First look Homeland - Stagione 2

Dopo una prima stagione assolutamente emozionante e una pioggia di premi ricevuti, ritorna uno dei migliori serial degli ultimi

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L’eccellenza esiste, in tutte le cose. Sembra uno spot di una qualche automobile, ma in realtà è proprio così. Esistono le vie di mezzo, esistono le mediocrità e di contraccolpo esistono le eccellenze. Homeland fa parte di quest’ultima categoria. Pluripremiato (Golden Globe, Emmy e quant’altro) serial della scorsa stagione, Homeland rappresenta il fior fiore della produzione made in USA, un perfetto connubio di elementi positivi coerentemente amalgamati tra loro, che insieme creano un quadro assolutamente eccezionale. Una storia di fantasia che fa del suo realismo il cavallo di battaglia, delle fervide e allo stesso tempo banali emozioni umane il suo punto forte.

Il filo narrativo.

È la storia di due personaggi, Carrie Mathison e Nicholas Brody, sensibilmente diversi tra loro ma accomunati da un sottile filo invisibile che collega entrambi a tante altre persone, nonché a due popoli in guerra. Homeland, nel corso delle sue puntate, fa cadere ogni convinzione su cosa sia giusto o sbagliato, ogni luogo comune che automaticamente la società attribuisce ad una determinata categoria, ponendo il tutto sotto una differente luce. Non esistono buoni o cattivi, ma soltanto punti di vista e prese di coscienza. Sul gradino più alto delle lodi mosse alla serie troviamo un cast a dir poco straordinario (e giustamente premiato anch’esso in ogni modo), con in pole position Claire Danes, Damian Lewis e Mandy Patinkin, seguiti a ruota da tanti altri attori in grado di donare le giuste emozioni durante le scene che si susseguono sullo schermo. Tornando ora alla trama, la prima stagione si conclude con un finale teso e aperto oltremisura, lasciando intendere che il meglio (o peggio) deve ancora venire, e che il caro marine Nicholas Brody, plagiato e spinto dal terrorista islamico Abu Nazir, è ben lungi dal cessare di manomettere lo stato Statunitense. La povera Carrie, d’altro canto, ne esce profondamente sconfitta e annientata psicologicamente, e gli ultimi istanti del season finale non lasciano presagire niente di buono per lei.

La lotta continua, da entrambe le parti.

Passa qualche mese, e l’ex prigioniero di Al-Qaeda Nicholas Brody prosegue la sua carriera politica, che sembra più promettente che mai (viene addirittura incoraggiato dal vice presidente a prendere il suo posto durante le prossime elezioni). La povera Carrie, invece, dopo l’espulsione dalla CIA e la conseguente uscita dalla clinica psichiatrica si limita ad offrire insegnamenti di lingua araba. Ovviamente questo è solo l’inizio di un nuovo ciclo narrativo, che andrà ad attingere a piene mani dai segreti inconfessati del precedente e che già durante questa premiere inizia a muovere i suoi primi passi. Ritroveremo ovviamente tutto il main cast che ci ha accompagnato nella prima stagione, nel bene e nel male. Male per personaggi come quello di Jessica Brody (Morena Baccarin), che proprio non riusciamo a digerire (stereotipata oltremisura), bene per piacevoli rivalutazioni come per la figlia di Brody, Dana (Morgan Saylor), che complessivamente dopo qualche errore riesce a dimostrare un grado di maturità probabilmente superiore anche a quello della madre. Il piatto forte però è ovviamente rappresentato dai due protagonisti, che manifestano sia la loro profondità psicologica con le loro paure e le loro speranze e sia (per quanto riguarda gli attori), l’ennesima conferma di una bravura a dir poco maestosa. Permangono le domande e le riflessioni su cosa sia giusto e cosa sia sbagliato e sui luoghi comuni (esemplare il dialogo tra i ragazzi all’interno della scuola). Il ritmo narrativo riesce a proferire le giuste tempistiche alternando momenti di forte tensione a dialoghi sensibilmente più tranquilli. Le stesse musiche risultano non invasive dando il giusto supporto alle situazioni. In parole povere, conviene assaporare questi attimi di “discreta tranquillità”, perché le vicende si preannunciano esplosive come non mai.

Homeland - Stagione 2 Il serial più apprezzato e premiato dello scorso anno ritorna più riflessivo e tagliente che mai, insieme ai suoi attori che sono già entrati nell’olimpo della recitazione. Fare supposizioni su di un serial come Homeland è perfettamente inutile, e l’unica cosa sensata resta quella di sedersi e lasciarsi trasportare da uno dei serial migliori degli ultimi anni.