, ma Dickinson già sulla carta presentava molte potenzialità per essere un prodotto in costume diverso dagli altri. Creata da Alena Smith e pubblicata per la prima volta su Apple Tv+ nel novembre 2019, Dickinson ha affermato con forza la propria indipendenza rispetto a molte altre serie storiche, presentando una biografia sui generis e deliziando gli spettatori (soprattutto i più giovani) con ritmi e situazioni insolite.

Il nuovo anno si è aperto con il ritorno di questo interessante prodotto (qui trovate le uscite Apple TV+ di gennaio 2021), incentrato questa volta sui dubbi e le paure della giovane Emily Dickinson, alle prese con il concetto stesso di fama. Ecco le nostre impressioni sui primi episodi disponibili dall'8 gennaio su Apple Tv+!

Essere pubblicata o non essere pubblicata? Emily Dickinson alle prese con la fama

Non tanto di eventi storici quanto di moti interiori e rivendicazioni sociali si è occupata Dickinson nel 2019 (ne parliamo in modo approfondito nella recensione di Dickinson Stagione 1!), serie ora di ritorno con una stagione che si spera altrettanto originale e appassionante. La giovane Emily Dickinson (interpretata dalla futura Hawkeye Hailee Steinfield), si divide tra l'amore per la famiglia - dalla quale si sente poco compresa - e la voglia di diventare una poetessa di successo nella società sessista del 19° secolo. In forte contrasto con le convenzioni dell'epoca, Emily scivola da un testo poetico all'altro, spinta da un'inarrestabile ispirazione e da visioni bizzarre che diventano parte integrante della sua vita.

Questa voglia di celebrità sembra però incontrare qualche ostacolo nella seconda stagione della serie, a causa delle insicurezze di una protagonista trattenuta da profondi dubbi e dalla paura di quella stessa fama che inizialmente tanto bramava.

In apparenza le tematiche trattate da queste due stagioni di Dickinson sembrano quasi entrare in contrasto tra loro, ma non fanno che sottolineare in realtà la complessa visione del mondo di quella che oggi viene considerata una delle più grandi poetesse della modernità. Rispetto alla stagione d'esordio non è la morte ad ossessionare la giovane protagonista, ma proprio la fama, bramata e al tempo stesso temuta, elemento centrale delle nuove riflessioni della poetessa nei primi episodi della seconda stagione.

La lotta sociale volta ad abbattere il sessismo e le limitazioni dell'epoca - incarnati con varie sfumature dalla figura del padre di Emily - porta la protagonista a un riconoscimento letterario - almeno presso conoscenti e amici - che ora ha la possibilità di estendersi a un pubblico più ampio, ma che deve fare i conti con le ossessioni della poetessa. La fama assume l'aspetto di una personificazione quando la ragazza inizia a essere tormentata da visioni inquietanti: un giovane che le dice "Io sono Nessuno! Tu chi sei? Sei Nessuno anche tu?".

Chi è Emily Dickinson? Chi desidera essere? Dovrebbe ricercare la fama? Queste sono le domande che ossessionano la protagonista in questa seconda stagione, che fin dalle prime puntate si mostra capace (per capire in che misura rispetto alla prima bisognerà attendere la visione completa) di esporre in modo leggero e comprensibile la biografia di una figura fondamentale per la nostra letteratura.

Cosa possiamo aspettarci dalla seconda stagione?

Sono molti i punti di forza che hanno reso la prima stagione di Dickinson apprezzata dal proprio target di riferimento e non solo. Il merito non va semplicemente a un'originalità stilistica che ha contribuito a togliere al genere storico quel velo di complessità e di pesantezza che molti gli attribuiscono, ma anche a una scrittura fresca e innovativa che rifiuta - e lo fa consapevolmente - l'obbligo della veridicità storica. Non è un caso che lo stile di Dickinson sia stato poi ripreso da altri prodotti simili, come la recente Bridgerton, per citare un titolo (potete leggere qui la nostra recensione di Bridgerton). Dickinson ha saputo distinguersi con l'alternanza ben bilanciata di momenti più intensi e altri divertenti, piacevolmente anacronistici e vicini a un pubblico tendenzialmente giovane. C'è però da chiedersi se la seconda stagione, uscita su Apple Tv+ l'8 gennaio 2021, riuscirà a essere all'altezza della prima.

Nel corso dei primi episodi possiamo contare su uno stile simile a quello visto nella prima stagione, fatto di battute, dialoghi dal piglio giovanile e situazioni che poco si addicono a una serie storica in costume. La colonna sonora è ancora composta da canzoni pop e rap che stridono con le movenze compassate e gli abiti eleganti dei protagonisti, mentre tornano a comparire gli elementi grafici in video, come rappresentazione visiva dei versi pensati e scritti da Emily. A tutti questi elementi si affiancano però tematiche complesse, in parte legate alla poetica della Dickinson e contesto storico in cui viveva, in parte relative ad altri personaggi.

Riproporre al pubblico gli stessi elementi risultati interessanti nella prima stagione non è tuttavia una manovra priva di rischi, in primis quello di cadere nella ripetitività. Se da un lato è necessaria a conservare il mood moderno della serie, a tratti visionario, a tratti drammatico e a tratti scherzoso, dall'altro è fondamentale anche dare anche a questa seconda stagione un po' di autonomia e offrire agli spettatori spunti nuovi.

Gli episodi d'esordio - che ancora non entrano molto nel merito delle tematiche in analisi - presentano già uno stile meno graffiante rispetto a quello a cui il prodotto di Alena Smith ci aveva abituati, e dunque faticano ancora a ingranare nell'introdurci pienamente nel mondo sfaccettato e ucronico di Dickinson. I nuovi episodi hanno però varie occasioni per mostrare la grande personalità di questa serie, godibile e dalla componente didattica accessibile a tutti.

Dickinson I primi episodi di Dickinson ci ripropongono lo stile fresco e anacronistico della prima stagione, seppur meno graffiante. La ricostruzione storica viene affrontata con leggerezza, ricercando però l'intensità nell'analisi dell'attività poetica della protagonista. Una visione completa permetterà di valutare quanto la serie sarà in grado di presentare con originalità la vita e l'ispirazione della poetessa, evitando di cadere nella ripetitività.