iZombie: le nostre prime impressioni sulla Stagione 5

In onda su Premium Action, disponibile per gli abbonati Sky, la nuova stagione di iZombie promette situazioni ancora più folli.

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Anche per iZombie è arrivato il momento di congedarsi dal proprio pubblico. La stagione finale arriva al momento giusto, al tempo cioè in cui la serie ha dato tutto quello che poteva ed iniziava a trascinarsi nel manierismo tipico delle opere che non riescono più a comunicare nulla di nuovo o di originale. In Italia la quinta stagione di iZombie è trasmessa da Premium Action, dal 7 ottobre. Ecco un nostro primo sguardo!

Una pace precaria ed instabile

La premiere, intitolata "Vittima Sacrificale", inizia sei mesi dopo il finale della precedente stagione, la Chiesa Suprematista Zombie è stata defenestrata così come è stata tutelata la missione di Renegade di guarigione di malati terminali, mediante la trasformazione in zombie. Major Lilywhite (Robert Buckley) ha preso saldamente le redini della Fillmore Graves, mentre Blaine (David Anders), a cui è stato chiesto di intensificare il traffico di cervelli per dare cibo agli abitanti non morti di New Seattle, è, probabilmente, l'uomo più ricco della città.

Per Liv (Rose McIver) la vita scorre tranquilla, ai limiti della noia, divisa tra il suo lavoro quotidiano come medico legale ed il suo servizio come Renegade. Non tutto è rosa, però, in città arrivano meno cervelli e questo rappresenta un problema per la sopravvivenza degli zombie.

Inoltre, la pace viene turbata da un'aggressione ad un umana perpetrata proprio da zombie. Tale evento scatena di nuovo la discussione sulla convivenza tra le due "specie" e potrebbe addirittura innescare una guerra. Proprio per questo, Peyton (Aly Michalka) crea una task force, composta da Liv, Clive, e Ravi (Rahul Kohli) per risolvere il caso in modo veloce e privo di grossa risonanza sociale.
Intanto Ravi continua a lavorare sulla cura per gli zombie ed in questo sarà coadiuvato da un nuovo personaggio, la dottoressa Collier (Quinta Brunson), la quale ha continuato gli studi del suo collega ed ha scoperto che, per portare avanti la cura, serve il sacrificio di trecento persone, affette dalla medesima malattia di Isobel.

Tutto cambia per restare uguale

L'ultima stagione di iZombie non porta con sé alcuna modifica della tematica, della struttura o dell'impostazione, nessun tocco originale che possa far rimpiangere la scelta di metter la parola fine alla serie.
Anche nella premiere della quinta stagione al pubblico viene offerta una nuova indagine, che i personaggi devono portare avanti. Stavolta, per dare una rinfrescata, non sarà Liv a vedere modificata la propria personalità per aver mangiato un cervello, ma Ravi.

Decisione questa che non va neanche a scalfire gli equilibri, ma crea le solite ed usuali ed ormai abitudinarie, situazioni umoristiche che derivano dalle reazioni fuori dalle righe del personaggio rispetto al suo ordinario modo di reagire alle sollecitazioni del mondo esterno.
La tematica, poi, della pacifica convivenza tra umani e zombie, che rimanda chiaramente a conflitti sociali tutt'ora presenti nella vita reale, ha ormai stancato e servirà qualcosa in più agli autori per lasciare un buon ricordo di iZombie.
Simpatica, ma nulla più, il personaggio della Dott.ssa Collier, in cui si intravede uno spessore morale che va al di là del desiderio di far carriera.

iZombie - Stagione 5 Per ora nulla si può aggiungere a quanto già detto su iZombie: resta un prodotto gradevole e leggero, ma si è rivoltato su se stessa e non fa altro che continuare un discorso che ormai è stantio ed ha esaurito il suo sapore. Servirà molto di più alla serie, creata da Rob Thomas e Diane Ruggiero, per dare un senso a questa quinta stagione. Restano comunque altri episodi da visionare, per cui c’è ancora tutto il tempo per cambiare idea su una produzione che ha portato una ventata di freschezza nelle modalità con cui veniva affrontata la tematica dello zombie, ma che, col tempo, non ha dimostrato di saper costruire, su queste fondamenta, storie originali che non andassero oltre un prevedibile conflitto sociale.