Frozen 2, Disney+ ci guida nel making of con la nuova serie

Frozen II è il film d'animazione con il più alto incasso della storia del cinema, raccontarne il making of quindi è un'operazione dovuta.

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Disney+ sta lentamente costruendo la propria reputazione di piattaforma documentaristica piuttosto che di produzione di serie di alta qualità creativa, almeno fino a quando non si potrà tornare sui set per completare le produzioni più importanti legate a Marvel. Facendo luce sulla magia dietro i parchi e i film Disney, la piattaforma dell'azienda di Burbank ci ha permesso fino a ora di scoprire diversi aspetti dell'azienda fondata da Walter Elias Disney negli anni Venti con Un Giorno in Disney e The Imagineering Story. Oltre questo, però, grande spazio è stato dato anche ai documentari dedicati alla produzione dei propri film di successo o serie, partendo da Disney Gallery - Star Wars: The Mandalorian e arrivando adesso a Into the Unknown: The Making of Frozen II, in arrivo il prossimo 26 giugno su Disney+.

Un successo planetario

Sei episodi della durata di circa 40 minuti l'uno e che andranno a raccontare tutta la parte di creazione di Frozen 2, permettendoci di conoscere anche i protagonisti di un successo storico. Frozen 2, d'altronde, ha incassato complessivamente 1,446 miliardi di dollari in tutto il mondo, di cui 476 milioni nel Nord America e 969 milioni nel resto del mondo: con un profitto netto di 599 milioni di dollari, l'ultimo Classico Disney si è posizionato al secondo posto delle pellicole col miglior profitto del 2019, alle spalle solo di Avengers: Endgame (altra produzione Walt Disney) che ha totalizzato 890 milioni di dollari di profitto netto, calcolando anche il giro d'affari originato dalle revenue ancillari. È palese, insomma, che per quanto non vi sia stata la candidatura all'Oscar come miglior film d'animazione e che Disney non sia riuscita a portare a casa nemmeno la statuetta dedicata alla colonna sonora o alla canzone, territorio nel quale ha praticamente avuto la meglio per oltre un decennio dall'89 in avanti, Frozen II sia a tutti gli effetti un successo sul quale è impossibile sindacare. Diciamogli di tutto qualitativamente, insomma, ma la storia dei numeri racconterà sempre una versione diversa da quella della critica.

L'esaltazione della musica

Raccontarne la lavorazione era quindi fondamentale e partire proprio con gli interventi di Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez era l'aspetto più importante per quanto riguarda questo Making Of. Stiamo parlando di chi ha composto e scritto la canzone Into the Unknown oltre che tutta la restante colonna sonora, con una grandissima attenzione alla parte composta e musicata proprio da Robert, supportato dalla moglie.

Avere la possibilità di ascoltare Lopez parlare è un evento davvero importante per il mondo dell'animazione e della musica, perché siamo dinanzi a uno dei pochissimi EGOT, ossia vincitore dell'Oscar, di un Grammy, di un Emmy e di un Tony Award in carriera, raggiungendo questo traguardo, tra l'altro, in solo 10 anni e prima dei 40 anni. D'altronde parliamo del compositore di Let It Go e Remember Me (Coco), entrambe vincitrici all'Oscar. La stessa Idina Menzel, che interviene durante il primo episodio del making of, racconta quanto meraviglioso e inaspettato sia stato il successo di Let It Go, affiancata anche da Kristen Bell, doppiatrice di Anna nella versione originale e tra l'altro madrina di Disney+ per la sua serie Encore, pronta a mostrarci alcuni aspetti del doppiaggio e del lavoro svolto nel canto di Frozen II.

Gli interpreti in carne e ossa

C'è grande spazio anche per il doppiaggio, soprattutto avendo la possibilità di entrare più a fondo nel ruolo di Kristoff, interpretato da Jonathan Groff: per gli appassionati di questo tipo di lavoro ci sarà sicuramente pane per i loro denti, perché Groff non si fa scrupoli nel raccontare alcune difficoltà incontrate nel corso della lavorazione, come il dover interpretare due diversi personaggi, ossia Kristoff e Svenn, e il dover ripetere più battute diverse volte - pratica abbastanza nota per quanto riguarda il doppiaggio - avendo dall'altro lato dello schermo gli scrittori di Frozen 2 a dirigerlo: un'esperienza che da un lato non può che essere di grande soddisfazione, ma che dall'altro rende ancora più intensa la lavorazione. È palese, in ogni caso, che potersi ritrovare dinanzi a una serie del genere permetterà a chiunque di affondare ancora di più i piedi all'interno del mondo di Arendelle e scoprire cosa si nasconde dietro alla lavorazione di un film così epocale.

È indubbio, tra l'altro, che un contenuto del genere sia stato girato con lo scopo di poter essere poi fornito in queste modalità, ma allo stesso tempo sarebbe bello poter accedere ad altri documentari su questo stile anche per quanto riguarda i Classici precedenti: si tratta di un sogno irrealizzabile, perché un racconto così dettagliato non può essere retroattivo, così come questo clima di autoesaltazione non sarebbe di facile reperimento nelle opere precedenti.

Frozen II - Il segreto di Arendelle Va da sé che Into the Unknown: The Making of Frozen 2 è un prodotto davvero molto settoriale, che si propone però in una duplice versione: da un lato la volontà di far emergere la qualità produttiva, nonché un ambiente rilassato e pacato per la lavorazione, da raccontare a tutti i fan, dall'altro invece il desiderio di mostrare agli addetti ai lavori - che siamo sicuri saranno i primi a fiondarsi su un prodotto del genere - il modo di lavorare in Disney a un successo internazionale. Magari potrà servire di spunto, così come le parole di Lopez riguardanti la colonna sonora, per chi ambisce a realizzare qualcosa di simile o, molto più semplicemente, a qualche curioso affascinato dal mondo del cinema e che vuole avvicinarsi ancora di più.