First look Fringe - Stagione 5

L'umanità è spacciata, è inutile resistere, gli Osservatori sono tra noi...La tanto attesa stagione finale di Fringe è arrivata.

first look Fringe - Stagione 5
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Quinta e ultima stagione per Fringe. Un serial che, come già detto in passato, è riuscito ad attirare tra le sue fila una nutrita schiera di fan sparsi per tutto il globo, in primis grazie alle sue trovate sempre nuove e interessanti e ad un cast particolarmente singolare. Fringe possiede una sua anima ben definita, e nel corso degli anni ha contribuito a creare il proprio “multiverso “ fatto di leggi, definizioni, problematiche. Una cura dei dettagli racchiusa anche nel più piccolo caso posto all’interno di una puntata apparentemente “filler” ma che in realtà si scopre poi far parte di un piano ben più vasto e articolato. E si, c’è da dire che il buon J.J. Abrahms (creatore dello show), nonostante gli alti e bassi (perlomeno nei suoi ultimi lavori) riesce ancora a stupire, se vuole. Per farlo però, bisogna metterlo alle strette, in qualche modo: per assurdo, infatti, Fringe è riuscito a dare più volte il meglio di se soltanto nelle puntate cruciali, quelle poste al finale di stagione o inserite strategicamente per tentare in qualche modo di risollevare uno share tutt’altro che esaltante, capace di portare il serial più e più volte ad un passo dalla cancellazione. E, dalla seconda stagione in poi, la cosa si è ripetuta a cadenza annuale. Troppi gli episodi puramente “riempitivi” che, seppur ben realizzati, congelavano di volta in volta l’avanzare della trama principale creando tutta una serie di sottotrame a volte slegate da loro. Jones, Walternative e le sue vere intenzioni, gli Shape-shifter, William Bell sono solo alcuni dei personaggi o dei misteri che hanno trovato, nel corso degli episodi, una risposta vaga se non inesistente. Il più delle volte il tutto ha contribuito a rendere caotica la comprensione agli spettatori, incapaci ormai di delineare un filo logico che portasse anche solo all’individuazione di un problema portante da risolvere o ad un fine da raggiungere.

Letter of Transit: la svolta tanto attesa.

Problematica in parte risolta con l’ultima e sorprendente “svolta” che lo show ha effettuato verso la fine della quarta stagione, e precisamente con l’episodio 19, Letter of Transit. Un episodio assolutamente sconvolgente per i fan, capace di mostrare in una sola puntata l’intero futuro della serie offrendo una prospettiva e un’atmosfera completamente diverse da quelle abituali. Un Fringe più cupo, freddo, malvagio, con tante trovate poste all’interno di un ritmo narrativo da sempre sognato. Vengono, inoltre, svelati i veri cattivi del serial, ossia coloro che fin dal principio hanno monitorato gli eventi del mondo e le azioni dei nostri protagonisti, tramite atteggiamenti e comportamenti assolutamente misteriosi: gli Osservatori. Sono loro ora il male assoluto, e hanno in qualche modo soggiogato l’intera umanità. Letter of Transit ci fa conoscere la figlia di Peter e Olivia, Etta, insieme al suo collega Simon, catapultandoci nel 2036 tramite un magistrale flashforward in un mondo sensibilmente diverso da quello che siamo abituati a vedere. Ma è l’intera regia che sorprende, che ci ammalia, che, quasi sicuramente, ha dato la spinta per un ultimo grande rinnovo, composto da una season di 13 puntate ed in grado di donare a Fringe la fine che realmente merita. Le puntate dopo Letter of Transit sono servite a chiudere qualche trama rimasta ancora in sospesa, nonostante siano tutt’ora numerosi i punti oscuri su cui far luce. Ma la svolta intrapresa è senza alcun dubbio inaspettata e allo stesso tempo desiderata. Il meglio di Fringe deve ancora arrivare, e questa premiere non poteva iniziare in maniera migliore.

Transilience Thought Unifier Model-11

La premiere di questa quinta stagione inizia esattamente dalla fine di Letter of Transit. L’umanità, soggiogata e schiavizzata dagli Osservatori, ha come ultima speranza un gruppo di rivoluzionari intenti a scoprire disperatamente il tallone d’Achille di questi oscuri individui. Etta, oltre ad essere un agente della ormai corrotta divisione Fringe, fa parte di questa organizzazione, ed è ora in compagnia di Walter (ora più furbo nonché incupito grazie al trattamento che gli ha permesso di recuperare la parte celebrale mancante tolta da William Bell), Peter e Astrid. I tre si pongono come primo obiettivo il ritrovamento di Olivia, misteriosamente scomparsa poco dopo l’arrivo degli Osservatori, che resta l’unica speranza per la vittoria. Un’impresa disperata, resa ancor più difficile dalle infinite capacità di questi antagonisti, capaci di materializzarsi improvvisamente o di leggere nel pensiero e successivamente uccidere il malcapitato di turno. La puntata si rivela incredibilmente ricca di contenuti e spaziando su due linee temporali differenti: sebbene l’azione si svolga ormai prettamente nel futuro, capita di vedere qualche flashback dal passato allo scopo di svelare quanti più particolari sull’intera vicenda. Durante la visione si rimane letteralmente spiazzati dal cambiamento effettuato da parte dei produttori: sia per situazioni che per ambientazioni, atmosfere e narrazione sembra di assistere ad uno show sensibilmente diverso, più maturo, più cupo e, in verità, più emozionante. Una vera e propria evoluzione del Fringe che conosciamo da anni. A parte dovuti riferimenti lo stacco rispetto al passato risulta netto, marcato, e non possiamo che condividere questa scelta. Gli stessi particolari (come i numerosi dispositivi) che da sempre hanno caratterizzato Fringe godono ora di una cura maggiore, riuscendo in qualche modo ad essere più coerenti con l’intero contesto. L’intera puntata conferisce un pathos costantemente elevato, in grado di non far calare mai l’attenzione dello spettatore. Superbi come sempre gli attori, con un John Noble che riesce a toccare vette qualitative sempre più elevate seguito a ruota da una sorprendente Anna Torv e dall’immancabile Joshua Jackson. Gradevole anche la new entry Georgina Haig (Etta), già entrata a suo agio nel ruolo ed in grado di conferire la giusta dose di freddezza e drammaticità. Insomma, detto in parole povere, non potevamo aspettarci di meglio.

Fringe - Stagione 5 Fringe ritorna, offrendoci una puntata che mantiene le numerose promesse fatte dagli autori, emozionando e allo stesso tempo cambiando gran parte delle carte in tavola fin'ora scoperte. Il serial si presenta d'innanzi ai nostri occhi più maturo, cupo e perchè no, attraente. La speranza è che mantenga costantemente i livelli raggiunti da questa premiere, così da offrire il gran finale che ogni fan desidera.