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Hill House: primo sguardo alla nuova serie Netflix

Abbiamo visto in anteprima i primi sei episodi di Hill House, la serie horror targata Netflix pronta a spaventarci in attesa di Halloween

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Ottobre è il periodo dell'anno nel quale l'autunno entra nel vivo, il cielo si ingrigisce, le giornate iniziano a essere sempre più brevi, la notte la fa da padrona. Ottobre è il mese delle streghe, dei fantasmi, degli scheletri in maschera e dei dolcetti in quantità. Halloween arriva e con lui le storie di paura, calate perfettamente nel contesto, pronte a essere vissute nelle notti insonni davanti alla tv, un pacco di patatine per sfamarsi e magari una nutrita compagnia per sconfiggere la tremarella. Quest'anno, anche Netflix ha deciso di entrare in partita, producendo la sua prima serie dalle tinte horror, e si è affidata a un cultore e maestro del genere, quel Mike Flanagan (Oculus, Ouija: l'origine del male) che già un anno fa aveva iniziato un percorso con il colosso di Hastings dirigendo l'apprezzata trasposizione di Il gioco di Gerald. Allontanandosi da Stephen King, anche stavolta il regista è alle prese con la messa a schermo di un classico contemporaneo dell'horror, quel The Haunting of Hill House ("L'incubo di Hill House" in italiano) di Shirley Jackson che per il Maestro di Portland è stata una vera e profonda fonte di ispirazione. Siamo quindi qui a parlarvi delle nostre impressioni dopo aver visto in anteprima i primi sei episodi della serie, disponibile come al solito nella sua interezza sulla piattaforma streaming a partire dal 12 ottobre.

I fantasmi della casa sulla collina

Diversamente dalla trasposizione certosina del lavoro di King, questa volta Flanagan prende il romanzo di Shirley Jackson, datato 1959, unicamente come spunto di partenza, riplasmando i concetti base e adattandoli ad un contesto contemporaneo. Rimane la misteriosa Hill House, casa sulla collina apparentemente avvolta da oscure presenze, ma non abbiamo John Montague alle prese con lo studio dei fenomeni paranormali della casa. Al suo posto l'intera famiglia Crain, trasferitasi nella magione senza sapere della sua attività fantasmatica. Solo che, con il passare del tempo, l'esistenza della presenza malefica sembra sempre meno un sospetto e più una terribile realtà, di cui saranno soprattutto i cinque figli dei Crain ad acquisire una solida consapevolezza, tra strani rumori e orribili visioni. Anni dopo, ormai indipendenti, i componenti della famiglia si trovano costretti a riunirsi a causa della tragica morte di uno dei fratelli. È questo l'avvio di una narrazione frammentata, divisa tra l'attuale vita di ciascuno dei protagonisti e il passato fanciullesco ad Hill House.

L'incubo interiore

In una struttura abbastanza sistematica, i primi episodi si concentrano sui singoli personaggi, sul loro rapporto con la casa, le loro paure, le reazioni, in una scansione che arriva alla riunione della famiglia in una drammatica condivisione del dolore. Perché se è vero che le tinte horror, una lunga costruzione della tensione e momenti da più immediato jumpscare sono presenti, non sembrano però essere il fulcro della narrazione. Quello che più interessa Flanagan è l'umano, le relazioni che legano i protagonisti, le loro individualità interiori, perché l'orrore della casa e i momenti di terrore vissuti nell'infanzia, si riflettono prima di tutto nel loro io di adulti; ne ha segnato le esistenze, i caratteri, in fondo le vite. Ed è quello che più caratterizza la produzione - pure in un'atmosfera horror comunque funzionante - nonostante la qualità di scrittura che alterna momenti interessanti ad altri più prevedibili e stereotipati. Per un giudizio più completo non ci resta quindi che aspettare l'uscita della serie e con essa gli episodi finali, che potranno illuminare sulla qualità complessiva della serie. A prescindere da tutto però, se siete fan del genere o alla ricerca di qualche gustoso incubo per la notte delle zucche, vi consigliamo di dargli una possibilità.