First look Fleming - Essere James Bond

In arrivo su LAEFFE la serie su Ian Fleming con protagonista Dominic Cooper

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A poco più di un anno dalla trasmissione in patria sulla BBC arriva finalmente in chiaro per la tv italiana (venerdì 20 febbraio alle 21 su LAEFFE i primi due episodi) Fleming - Essere James Bond, miniserie televisiva in 4 puntate incentrata sull'autore dei romanzi dell'agente segreto più famoso del Cinema. Una produzione di tutto rispetto che vede protagonista assoluto un volto ormai conosciuto come quello di Dominic Cooper (Captain America, Dracula Untold) e una regia di rilievo affidata a quel Mat Whitecross che nel 2006 scosse le coscienze un po' ovunque col toccante documentario The Road to Guantanamo. Sin dagli intenti originari l'obiettivo principale non era quello di una fredda attinenzà biografica bensì l'ardire di mitizzare la figura dello scrittore avvicinandolo per più similitudini all'iconico personaggio da lui creato. Ecco perciò che la vita di Fleming viene snaturata da uno sguardo spettacolare che si pone l'obiettivo di rendere il personaggio principale più appetibile alle grandi masse. Alla larga quindi i cultori della fedeltà storica, che con molta probabilità si troveranno a storcere più volte il naso.

Mai dire mai

Nella prima puntata, dopo una breve introduzione nel "presente" nel quale lo scrittore sta lavorando a Casino Royale, primo romanzo di James Bond, assistiamo ad una serie di flashback che ci mostrano il giovane Fleming alle prese con una vita dissoluta, persa tra sbronze e rapporti occasionali, e ai conseguenti litigi col fratello e la madre. Ian ha però grandi ambizioni e quando viene reclutato forzatamente dalla Marina britannica per lavorare nel controspionaggio comprende di poter fare qualcosa di più della sua vita. Ma lo scoppio della seconda guerra mondiale e l'attrazione per la bella Ann O'Neill, sposata ad un ricco diplomatico, rischiano di complicare le cose...

Sotto copertura

Il primo episodio lascia intravedere ancora poco della vera anima del racconto, tracciando un ritratto psicologico fin troppo rapido del protagonista che finisce al momento per risultare soltanto un superficiale abbozzo. Whitecross si dimostra a suo agio nella scelta di inquadrature fascinose e dall'ampio respiro, con uno sguardo al cinema classico, tuttavia si fa ingabbiare da una sceneggiatura lacunosa che, nella sua costante ed evidente ricerca di sorprendere, penalizza il carisma dei personaggi. Un erotismo patinato che si divincola suadente in più occasioni e la sprezzante bravura di Cooper, perfetta "faccia da schiaffi" (caratterizzazione anch'essa poco rispettosa della realtà) limitano in parte le forzature narrative, lasciando presagire una possibile evoluzione del racconto su territori più tendenti allo spy-mystery tipici proprio dei romanzi bondiani. In attesa dei prossimi episodi ci si può anche accontentare, sperando che la gestione degli eventi segni svolte più coerenti e aderenti all'idea di partenza.

Fleming - Essere James Bond Un episodio di partenza, quello di Fleming, che, a dispetto di una buona regia e dell'azzeccata scelta attoriale di Dominic Cooper, si rivela troppo approssimativo e incapace di suscitare una qualsiasi empatia col protagonista. Uno sviluppo degli eventi lacunoso e sin troppo affrettato, intervallato da un erotismo soft fascinoso ma a tratti gratuito, contribuisce inoltre a lasciare più dubbi che certezze.

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