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Godless 01x01: Il vecchio West secondo Netflix

Il 2017 è stata un'annata ricchissima di produzioni targate Netflix. E proprio a fine anno, ecco arrivare sul catalogo Godless, il suo primo western.

first look Godless 01x01: Il vecchio West secondo Netflix
Articolo a cura di
Natale Ciappina Traumatizzato dallo studio di Kierkegaard, è solito nascondere il suo nome fra miriadi di pseudonimi, sommerso com'è fra le sue infinite liste di cose da fare, vedere, ascoltare, leggere e magari anche giocare.

"Welcome to No Man's Land", ovvero: benvenuti nella terra di nessuno. È questa la frase, a dir poco emblematica, che capeggia nelle diciture dei primissimi teaser trailer di Godless, il primo western di casa Netflix. Godless è una miniserie di sette episodi, ognuno dei quali lungo circa una settantina di minuti, arrivata sul catalogo internazionale del colosso dello streaming americano giusto il 22 novembre scorso, e che è riuscita, nei mesi scorsi, ad attirare le attenzioni del grande pubblico soprattutto per un nome di peso che porta in dote, quello di Steven Soderberg; uno che di cinema se ne intende eccome, ma che negli ultimi tempi si è prestato anche alle serie TV, una forma di linguaggio diversa rispetto ai lavori che l'hanno reso noto nel mondo del cinema, e che ha comunque dimostrato di saper gestire perfettamente, sia nel ruolo di produttore, con The Girlfriend Experience e, soprattutto, nelle vesti di deus ex machina in quella perla seriale qual è The Knick. E dunque, alla luce di ciò, anche questo Godless merita altrettanta attenzione?

Nomi che possono trarre in inganno

Purtroppo dobbiamo sottolineare che il nome di Soderberg sia sì presente, ma unicamente come produttore esecutivo; i lettori più attenti avranno a questo punto forse notato l'inghippo, ormai tipico nel mondo serie TV. Seppur si tratti di un formato mediale che sta acquistando, col passare degli anni, sempre più appeal, purtroppo i grossi nomi del cinema (in particolare se si parla dei registi più noti, come appunto Soderberg) rimangono spesso rilegati unicamente a ruoli marginali; qualcuno, in modo prosaico e grossolano, potrebbe dire che "ci mettono la firma". E non ci andrebbe nemmeno troppo lontano, purtroppo.

Certamente la situazione sta cambiando (vedi i vari Sorrentino, Jean-Marc Vallée o lo stesso Soderberg), ma stiamo vivendo, a tal proposito, un periodo di transizione, e prima che questo genere di produzioni, per così dire ‘autoriali', prendano il là anche in questo campo mediale, ci vorrà un po' di tempo. Nel mentre, tocca rimetterci ad addetti ai lavori meno noti, ma non per questo necessariamente meno dotati. Come Scott Frank, ideatore e regista di Godless, e che prima di oggi si è contraddistinto come sceneggiatore principale di pellicole come Io & Marley o il più recente Logan.

Le donne nella norma del West

Alla prova dei fatti, Scott con questo Godless sembra non abbia voluto rischiare passi falsi. Sin dai primissimi minuti appare infatti chiaro come il regista abbia voluto imprimere al proprio lavoro un approccio classico al genere di riferimento, sia in termini di sviluppo narrativo, con personaggi i cui tratti pertinenti vengono disvelati sin da subito (il gringo misterioso, il cattivo carismatico, il bambino scaltro e via discorrendo), e sia sotto il profilo estetico, con panoramiche grandangolari a perdifiato e piani americani su volti corrugati e sporchi.

Insomma, Godless sin dal primo episodio si rivela per quello che è: un western che non vuole in alcun modo rivoluzionare il genere d'appartenenza, anzi. Ed in teoria va benissimo così.L'unica vera novità sembrerebbe risiedere nella rinnovata valenza conferita alle protagoniste femminili, come Alice Fletcher, carismatica vedova interpretata da Michelle Dockery che sin dal primo episodio mostra tutto il proprio carattere combattivo. L'idea che prende piede sul finire di puntata è, in ogni caso, quella di assistere, più che a una serie TV, a un lungo film spalmato su più tranche. Nessun particolare cliffhanger, nulla di narrativamente così coinvolgente che possa indurre lo spettatore in quel meccanismo di "guardo un'altra puntata per vedere cosa succederà dopo". Da qui appare chiara la natura di questa serie TV: un lavoro che può dare grandi soddisfazioni a quel pubblico di appassionati che gli concederà fiducia, ma anche a chi, semplicemente, vorrà gustarsi un western duro e puro, in cui sparatorie e momenti di tensione non mancheranno affatto.