Halo, vista in anteprima: la serie TV è all'altezza dei videogiochi?

Abbiamo dato uno sguardo ai primi due episodi di Halo: l'adattamento televisivo saprà rivelarsi all'altezza del franchise originale?

Halo, vista in anteprima: la serie TV è all'altezza dei videogiochi?
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Dopo ansie, timori e aspettative covati negli ultimi mesi siamo finalmente pronti a parlarvi di Halo prodotto da Paramount+. Quella che a conti fatti può dirsi la serie TV più ambiziosa di sempre su un'IP videoludica (ovviamente in attesa dell'uscita di The Last of Us di HBO) sta per debuttare sul piccolo schermo: ad ospitare la messa in onda dell'adattamento della saga sviluppata da 343 Industries saranno Sky, che trasmetterà lo show sia in lingua originale sia sottotitolata. Abbiamo visto in anteprima i primi due episodi e a poche ore dal debutto di Halo su Sky e NOW è arrivato il momento di parlarvi di un prodotto che, almeno in partenza, sembra non essere riuscito ad ottimizzare pienamente le proprie risorse.

Halo: si parte!

Non servono troppi giri di parole per dirvi ciò che già gli autori della serie hanno detto a proposito delle differenze tra la serie TV e opera primaria: lo show sviluppato da Kyle Killen e Steven Kane non traspone fedelmente la lunga storia dei videogiochi di Halo, piuttosto ne trae spunto (così come da tutto l'universo espanso che da anni ruota intorno all'esclusiva Microsoft) per imbastire un racconto originale ispirato alla filosofia narrativa del franchise, ma soprattutto alla sua intricata mitologia.

Quella di Halo: The Television Series è stata infatti ribattezzata "Silver Timeline": si tratta di uno specifico universo alternativo creato appositamente per l'adattamento televisivo di Halo, un vero e proprio canone a parte pensato per rispondere alle esigenze del piccolo schermo senza entrare in contrasto con la Lore originale dei videogame. Una scelta sicuramente peculiare che, a nostro modo di vedere, può essere funzionale e soprattutto rispettosa della serie principale, prendendosi le giuste libertà per riadattare l'opera e farla aderire meglio alla modernità. E infatti, che siate videogiocatori esperti o utenti casual della saga nata su Xbox, non sarà difficile notare questa scelta creativa sin dall'incipit della prima puntata: Halo si apre su Madrigal, un pianeta popolato da una fazione di dissidenti ribelli e dalle forze militari dell'UNSC, il Comando Spaziale delle Nazioni Unite. Si tratta di una branca scientifico-militare del Governo Unificato terrestre predisposto alla protezione delle Colonie spaziali. In realtà le forze governative non vengono ben viste dai comuni cittadini delle Colonie, che li reputano niente meno che crudeli e spietati conquistatori sprezzanti delle vite dei molti innocenti caduti durante le numerose campagne militari.

Serpeggia anche il timore per gli Spartan, guerrieri d'elite potenziati ben oltre le normali capacità umane, militari talmente formidabili da rappresentare quasi una leggenda per chi non li ha mai visti in azione.

Durante la prima parte dell'episodio pilota seguiamo la vicenda di Kwan ha, una ragazza che un giorno si ritrova al centro di una brutale carneficina: truppe di una razza aliena guerriera, i Covenant, attaccano la sua Colonia e ne sterminano gli abitanti, ed è soltanto l'intervento dell'UNSC e degli Spartan che - non senza numerose vittime - mette fine al massacro. Ed ecco che entra in scena il protagonista assoluto, l'icona di tutto il franchise: John, alias Master Chief, con al seguito i suoi compagni Spartan. La sequenza che vede i soldati d'elite affrontare i Covenant illustra le probabili ambizioni del prodotto televisivo: tra sparatorie, esplosioni, inseguimenti e persino intermezzi vissuti in visuale prima persona durante la strage dei Covenant dimostrano quanto Halo voglia seguire la messinscena e l'epicità dei videogiochi. Il risultato è una scena di buon impatto, che tuttavia dimostra qualche limite in più rispetto a quanto mostrato nei trailer, dettagli su cui ci soffermeremo più avanti.

I primi due episodi di Halo fungono da introduzione agli elementi portanti del suo universo narrativo, ma anche ad innescarne velocemente il racconto: il ritrovamento da parte di Master Chief di un misterioso manufatto Covenant fornisce numerosi spunti per approfondire, anche solo vagamente, non soltanto il suo passato, ma anche l'intero parco di personaggi secondari, tutti perlopiù appartenenti alle forze dell'UNSC. Spicca la protagonista assoluta della storyline parallela a quella di John, che nella seconda puntata fa delle scoperte sensazionali legate al manufatto recuperato su Madrigal: parliamo della dottoressa Halsey, scienziata incaricata dalle forze governative di gestire i guerrieri Spartan.

Da arguta e ambigua ricercatrice, la donna è fermamente convinta che il progetto Spartan possa e debba essere migliorato, ed è per questo che sta sviluppando una particolare intelligenza artificiale che non viene ben accolta dagli esponenti del governo. Non ci dilungheremo oltre per non farvi incorrere in numerosi spoiler, ma vi basti sapere che in queste prime due puntate vengono già poste le basi per diversi collegamenti con la Lore principale di Halo...

Luci e ombre della serie TV

Sul piano della scrittura è ancora molto difficile valutare l'efficacia della storia di questo "nuovo" Halo, ma indubbiamente gli elementi forniti durante le prime due puntate ci hanno permesso di capire che la serie televisiva intende catapultarci sin da subito - e senza troppi fronzoli - nel vasto universo narrativo del franchise, intessendo una mitologia "alternativa" a quella principale, pur rispettandone i crismi principali. Forse gli eventi narrati in questo incipit potrebbero rivelarsi un po' troppo frettolosi: vengono introdotti molti personaggi e persino fazioni diverse, e già dal finale della puntata 2 vengono rivelati una serie di colpi di scena piuttosto notevoli.

In ogni caso, nonostante la fretta riservata a certi spunti di trama e ad alcune dinamiche tra i personaggi principali, l'impressione preliminare è che autori e produttori abbiano deciso di trattare il materiale originario con grande rispetto, apportando modifiche senza tradire lo spirito della saga madre. Quello che, purtroppo, funziona molto meno, e che rappresenta forse l'anello debole di tutta la produzione, è il comparto visivo. Come dicevamo qualche riga più sopra, il combattimento iniziale che pone gli Spartan contro i Covenant probabilmente setta i toni e le atmosfere del prodotto. Nel complesso le scene d'azione possono dirsi piacevoli in termini di coreografie e strizzate d'occhio ad elementi di fanservice, eppure ci è sembrato che qualcosa non andasse da un punto di vista produttivo.

È infatti la qualità della messinscena che in più di un'occasione lascia a desiderare, ed è quasi clamoroso notare quanto la serie di Halo alterni cose piuttosto buone ad altre, francamente, discutibili. A partire dagli effetti speciali, che in più di un'occasione si sono rivelati fin troppo plastici e artificiosi: esplosioni e animazioni, in particolare, lasciano talvolta a desiderare, specie nei movimenti dei Covenant, i quali d'altro canto sono realizzati abbastanza bene quando inquadrati in primo piano.

In generale l'utilizzo della fotografia digitale, specie per quanto concerne le panoramiche nello spazio, risulta molto buono, e durante le traversate cosmiche dà vita ad alcuni scorci davvero mozzafiato. I problemi emergono quando i protagonisti ci conducono negli ambienti interni, nelle astronavi o sui vari pianeti: qui gli elementi scenici sono eccessivamente posticci e impoveriscono la messinscena contribuendo ad alimentare un vago "effetto cosplay". Nella speranza che, con il proseguire delle puntate, la qualità visiva migliori e riesca ad evidenziare gli aspetti più positivi della produzione. Che ci sono e andrebbero valorizzati.

Halo: The Television Series - Stagione 1 È ancora presto per tirare le somme sulla narrazione di Halo: The Television Series. Tuttavia, lo sguardo in anteprima ai primi due episodi ci ha permesso di saggiarne soprattutto la qualità della messinscena, che purtroppo si è rivelata un po' troppo altalenante. Tra effetti speciali non sempre all'altezza delle aspettative, ma soprattutto scenografie e ambienti interni troppo artificiosi, ci auguriamo che il comparto visivo migliori in occasione degli episodi più spettacolari. Nel complesso, insomma, sembra che Halo si lasci guardare, soprattutto grazie al rispetto che gli autori nutrono nei confronti della mitologia originaria. Tuttavia, l'impressione è che il prodotto si riveli meno ambizioso di quanto si poteva pensare.