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Easy: primo sguardo alla seconda stagione della comedy di Netflix

Dopo l'apprezzamento della prima stagione torna Easy, serie mumblecore di Joe Swanberg, disponibile su Netflix.

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Mumblecore: movimento cinematografico, sviluppatosi nel circuito indipendente statunitense a partire dagli anni 2000. Caratterizzato dal suo basso budget, la sua predisposizione al racconto umano e relazionale, e la semplicità del suo girato, basato principalmente su due pietre fondanti: la limitatezza degli ambienti e le sceneggiature minimali dai dialoghi improvvisati. Uno degli esponenti di maggior spicco di questo laboratorio di cinema è senz'altro Joe Swanberg, autore che è riuscito a portare questo movimento ad un livello più popolare di notorietà grazie ad un'intuizione, di cui probabilmente il mumblecore ha solo beneficiato.
Una struttura così delicata, dalla scrittura abbozzata e demandata alle intuizioni dei propri interpreti ha, sulla lunga durata, buone probabilità di cedere; ma se invece si procedesse ad un'opera di compressione, di riduzione delle vicende, fino a farle diventare cortometraggi, situazioni, brevi episodi di una serie televisiva? Questa serie fosse prodotta dal colosso dello streaming mondiale?
Usciva così l'anno scorso la prima stagione di Easy, serie antologica scritta e diretta da Swanberg, che portava così le sue tematiche di vita di coppia, sesso, soprattutto sesso, e difficoltà tecnologiche degli anni 2010. Apprezzata da pubblico e critica, ci forniva uno spaccato naturalistico e genuinamente reale dei rapporti come si presentano ai giorni nostri, rafforzata da un cast di volti noti(da Orlando Bloom a Dave Franco; da Jane Adams a Emily Ratajkowski) pronto a fare staffetta tra un episodio e l'altro.

Take it easy

Il successo ottenuto ha permesso alla serie di proporci una seconda stagione, disponibile interamente su Netflixdal 1 dicembre. Il primo episodio "Il ladro dei pacchetti" ci riporta nelle atmosfere mumblecore che avevamo imparato a conoscere e ad apprezzare nel corso della stagione originale, proponendoci però, un po' a sorpresa, una gradita variazione sul tema. Dove gli otto episodi dello scorso anno gravitavano tutti nell'universo amoroso, con spiccata predilezione per l'aspetto sessuale, questo pilot si avventura in un ambiente cittadino, nella vita di quartiere, tra feste di vicinato e paranoie comuni. A quanto pare un ladro si aggira tra le villette, rubando i pacchi Amazon in attesa di essere ritirati. Questa situazione scatena tutta una serie di ragionamenti e riflessioni sulla società attuale, tutta online dipendente, diffidente e intimamente costituita dalla paura.

Non una singola coppia, ma un gruppo di persone eterogeneo, rappresentante i vari tipi che è possibile incontrare casualmente per strada. Il tutto messo in scena con la solita naturalezza, in quel modo che nel discorso di Swanberg e di tutto il movimento di cui fa parte è canone, se non dogma. La formula insomma dà l'impressione di continuare a funzionare, soprattutto se somministrata a piccole dosi, e promette di intrattenere piacevolmente anche in questa seconda stagione.
Tutto sta nella bontà degli spunti iniziali di ciascun episodio, vero ago della bilancia, ed unico elemento capace di discostarli da ciò di già visto la prima volta.
Anche perché non solo un'eccessivo focus sui soli rapporti sessuali darebbe l'impressione di un banale more of the same, ma la forzata staticità della struttura acuirebbe ancora di più questa sensazione, evitabile appunto solamente se si mettessero in campo idee fresche, se non insolite. In tal senso questo primo episodio di Easy ci fa ben sperare, perché subito nettamente discostato da quella che potrebbe diventare una terribile routine. A ri-leggerci allora a serie ultimata, quando potremo tirare le somme su quello che rimane uno dei progetti di Netflix più sperimentali e senza dubbio piacevoli.