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Julie and the Phantoms: prime impressioni sulla fantasy-teen comedy Netflix

Julie and the Phantoms si presenta come una serie piacevole e con un bel messaggio di sottofondo, sebbene qualche intoppo sembra essere presente.

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Julie and the Phantoms si candida in maniera preponderante come serie più bizzarra tra le uscite di Netflix di settembre. E la ragione è molto semplice: il titolo non è allegorico né vuole essere una metafora, ma va preso alla lettera. Julie (Madison Reyes) è la protagonista indiscussa ed è circondata da tre adorabili fantasmi fuoriusciti da un cd polveroso trovato casualmente in garage. Sarebbe opportuno ora non porsi troppi domande, poiché palesemente a questa fantasy-teen comedy non importa essere coerente nel senso stretto, stringente del termine. Aspira più che altro ad essere un passatempo leggero e spensierato, indirizzato ad un pubblico giovane ed ispirato chiaramente, per atmosfera e toni, a quelle serie Disney come Hannah Montana o Sonny tra le stelle.

Con in più un immancabile e profondo messaggio di sottofondo, un piccolo grande inno all'essere sé stessi, a non farsi abbattere dalle difficoltà improvvise della vita e a perseguire sempre le proprie passioni. Messaggi semplici, chiari, ma universali e attuali che Julie and the Phantoms - il cui debutto è atteso su Netflix a settembre - sembra cogliere e veicolare ottimamente nelle prime puntate, sebbene il rischio ripetitività sia dietro l'angolo.

I rischi di ascoltare un cd

E veniamo immediatamente catapultati in media res, in un momento non particolarmente felice per la giovane Julie: da circa un anno, infatti, patisce il lutto della madre, tra le altre cose la persona che le aveva fatto scoprire la sua più grande passione, ovvero la musica. Per Julie suonare il piano e cantare equivaleva a farlo con lei e da quel giorno traumatico non riesce più ad esprimersi attraverso le proprie canzoni, al punto da perdere persino il posto nel programma musicale della sua scuola.

Una lunga serie di delusioni che cambia nell'istante in cui, ascoltando un vecchio cd di una band sconosciuta trovato per caso, tre fantasmi le appaiono in casa - che altro non sono se non i membri di quel gruppo, deceduti 25 anni prima per cause che non vi sveleremo. Rendendosi subito conto del talento incredibile di Julie, questo eccentrico trio si mette al lavoro per aiutarla a ritrovare la fiducia in sé stessa.

E la bellezza di Julie and the Phantoms va ricercata proprio in questa commovente bontà: tre ragazzi scoprono improvvisamente - se non bruscamente - di essere morti e di aver perso ogni possibilità di realizzare il sogno di una vita, quello di diventare una band famosa in tutto il mondo e di essere un tutt'uno con il pubblico. Quindi non possono assolutamente stare a guardare una giovane cantante rinunciarci come se nulla fosse, a prescindere da tutte le difficoltà.

Da qui escono i momenti migliori, mai esageratamente pesanti e sempre con una puntina di umorismo semplice ed efficace, scene e dialoghi in cui emerge quel messaggio positivo ed energico rappresentante il cuore pulsante della serie. La nuova proposta di Netflix si presenta d'altronde con un buon passo, personaggi piacevoli e facili da inquadrare - evitando però di renderli banali - e con una dose ben calcolata di profondità in più, specialmente nella caratterizzazione dei tre fantasmi.

Il rischio che si corre, però, è quello della ripetitività, presente un po' in ogni aspetto: in primis nell'umorismo, sfizioso e adatto perfettamente al target della serie, seppur appunto ripetitivo, perché la gag continua di Julie che discute con i fantasmi e qualcuno la vede parlare con nessuno stanca in fretta; nella parte teen, in quanto si intravedono all'orizzonte quegli stilemi che ormai si scrivono da soli, dall'onnipresente e piccola lite con la migliore amica alla rivalità con la privilegiata di turno.

Non che da Julie and the Phantoms si debba pretendere una rivoluzione del genere, ma si tratta davvero di strade percorse centinaia di volte anche solo considerando il 2020. Sarebbe probabilmente meglio insistere di più sui punti di forza, non pochi e sorprendentemente intriganti.

Julie and the Phantoms Julie and the Phantoms ha il potenziale per rivelarsi una piacevole ma bizzarra scommessa per Netflix. C'è innegabilmente del buono in questa serie, dal commovente messaggio di sottofondo che spinge ad essere sempre sé stessi e a perseguire le proprie passioni alla caratterizzazione non banale dei 3 fantasmi che aiutano la protagonista. Il tutto sembra poi essere immerso in un'atmosfera molto leggera e spensierata, con un umorismo semplice che però riesce a conquistare. Ma ci sono anche alcuni aspetti che convincono poco, come ad esempio le trovate ormai fin troppo classiche riscontrabili in ogni singolo prodotto destinato agli adolescenti e una generale ripetitività di fondo. Insomma, si corre alla lunga il rischio di indebolire lo stesso meraviglioso messaggio di sottofondo. Solo il tempo ci dirà la verità e il 10 settembre è molto vicino.