Domina, abbiamo visto in anteprima la serie storica Sky con Kasia Smutniak

La vicenda di Livia Drusilla prende vita su Sky, in un dramma in costume dall'alto valore produttivo, che potrebbe puntare di più sui personaggi.

Domina, abbiamo visto in anteprima la serie storica Sky con Kasia Smutniak
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La storia antica, e in particolare quella romana, affascina il mondo del cinema e della televisione da sempre; da Cabiria di Giovanni Pastrone, il primo lungometraggio kolossal, alla più recente serialità televisiva, come si può riscontrare dalla nostra recensione di Romolus, l'epopea protolatina di Matteo Rovere. La nascita e la caduta di uno degli imperi più grandiosi della storia sono state lo spunto per produzioni più o meno di successo, che hanno spesso sacrificato l'aspetto storiografico alla spettacolarizzazione.

Il 2021 ci regala un ulteriore tassello di questo instancabile interesse, con Domina, la produzione originale Sky che racconta l'ascesa di Livia Drusilla a imperatrice più potente e influente di Roma. Creata da Simon Burke (Fortitude), lo show è forte di un comparto produttivo che vanta alcune tra le migliori maestranze italiane, le location di Cinecittà e un cast internazionale capitanato da Kasia Smutniak, interprete della Domina per eccellenza.

Lo show, che rappresenta una delle più importanti uscite Sky e NOW di maggio, debutterà integralmente il 14 maggio con tutti gli otto episodi della prima stagione. Dopo averne vista una parte in anteprima, possiamo anticiparvi le nostre prime impressioni su Domina.

La caduta di Livia e l'ascesa di Domina

Giulio Cesare è stato assassinato, ma la crisi della Repubblica continua. La nascita del secondo triumvirato composto da Ottaviano, Antonio e Lepido porta alla persecuzione dei cesaricidi (tra i quali figura anche Livio Druso, padre di Livia) e all'inizio della presa di potere dell'erede di Cesare, Gaio Giulio Cesare Ottaviano, che lo consegnerà alla storia come Ottaviano Augusto, primo imperatore di Roma. Nei primi episodi di Domina si inanella così la catena di eventi che vedrà la caduta di Livia Drusilla da esponente di una delle più illustri famiglie patrizie romane ad esule in fuga, braccata dalle forze militari di Ottaviano e soci, fino alle nozze con il futuro imperatore.

In tutta questa esposizione narrativa c'è una chiara volontà di tenersi sul solco della storia, semplificata per ovvie ragioni di storytelling e per concentrare il fulcro degli eventi sulla figura di Livia. Il fatto è che il prologo di Domina prende già piede nel mezzo di una situazione di transizione - il post-cesaricidio - il che rende forse un po' troppo vorticosi i vari passaggi temporali che scandiscono le fasi dell'esilio di Livia, il suo ritorno a Roma e il conseguente accordo con Ottaviano, del quale diverrà la terza moglie.

In tutto ciò è riscontrabile la chiara volontà di presentare una figura di riscatto nei confronti di quel genere femminile il cui compito nella società romana era semplicemente quello di servire Roma come moglie e madre. Livia in questo è un personaggio estremamente controcorrente, più volte ripresa anche dagli altri per la propria esuberanza e intraprendenza, per il suo pensare fuori dagli schemi e per l'elaborazione delle ferite del passato a favore di un futuro glorioso, conquistato anche attraverso un arrivismo senza scrupoli che la porta però a discutere alla pari di potere e di divenire controparte essenziale nel successo di Ottaviano.

Nei primi due episodi Livia Drusilla non ha ancora i lineamenti di Kasia Smutniak, ma della giovane britannica Nadia Parkes (Doctor Who, The Spanish Princess), che incarna con un approccio incalzante e fisico l'intraprendenza della futura consorte di Ottaviano Augusto, nei cui panni la Smutniak si dimostra elegante, raffinata e perfettamente in parte. Il padre Livio Druso, fucina degli ideali e dell'anticonformismo della figlia, è interpretato da Liam Cunningam, il Ser Devos di Game of Thrones, al quale non si può appuntare altro se non la buona interpretazione di una delle figure più importanti per lo sviluppo della protagonista.

La scrittura, come già accennavamo pocanzi, impone un ritmo sostenuto alla narrazione e strizza l'occhio in alcuni frangenti ad altri show di successo, come lo stesso Game of Thrones, assecondata da una regia senza sbavature, che si affida ad una fotografia che sembra sfruttare, o per lo meno ricalcare, l'illuminazione diegetica dei vari set, tra i quali possiamo benissimo riconoscere l'ennesimo utilizzo della Roma Antica di Cinecittà, costruita per la serie Roma e presente in ogni produzione italiana o internazionale che rappresenti gli antichi fasti della Città Eterna.

La sensazione è che, al di là delle eccellenti maestranze del Bel Paese, a mancare sia proprio uno spirito e una visione più vicina alle vicende narrate anche a livello umano. Mentre l'arsenale produttivo rimane in bella vista ed è indiscutibilmente di qualità, sarebbe bello avere una vicinanza ai personaggi in termini di scrittura che possa farci percepire gli animi quanto la scansione degli eventi: ma per questo, forse, c'è ancora tempo.

Domina - serie tv Il prologo a Domina ci introduce al personaggio di Livia Drusilla e alla buona prova di Nadia Parkes, scandendo gli eventi che la porteranno al fianco di Ottaviano e che segneranno l'entrata in scena della straordinaria Kasia Smutniak, interprete della Livia adulta. Per il momento l'impressione è tutt'altro che negativa, ma la forma, sia a livello di struttura narrativa, che di valori produttivi, sembra essere la protagonista di questi primi episodi, mentre la speranza è che possa trovare maggiore spazio un'introspezione maggiore, che non faccia apparire i nostri personaggi come pedine su una scacchiera, ma come protagonisti, prima di tutto, della propria esistenza.