Jack Ryan: prime impressioni sull'attesa serie Amazon

Disponibile a partire dal 31 agosto su Amazon Prime Video, Jack Ryan si prospetta come un interessante spy thriller.

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Le spy story sono probabilmente uno dei rari contesti narrativi a non aver ancora perso il proprio fascino all'interno del mondo cinematografico. Il recente successo di Mission Impossible: Fallout, ultimo capitolo della popolare saga con protagonista Tom Cruise, è solamente un esempio delle possibilità tuttora esistenti di un genere molto amato. Allo stesso tempo, i numerosi spy thriller che hanno popolato il mercato cinematografico e televisivo sono spesso incappati in un costante e tedioso riutilizzo di cliché, topoi narrativi e luoghi comuni. Anche per Jack Ryan, nuova produzione di Amazon ispirata ai libri di Tom Clancy, c'era proprio il rischio di divenire l'ennesima storia di spionaggio prevedibile e poco carismatica. Nel corso dei primi quattro episodi dello show, che abbiamo avuto l'occasione di vedere in anteprima, parte di questi dubbi si sono dissipati, lasciando spazio a rosee speranze verso il futuro di una serie che potrebbe assicurare gustose soddisfazioni.

Più che una storia di vendetta

Ad accogliere lo sguardo dello spettatore è il sole bollente che infiamma le pianure del Libano e le case che vi sorgono. Lo stesso sole che con il suo calore abbraccia le famiglie che si preparano a mangiare, tra ragazzini intenti a ballare su ritmi americani strillati dalle radio e madri che sistemano la tavola. Una calma bucolica interrotta improvvisamente dal rombo di jet da guerra che sorvolano le valli a un'altezza troppo bassa per non portare problemi. E infatti bombe, pronte a distruggere le vite fino ad allora tranquille di gente comune. A distanza di migliaia di chilometri, John Krasinski, persa la barba l'aveva accompagnato in A Quiet Place, acquista un look decisamente più comune. Quello di Jack Ryan, novizio analista finanziario presso la CIA, il cui mondo sembra essere costituito solamente da computer, transazioni bancarie da rintracciare e conti a cui risalire.

Sarà probabilmente difficile per i fan di vecchia data dell'attore scindere completamente le sue recenti performance da quelle comiche che lo hanno reso famoso al grande pubblico (The Office su tutte). Eppure, proprio questa dualità insita nella sua fisicità e interpretazione lo rendono ancora più credibile sia nel ruolo di analista che in quello di agente sul campo, molto distante per esempio dalle interpretazioni di Alec Baldwin, Harrison Ford, Ben Affleck e Chris Pine nei precedenti film su Jack Ryan. Questa ritrovata complessità, così rara nelle sceneggiature di spionaggio, deriva anche dalla scelta compiuta dagli sceneggiatori di cimentarsi con un Jack Ryan ancora agli albori della propria carriera.

Questa ricerca di profondità, determinata probabilmente dalla volontà di far risaltare lo show all'interno di un contesto tanto popolato quanto spesso troppo omogeneo, non emerge solamente nella caratterizzazione del protagonista. I nemici di Jack Ryan non sono infatti i tradizionali personaggi dai tratti macchiettistici il cui screen time si limita a poche e risicate scene in cui vengono svelati i loro piani malvagi. Lo show di Amazon non si limita ad addurre un comune desiderio di vendetta come giustificazione delle le loro azioni, prendendosi invece del tempo per concentrarsi sulla loro descrizione. Suleiman viene presentato non solo in quanto persona, ma in relazione al contesto in cui vive e opera, alla famiglia, ignara fino a un certo punto delle sue azioni, ai suoi subordinati, agli altri signori della guerra che a lui si oppongono o con i quali si allea. Una simile decisione in sede di produzione non è stata tuttavia priva di rischi, primo su tutti quello di trasformare il personaggio di Suleiman in un antieroe, verso il quale il pubblico potrebbe finire per provare empatia.

Un retrogusto familiare

Eppure, nonostante questi pregi, manca ancora qualcosa ai primi quattro episodi per catturare completamente l'attenzione dello spettatore. Pur tenendo conto degli sforzi per confezionare un comparto narrativo articolato, anche Jack Ryan spesso inciampa nei numerosi cliché che affollano il genere cui appartiene. La serie ispirata ai libri di Tom Clancy non approfitta fino in fondo di una moltitudine di situazioni che la potrebbero rendere ancora più profonda: ad esempio, la caratterizzazione di Jack Ryan e del suo antagonista non vengono supportati da un approfondimento dei personaggi secondari (fatta eccezione per un'interessante parentesi dedicata a un pilota di droni militari, vittima degli strascichi emotivi e psicologi del proprio lavoro). La complessità di Jack Ryan e Suleiman si perde nel contesto circostante, sempre più simile ai classici panorami che fanno da sfondo alle storie di spionaggio. Lo show di Amazon, perennemente condizionato dal timore di rallentare eccessivamente il ritmo della narrazione, sembra quindi aver preferito investire su una serie di scene d'azione cinematograficamente impressionanti, sulle quali ricade il compito di sostenere l'avvicendarsi degli eventi.
Per il futuro, ossia i quattro episodi che ci separano dalla conclusione di questa prima stagione, la speranza è quella di vedere un maggiore livello di approfondimento, soprattutto dei personaggi secondari. Le vicende d'altronde lasciano presagire interessanti sviluppi, merito soprattutto delle figure di Jack Ryan e Suleiman. Non a caso lo show è stato già rinnovato per una seconda stagione ancor prima della sua distribuzione sulla piattaforma di Jeff Bezos, dimostrando che i produttori credono profondamente nel suo successo e sono pronti a investire per renderlo possibile.