La casa di carta: recensione del primo episodio della nuova stagione

La squadra del Professore ritorna in azione, con un colpo più spettacolare di prima... non per i soldi, ma per la famiglia!

first look La casa di carta: recensione del primo episodio della nuova stagione
Articolo a cura di

Ci hanno tenuto col fiato sospeso per mesi, in attesa di vedere gli esiti del loro piano apparentemente perfetto. Ci hanno fatto fraternizzare con loro nonostante fossero criminali. Ci hanno fatto sentire parte di una protesta sulle controversie dell'economia europea e ora sono di nuovo tra noi, riuniti nella stessa squadra che due anni fa è diventata un vero e proprio simbolo della ribellione al sistema. Il Professore e la sua gang sono finalmente tornati su Netflix con la terza parte de La Casa di carta a partire dal 19 luglio, riproponendoci la stessa adrenalina che ci aveva conquistato nelle prime parti. Poteva il gruppo del Professore trovare un po' di pace dopo il colpo alla Zecca di Stato spagnola? Ovviamente no. Che Casa di Carta sarebbe senza tanti problemi e una massiccia dose d'azione?

77 ore all'Ora Zero

Questi lunghi mesi di attesa dalla fine della seconda parte de La Casa di Carta sono stati utili non solo ad aumentare a dismisura l'hype per la terza parte, ma anche a diffondere, pezzettino dopo pezzettino, anticipazioni e soffiate sulle ghiotte novità che la serie avrebbe proposto. Prima fra tutte, l'arrivo di tre new entry nella squadra del Professore: Marsiglia, Bogotà e Palermo. Il fatto che proprio una città italiana fosse assunta a pseudonimo di uno dei personaggi (unita alle scene girate nella meravigliosa Firenze) ci ha fatto sentire tutti un po' più vicini a questa serie già molto amata.
Gli elementi di novità anticipati dalle news ci avevano fatto intuire quanto la vicenda non fosse affatto conclusa, ma in procinto di evolversi con ulteriori drammi da risolvere, e così è stato, a causa di una delle tante sviste che già nelle prime parti avevano messo a repentaglio la rapina.
La prima puntata si apre con un apparente stato di beatitudine e serenità, circa tre anni dopo la buona riuscita del colpo (non senza qualche grave perdita) alla Zecca di Stato di Madrid. La bella vita condotta ora da Tokyo (Ùrsula Corberó), Rio (Miguel Herrán), Nairobi (Alba Flores), Helsinki (Darko Peric), Denver (Jamie Lorente), Stoccolma e il Professore viene sconvolta inevitabilmente da un elemento di rottura, che fa precipitare - come d'altronde immaginavamo e speravamo - gli eventi fino alla decisione di riunire la squadra e combattere di nuovo il sistema insieme.
Siamo dunque gettati un'altra volta in quella che era l'essenza di questa serie, creata da Álex Pina, ossia un miscuglio ben bilanciato di azione, drama, emozione e tensione. Proprio quest'ultima viene sfruttata fin da subito grazie alla primissima didascalia, 77 ore all'Ora Zero, che scandirà poi tutta la puntata in un conto alla rovescia che ci fa stare col fiato sospeso.

In pieno stile La Casa di carta, gli equilibri non durano e dopo poco più di dieci minuti di episodio i ritmi si fanno frenetici, rapide e incalzanti le scene in cui ci vengono prima presentati i protagonisti e poi il guaio in cui si stanno per cacciare un'altra volta. Tutto questo, malgrado qualche dialogo forzato e a tratti banale e una componente comica su cui ci si focalizza un po' troppo, danno modo alla prima puntata di esprimere le proprie potenzialità e di catturarci come avveniva con le prime parti, con uno stile a volte imperfetto, ma tipico di una serie tv che è soprattutto intrattenimento.

Squadra che vince non si cambia... si amplia!

Si nota al primo sguardo quanto questa terza parte sia confezionata alla stessa maniera delle prime due, ed è proprio questo che funziona, forse più della trama stessa dell'opera. Gli elementi chiave del suo successo ci vengono riproposti: le didascalie che scandiscono il passare delle ore, i momenti di interazione tra i membri del gruppo, personaggi che funzionano perché fortemente caratterizzati (la particolare risata di Denver ci era proprio mancata), le battute e le immancabili lezioni del Professore. Squadra che vince, insomma, non si cambia per nessun motivo, o al massimo si decide di ampliarla grazie a qualche interessante aggiunta che in questa puntata non ci viene ancora presentata a dovere. Sappiamo però che si tratta di Palermo, Marsiglia e Bogotà, tre nuovi membri della squadra. Torna anche, immancabile simbolo della serie, la faccia di Dalì, impressa su un dirigibile che sorvola Madrid in attesa del nuovo, straordinario colpo attuato dal Professore e dai suoi compagni.

Qualche piccola riserva la si nutre proprio su questa seconda rapina, diretta stavolta alla Riserva Nazionale della Banca di Spagna, un'azione eseguita stavolta non per i soldi, ma per salvare un membro della squadra che si trova in grave difficoltà, nelle mani dei Servizi Segreti spagnoli. Suona forse un po' ripetitivo riproporre una nuova rapina come struttura narrativa della terza parte della Casa di Carta, che si sarebbe potuta basare su qualcosa di un po' più originale e diverso rispetto a ciò che avevamo visto finora.
Viene da chiedersi anche come possa il colpo portare alla liberazione del prigioniero, ma siamo solo all'episodio di apertura di una stagione che si sta già rivelando piacevolmente ritmata e avvincente. Ci sarà tempo per approfondire piani solitamente ben architettati del Professore e di certo questa prima puntata ha segnato il ritorno in grande stile della serie spagnola.