Hanna: prime impressioni sulla nuova serie Prime Video

Amazon Prime Video ha dato agli utenti la possibilità di vedere, con un mese di anticipo, il primo episodio della sua nuova serie action.

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A otto giorni dalla proiezione di gala al Festival di Berlino, dove il progetto è stato selezionato all'interno della sezione Berlinale Special Series, Amazon ha deciso di alimentare ulteriormente l'attesa per Hanna, nuova produzione originale, rendendo il primo episodio disponibile su Prime Video per un periodo limitato (24 ore) prima della proiezione berlinese e del debutto vero e proprio dello show, previsto per il mese di marzo (il giorno esatto non è ancora stato ufficializzato). Una strategia intrigante che non solo sfrutta tutte le potenzialità delle nuove modalità di fruizione dell'audiovisivo, ma riesce anche, perversamente, a calare noi spettatori nei panni dei cattivi: proprio come loro, che inseguono la giovane Hanna senza successo, dovremo aspettare un mese prima di poterla anche solo avvistare. A meno che non si decida, per ragioni filologiche, di rivedere il film del 2011 di cui la serie è il remake, firmato dallo stesso sceneggiatore (David Farr, che ai tempi riscrisse il copione di Seth Lochhead).

Dalla Finlandia alla Polonia

Come nel lungometraggio di Joe Wright, abbiamo a che fare con la giovane Hanna (Esme Creed-Miles, figlia dell'attrice Samantha Morton) e suo padre, Erik Heller (Joel Kinnaman). Lui si prende cura della ragazza da sempre, avendola sottratta a un esperimento e portata con sé nei boschi della Polonia (un leggero spostamento geografico rispetto ai più suggestivi paesaggi finlandesi del prototipo cinematografico). Sono braccati da Marissa Wiegler (Mireille Enos, che ritrova Kinnaman, seppure dall'altro lato della barricata, dopo la chiusura di The Killing). La storia ruota ancora una volta attorno a questo terzetto, ma i tempi dilatati della televisione consentono a Farr di esplorare più nel dettaglio le varie psicologie, in particolare quella di Hanna che al cinema era quasi una macchina per uccidere e basta, mentre qui viene dato maggiore spazio al suo lato "umano" (virgolette obbligatorie poiché la trama orizzontale ruoterà inevitabilmente attorno a ciò che le accadde in tenera età per mano della CIA).
Laddove Saoirse Ronan optava per una performance quasi aliena, da un altro mondo, abbinata all'approccio fiabesco di Wright che aveva preso una classica premessa action per poi rielaborarla come se fosse un testo dei fratelli Grimm, Creed-Miles dà al personaggio del titolo un'aura leggermente più "terra terra", nell'ambito di un'atmosfera generalmente più verosimile.
Può darsi che gli elementi da fiaba dark facciano capolino negli episodi successivi (dipenderà soprattutto dalla presenza o meno di una delle location del film), ma per quanto riguarda la prima ora siamo più in territorio da spy story tradizionale, accentuato dal volto stanco di Kinnaman, portatore di segreti che dovranno riemergere con risultati disastrosi. Un volto che, a giudicare dall'impostazione di questo primo episodio, avrà uno spazio paragonabile a quello della protagonista e dell'antagonista, un triangolo recitativo che accentuerà il pathos dietro gli inseguimenti e le sparatorie.