Invincible: il fumetto di Robert Kirkman prende vita nella serie TV Amazon

Tratta dal fumetto di Robert Kirkman, Invincible si presenta in una veste inaspettata e curiosa, ricca di contrasti voluti, ma non senza qualche dubbio.

Invincible: il fumetto di Robert Kirkman prende vita nella serie TV Amazon
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È scontato ribadirlo, ma i supereroi stanno dominando la scena sia sul grande che sul piccolo schermo e sembra che la situazione rimarrà tale per ancora un bel po' di anni. E in quella che a tutti gli effetti è diventata una folle rincorsa agli adattamenti di varie testate fumettistiche, le scelte di Amazon non possono non risaltare.

Allontanandosi dall'alveo delle proprietà Marvel/DC, Prime Video ha iniziato questa sorta di percorso alternativo con The Boys, meravigliosa e cruenta serie incentrata su un potenziale lato oscuro dei superpoteri invischiato con il capitalismo più sfrenato (qui trovate il nostro speciale sul futuro di The Boys). Una visione appunto alternativa agli eroi o comunque antieroi che nell'ultimo decennio abbiamo imparato a conoscere e che tende ad esasperare gli aspetti morbosi, violenti e disturbanti di figure del genere.

Invincible, serie animata che debutterà il prossimo 26 marzo tratta dall'omonimo fumetto di Robert Kirkman, creatore di The Walking Dead, vuole proseguire precisamente su questa linea, nonostante le apparenze molto più canoniche dominanti nelle prime tre puntate che abbiamo potuto vedere in anteprima. Diamo un primo sguardo ad una delle più grandi incognite tra le uscite Amazon di marzo.

Questioni di famiglia

Protagonista assoluto delle vicende è Mark Grayson, un adolescente come tanti altri alle prese con i più classici problemi della sua età, se non fosse per un minuscolo ed insignificante dettaglio: suo padre è il celeberrimo Omni-Man, il più forte e amato supereroe della Terra. Come se non bastasse, all'alba dei diciassette anni anche Mark inizia a sviluppare i suoi poteri, giusto in tempo per coronare il sogno di proteggere il pianeta al fianco del padre, che inizia intensamente ad allenarlo.

Tutta la premiere è strutturata in un modo apparentemente innocente e puro, ripercorrendo ad ampie falcate i ben noti stilemi delle origin story. Non manca nulla, dalla scoperta un po' casuale alle varie prove per capire i limiti delle proprie abilità, dalla difficoltà di gestire l'inedita doppia vita ai primi fallimenti; all'inizio Invincible è quasi una raccolta enciclopedica di questi topoi, forse addirittura stucchevole. Ma poi arriva lo schiaffo, feroce e privo di pietà, in uno schema che nelle prime puntate è già ricorrente.

Invincible sembra proprio essere stata pensata con alla base un contrasto stridente ed al contempo affascinante: da un lato la genesi di Mark, giovane voglioso e sognatore con possibilità infinite e dall'altro la realtà nascosta e insospettabile di un supereroe. Un mondo fatto di brutalità, tradimenti, violenza oltre ogni immaginazione, tutto per vane ambizioni personali o qualche follemente intricato piano per accrescere il proprio ego. E sinceramente non vediamo l'ora di scoprire quanto in profondità scaverà questo contrasto, capace già di dare vita ad un paio di scene sensazionali.

Tra alti e bassi

A contrastare l'iniziale entusiasmo, però, fanno capolino contemporaneamente due problematiche pericolose, seppur per ragioni differenti. Innanzitutto il disegno è davvero troppo generico, non nel senso di spiacevole alla vista, anzi, bensì senza una precisa identità, non distinguibile da tante altre produzioni animate.

Più pressante, tuttavia, è la sensazione che tanti avvenimenti presenti nei primi tre episodi siano un po' scollegati tra di loro, come se a volte si stesse guardando una serie di corti e non un telefilm organico. Invincible allora certamente rimane uno dei prodotti di punta per il 2021 di Amazon, da tenere d'occhio senza ombra di dubbio, ma dopo un inizio tra alti e bassi deve premere sull'acceleratore, anche in termini di coesione narrativa, pur comprendendo la necessità di far crescere il personaggio di Mark in questa fase iniziale.

InvincibleAmazon Invincible esordisce con un'idea estremamente intrigante alla base, capace già di dare risultati molto interessanti, ovvero il contrasto tra la genesi di Mark e le difficoltà di essere un supereroe, fino a sfociare in un'esasperazione morbosa e cruenta che ricorda da vicino un'altra produzione Amazon come The Boys. Le puntate prosperano su questo contrasto, ripercorrendo tutti i tratti tipici delle origin story, con tutta la bontà e a volte persino stucchevolezza del caso, per poi colpire con una ferocia clamorosa dietro le quinte. Qui Invincible funziona, proprio per come si fondono queste due nature solo in apparenza inconciliabili. D'altro canto, però, un disegno fin troppo generico e soprattutto una narrativa un po' sfilacciata, per cosi dire, frenano in parte l'entusiasmo iniziale, ma le speranze e le possibilità sono a dir poco infinite.