Good Omens: prime impressioni sulla serie Amazon

È arrivato l'attesissimo adattamento del romanzo scritto da Terry Pratchett e Neil Gaiman, qui showrunner e autore della sceneggiatura .

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La fine del mondo sta arrivando. O comunque sta arrivando su Amazon Prime Video, dove da venerdì 31 maggio è disponibile la miniserie in sei episodi Good Omens, ispirata all'omonimo romanzo (tradotto in Italia con il titolo Buona Apocalisse a tutti!) scritto a quattro mani da Terry Pratchett e Neil Gaiman. Pubblicato nel 1990 (in Italia è arrivato molto dopo, soltanto nel 2007), è diventato subito un libro di culto, con milioni di lettori in tutto il mondo. Dopo anni e anni in cui si parlava di un possibile adattamento (prima cinematografico - con Terry Gilliam come papabile regista - e poi televisivo), è stato lo stesso Gaiman a prendere le redini del progetto in qualità di showrunner dopo che Pratchett gli ha chiesto, poco prima di morire, di occuparsene. Anche la sceneggiatura è firmata da Gaiman, che già dai primi episodi dimostra di aver voluto rimanere estremamente fedele al romanzo (pur con alcune aggiunte, direttamente dagli appunti per il mai scritto sequel), mentre la regia è dello scozzese Douglas MacKinnon, già regista di alcuni episodi di Doctor Who e di un episodio di Sherlock.

Angeli, demoni e un Anticristo da trovare

Per chi non avesse familiarità con il libro (che vi invitiamo comunque a recuperare, perché è uno di quei libri che fanno ridere ad alta voce), un accenno di trama: Aziraphale (Michael Sheen) e Crowley (David Tennant) sono rispettivamente un angelo e un demone che hanno vissuto sulla Terra così a lungo da affezionarsi alla loro vita tra gli umani. Quando a Crowley viene consegnato un neonato Anticristo con il compito di affidarlo alla famiglia di un diplomatico americano, in attesa che compia gli undici anni e possa dare inizio all'Apocalisse, lui e Aziraphale si rendono conto che, tutto sommato, loro non vogliono che il mondo finisca. Non ci sono sushi bar in paradiso e l'inferno è... be', l'inferno, quindi i due decidono di allearsi per cercare di prevenire in qualche modo l'Apocalisse. Salto in avanti di undici anni: c'è stato uno scambio di culla, e nessuno sa dove sia finito l'Anticristo. A tutto questo aggiungete delle suore sataniste, un troppo zelante e fastidiosissimo arcangelo Gabriele (Jon Hamm), i cavalieri dell'Apocalisse (con Inquinamento al posto di Pestilenza), cacciatori di streghe e un libro di profezie belle e accurate e avrete gli ingredienti per la fine del mondo.

Un buon inizio (della fine)

Basta il primo episodio per capire che i fan del romanzo non resteranno delusi: Good Omens è un adattamento fedelissimo del materiale di partenza, e lo stesso Gaiman ha detto che le aggiunte (come Gabriele, assente nel libro) vengono tutte da idee e annotazioni che lui e Pratchett non hanno potuto inserire nel romanzo per questioni di spazio, o che avevano pensato di inserire nel sequel (sfortunatamente mai scritto).

Non manca neanche la narrazione comica e surreale tipica di Pratchett: Dio (Frances McDormand) fa da narratore utilizzando veri e propri estratti dal libro in quello che sembra, più che un espediente narrativo, un omaggio alla scrittura e allo stile di Terry Pratchett. Per chi invece non ha letto il libro e si sente un po' confuso per il mix variegato di personaggi e le sottotrame apparentemente slegate tra loro, un po' di pazienza: andate avanti, non ve ne pentirete.