Dr. Brain: Apple TV+ ha il suo Squid Game?

Dr. Brain è uno show particolarmente affascinante e con le carte in regola, in cui l'atmosfera e la caratterizzazione del protagonista dominano.

Dr. Brain: Apple TV+ ha il suo Squid Game?
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Alcuni potrebbero chiamarla fortuna del - quasi - principiante e forse in parte è vero, ma sicuramente nel rilasciare al mondo Dr. Brain, la sua prima produzione coreana, Apple TV+ si è ritrovata in un tempismo perfetto. Può risultare banale, ma è innegabile che con il successo dirompente di Squid Game (la nostra recensione di Squid Game è a un clic da voi) non ci sia momento migliore per una serie del genere, che a prescindere dalla sua riuscita o qualità guadagnerà comunque molta più attenzione da parte del pubblico. In fondo non c'è nulla di male in ciò, il mercato funziona ad ondate e mode e sicuramente un fenomeno del genere potrà perlomeno portare un'ulteriore varietà al già immenso panorama che ci circonda.

Abbiamo potuto vedere le prime puntate di Dr. Brain, che ha debuttato sulla piattaforma Apple lo scorso 4 novembre, e ci siamo trovati al cospetto di un prodotto estremamente curato e dall'atmosfera affascinante, ma a cui manca ancora il guizzo della sorpresa. Ed è solo l'inizio di un novembre particolarmente corposo per la piattaforma - qui potete trovare le altre uscite Apple di novembre 2021.

I misteri della mente umana

Creata, diretta e co-scritta dal noto regista coreano Kim Jee-woon, Dr. Brain vede come protagonista il brillante neurologo Sewon (Lee Sun-kyun, il padre dell'agiata famiglia Park in Parasite), autistico fin da giovanissima età e che recentemente ha perso la sua famiglia in un incidente a dir poco tragico. La sua condizione, però, gli rende veramente difficile l'elaborazione del lutto e sembra procedere con la sua vita e soprattutto con il suo lavoro come se nulla fosse.

È infatti vicino ad una svolta nella sua ricerca, che prevede una specie di sincronizzazione tra due cervelli in modo che uno possa accedere ai ricordi dell'altro, come se il primo soggetto stesse letteralmente hackerando la mente del secondo. Assolutamente convinto della bontà del suo lavoro, Sewon accelera in maniera drastica i tempi della sperimentazione passando subito ad un test umano e ponendosi oltretutto come cavia recipiente; esperimento che ovviamente lascerà delle bizzarre cicatrici nella sua psiche, proprio mentre dettagli via via più scioccanti emergono sulla misteriosa morte della sua famiglia.

Prime impressioni su Dr. Brain

E, fin dalle sequenze d'apertura, è chiaro che Dr. Brain è un telefilm particolarmente competente: la maestria con cui riesce a dipingere un affresco familiare nel giro di pochissime scene - aspetto che per molti versi già lo distingue da un kdrama - è meravigliosamente spiazzante e convincente, cosi come la semplice quanto profonda caratterizzazione conferita al protagonista. La voglia di inquadrare immediatamente la situazione, insomma, non porta ad una perdita di drammaticità o pathos, non si ha mai la sensazione che si stia correndo verso un obiettivo o un plot point e, quando si raggiungono, tutte le squisite tematiche della serie esplodono ovunque, dai confronti agli eventi fino ai più piccoli dettagli.

C'è un livello di attenzione alle piccole cose quasi maniacale in Dr. Brain e l'avere un protagonista che non riesce, se non con enorme sforzo, ad avere un forte legame emotivo con vicende incredibilmente drammatiche crea il paradosso di aumentare il loro impatto sullo spettatore. Per adesso, tuttavia, manca un po' di sorpresa, nel senso che è chiaro dove la narrativa voglia dirigersi e segue questa linea retta con fascino, buon ritmo e un'ottima scrittura, ma senza sussulti davvero degni di nota.

Dr. Brain Dr. Brain mette in chiaro fin dalle prime scene l'elevata qualità che intende proporre, inquadrando con una rapidità ed al contempo una profondità sorprendenti la situazione e il suo complesso protagonista, il tutto inserito poi in un'atmosfera dalle timide tinte horror e un'estetica buia, con il giusto tocco di disperazione. È un mix che funziona e che mette in risalto le sue squisite tematiche, pur con il paradosso di avere un protagonista autistico che difficilmente riesce ad avere una forte connessione emotiva con gli eventi. Eppure è una difficoltà che non fa altro che risaltare ancor di più Dr. Brain, la sua maestria nel dipingere affreschi ricchi di dettagli. Se c'è una cosa che ancora manca è un pizzico di sorpresa, perché la narrativa segue senza particolari sussulta una traccia ben definita; una traccia molto affascinante, a cui manca davvero solo l'ultimo guizzo.