Le terrificanti avventure di Sabrina: un primo sguardo ai nuovi episodi

Da venerdì 5 aprile su Netflix sono disponibili i nuovi episodi della serie creata da Roberto Aguirre-Sacasa, "papà" dell'omonima serie a fumetti.

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Sabrina Spellman è tornata. Da venerdì 5 aprile su Netflix sono disponibili i nuovi episodi de Le terrificanti avventure di Sabrina, la serie di Roberto Aguirre-Sacasa ispirata alla omonima saga a fumetti da lui creata nel 2014 (e basata sul personaggio di Sabrina Spellman, apparso per la prima volta sui fumetti Archie Comics nel 2014). In questa nuova carrellata di puntate ritroviamo una Sabrina sempre in lotta contro il sistema sessista della Chiesa della Notte, ma anche profondamente cambiata: sulle sue spalle ora grava il peso dell'aver firmato il Libro della Bestia, di fatto rinunciando alla propria libertà personale per servire Satana, e in virtù di questo radicale cambiamento ha deciso di lasciare il liceo di Greendale per diventare una studentessa a tempo pieno dell'Accademia delle Arti Occulte. Nei primi episodi di questa seconda stagione - anzi, seconda parte - la vediamo alle prese con la nuova scuola, con tradizioni religiose che ampliano la mitologia della serie, nuove (e vecchie) minacce, e naturalmente con un nuovo amore, perché non dobbiamo dimenticare che, nonostante le tinte dark e horror, Le terrificanti avventure di Sabrina resta pur sempre un prodotto teen.

Problemi scolastici e soprannaturali

La nuova stagione si apre con uno sfoggio di poteri magici che in qualche modo ricorda la magia "neutra" e sbarazzina della sit-com Sabrina, vita da strega: dopo uno strano sogno dai contorni macabri, la giovane Spellman (Kiernan Shipka, sempre ben calata nella parte) si prepara ad andare a scuola cambiando diversi abiti semplicemente girando su se stessa davanti allo specchio. Un momento quasi banale nel suo essere tipicamente adolescenziale, che però ricorda al pubblico che Sabrina del resto ha pur sempre sedici anni, anche se ha a che fare con Satana, demoni e tradizioni cannibali. È l'ultimo sprazzo di magia più briosa e senza conseguenze prima di passare alle formule in latino e ai cerchi di evocazione demoniaca, di cui abbiamo più di un assaggio anche solo nel primo episodio: Sabrina infatti decide di lasciare il liceo per studiare a tempo pieno all'Accademia di Arti Occulte, dove dimostra ancora una volta la determinazione a smantellarne il sistema maschilista candidandosi al ruolo di Top Boy (Capo Mago in italiano), una sorta di rappresentante d'istituto che, come suggerisce il nome, è tradizionalmente maschio. Sabrina però non è un essere perfetto, è fallibile e piena di difetti e mancanze: ha l'ostinazione adolescenziale della ribelle che vuole combattere per il suo ideale di giustizia ed equità, ma a conti fatti crede troppo nelle sue capacità e spesso fa il passo più lungo della gamba. Lo ha dimostrato nella prima stagione e lo riconferma in questo primo episodio: non ha davvero i requisiti per diventare Top Boy, perché la sua educazione magica è ancora (parecchio) da perfezionare (nonostante un innegabile talento, perché del resto Satana è interessato a lei mica per nulla).

E quindi la strada per crescere è ancora lunga, e questo primo episodio già pone le basi per il futuro percorso di Sabrina: è giusto battersi per ciò in cui si crede, ma bisogna imparare a scegliere le proprie battaglie e, soprattutto, a combattere in maniera più intelligente, pianificando. Ma di tempo per crescere ne avrà: intanto Sabrina resta una ragazza combattiva, che crede molto nelle proprie capacità (il che è sempre un buon modello per il pubblico più giovane, perché è un incoraggiamento a credere in se stessi) e che non ha intenzione di accettare passivamente un sistema retrogrado e ingiusto solo perché ora, volente o nolente, ne fa parte.
Il secondo episodio, poi, mette Sabrina di fronte ai nuovi obblighi nei confronti di Satana: messa da parte la lotta per la propria libertà, già intravediamo un cambiamento, una "macchia" di malizia in un personaggio finora sempre troppo integerrimo nonostante tutto.

Intanto, tra i mortali...

Il trasferimento scolastico di Sabrina sposta gran parte delle vicende all'Accademia delle Arti Occulte e, in generale, al lato più sovrannaturale del setting (nei primi due episodi incontriamo anche Dorian Gray, che gestisce un locale per stregoni; ritroviamo padre Blackwood, sempre deciso a cambiare la Chiesa della Notte accentrando il potere nelle mani dei soli stregoni e assoggettando le streghe; e scopriamo che zia Zelda è ora una professoressa dell'Accademia), ma i personaggi umani non vengono dimenticati. Al liceo di Greendale, Miss Wardwell (Michelle Gomez) aka Madam Satan aka Lilith fa carriera e diventa preside, e anche da lontano continua a tenere d'occhio Sabrina, mentre il trio composto da Harvey (Ross Lynch), Roz (Jaz Sinclair) e Susie (Lachlan Watson) va avanti senza di lei. Se tra Harvey e Roz inizia a nascere qualcosa, per una storyline romantica delle più tradizionalmente teen (che fa da parallelo "umano" alla storia tra Sabrina e Nick), è la storyline di Susie quella già nei primi due episodi attira maggiormente l'attenzione dello spettatore: portando avanti un percorso identitario già iniziato nella prima stagione, quando il personaggio iniziava a mettere in dubbio la propria identità di genere, ora finalmente fa coming out come transgender e si presenta agli amici e al padre come Theo, tentando anche il provino per entrare nella squadra di basket maschile del liceo. Da quello che vediamo in questi primi episodi, è un tipo di rappresentazione LGBTQ ben fatto e soprattutto raro, perché di rado si vede sul piccolo schermo un personaggio transgender in questa particolare fase di scoperta e accettazione di s.

La parte due de Le terrificanti avventure di Sabrina prosegue quel percorso di crescita - della protagonista, ma anche di personaggi secondari come Theo - iniziato a ottobre con la prima stagione. Il racconto di formazione qui ha tinte macabre e horror, ma sempre di un titolo coming-of-age si tratta: e infatti a volte la sensazione è quella di soffermarsi un po' troppo sugli elementi teen, mettendo in secondo piano la lotta al sistema della Chiesa della Notte (una sensazione acuita dalla durata degli episodi, sempre troppo lunghi e dalla scrittura troppo dilatata). Speriamo che il lato teen non prenda il sopravvento sulla trama principale nel resto della stagione.