Iron Fist: prime impressioni sulla seconda stagione disponibile su Netflix

Tornano le avventure dell'immortale Iron Fist, in una seconda stagione che vedrà Danny affrontare tutte le conseguenze delle sue scelte.

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La seconda stagione di Iron Fist, comunque andrà, sarà a suo modo storica per l'ecosistema delle serie Marvel-Netflix. Dopo diversi anni di proteste e lamentele, anche piuttosto accese, si è finalmente deciso di modificare lo standard delle 13 puntate usato fino ad ora per questi prodotti, reo di allungare in maniera estenuante l'intreccio creando un'infinità di momenti morti.
Ovviamente non è stato il solo attacco posto a un modello che in generale sembrava aver stancato, ma era una sorta di cavallo di battaglia che univa gli appassionati sotto un singolo vessillo. Questa seconda iterazione delle avventure di Danny Rand sarà invece composta da soli 10 episodi, un aspetto che potrebbe ribaltare le sorti di una serie che non aveva - un po' immeritatamente - soddisfatto a pieno tutto il pubblico e la critica.
Un banco di prova intrigante per dimostrare che l'immortale Iron Fist può dire la sua nel MCU, una sorta di rivincita, a partire magari da combattimenti coreografati efficacemente e un'evoluzione del personaggio più coesa. Queste sono le nostre prime impressioni.

Una pace è sempre un miraggio

Dopo gli avvenimenti di The Defenders, Danny Rand (Finn Jones) si sente in dovere di onorare la parola data al buon Matt Murdock (Charlie Cox), alias Daredevil, ovvero di proteggere la sua città.
È un Danny molto più deciso e convinto della sua missione, anzi del suo stesso ruolo, quello che lo spettatore ammira in queste prime battute, concentrato nel controllare la lotta al potere scatenatasi dopo la dipartita della Mano. Una ritrovata calma interiore dovuta in particolar modo all'evolversi della relazione sempre più stabile con Colleen (Jessica Henwick), adesso impegnata in un centro sociale per aiutare la comunità di Chinatown.
Una seppur relativa quiete del genere però non può durare a lungo e Danny dovrà pagare le conseguenze delle sue scelte: abbandonare K'un-Lun, misteriosamente scomparsa in un bagno di sangue, non è una decisione accettabile da parte del difensore prescelto della città e il vecchio amico, se non fratello, Davos (Sacha Dhawan) è pronto a fargliela pagare con l'aiuto di Joy (Jessica Stroup), anche lei colma di risentimento nei confronti dell'unico superstite della famiglia Rand.

Fantasmi dal passato

Questa seconda stagione è infatti dominata dal tema del passato e dai suoi fantasmi, vero e proprio leitmotiv, sicuramente una scelta non casuale viste le critiche al mancato approfondimento del periodo trascorso dal protagonista a K'un-Lun. La trama, ripartendo da uno degli aspetti più riusciti della passata stagione - quel rapporto di amore quasi fraterno e rivalità continua tra Davos e Danny - vuole porre l'accento proprio sugli eventi precedenti al ritorno a New York del protagonista. Non è un regolare rancore che alberga nell'animo di Davos, è un odio profondo e radicato nei confronti di una persona amata che in seguito ha deciso di abbandonare tutto, compreso il suo diritto di nascita, il ruolo di Iron Fist e delle conseguenti responsabilità.
Allo stesso tempo i due contendenti vivono una situazione strana e affascinante, sono infatti tristemente consci di dover eliminare il proprio rivale, ma entrambi dubitano, tentennano. La stessa e identica cosa vale per Joy, sinceramente convinta che Danny sia il motivo per cui la sua vita è andata in frantumi, tra manipolazioni, inganni e bugie, ma è pur sempre il ragazzino cui voleva bene come un fratello.

Non è esente dalle colpe del passato neanche Colleen, sorpresa dal ritrovare nel centro sociale una misteriosa scatola appartenente alla sua famiglia. Infine c'è la "variante impazzita", rappresentata da una strana donna (interpretata da Alice Eve) in cui Danny si imbatte, forse sofferente di qualche disturbo della personalità, ma per ora si sa ben poco.
Insomma, tirando le somme, la seconda stagione di Iron Fist parte da premesse e tematiche estremamente interessanti. in potenza di una profondità invidiabile. Bisognerà vedere come reggerà sul lungo periodo e se le scene d'azione continueranno il trend positivo intravisto in questi primi scorci.