Legion: prime impressioni sulla seconda stagione

Torna la serie supereroistica più folle e spiazzante della TV, sempre scritta da Noah Hawley e con una visione incredibile.

first look Legion: prime impressioni sulla seconda stagione
Articolo a cura di

"Riesci a vederlo? Bene, perché il labirinto che hai creato nella tua mente è esso stesso il labirinto". Così si apre la seconda, attesissima stagione di Legion, serie TV di stampo supereroistico (perché basata su uno dei più famosi e potenti mutanti della storia del fumetto) ma con al cuore una vera e propria follia onirica che fa di una visione alla David Lynch e di una drammaturgia ricercata per il genere i suoi punti di forza - e tutto grazie all'affilata e pungente penna di Noah Hawley, uno dei Re Mida della serialità contemporanea. Un anno fa Legion ci ha deliziati con una prima stagione dal crescendo incredibile, che rivelava senza troppa facilità i misteri che si celavano dentro la mente di David Haller (Dan Stevens), mai chiamato Legione perché ancora in fase di conoscenza e sviluppo dei suoi poteri (ma forse anche per divergere più chiaramente dall'opera a fumetti, così da sottolineare l'originalità della scrittura e della storia creata da Hawley per la TV). Il finale, poi, ci ha lasciati con un cliffhanger tanto inaspettato quanto strambo, sicuramente in linea con la serie: un colpo di scena che viene adesso approfondito solo in parte nel primo, allucinante episodio della seconda stagione, che si preannuncia già uno dei must see dell'anno.

La potenza di un'idea

Entrando di prepotenza all'interno dei processi mentali di David, lo scorso anno avevamo scoperto come sin dalla sua infanzia il figlio di Charles Xavier era stato sostanzialmente posseduto dal Re delle Ombre, tale Amahl Farouk, potente telepata che grazie alla possessione mentale delle sue designate vittime è stato capace di raggiungere quello che è in tutto e per tutto uno stato di immortalità spirituale. Il fatto è che David è uno dei telepati più dotati che la storia del mutanti abbia mai conosciuto, capace (almeno nei fumetti, ma arriverà anche nella serie) di immagazzinare a livello cerebrale diverse personalità ognuna con un proprio potere specifico da utilizzare a seconda dei casi. Al momento Haller non è ancora perfettamente conscio del suo immenso potenziale, nonostante abbia già avuto modo di sperimentare il suo innato talento X in più occasioni, arrivando addirittura a plasmare la realtà.
C'è una piccola traccia del suo futuro palazzo mentale, ma la storia di Legion è ancora perfettamente inquadrata sulla lotta contro Farouk, adesso impadronitosi della mente di Oliver Bird (Jemaine Clement) e alla disperata ricerca del suo vero corpo, a quanto pare nascosto da qualche parte e sopravvissuto all'usura del tempo. Girovagando per il mondo, il Re delle Ombre ha scatenato però involontariamente una sorta di virus mentale che colpisce il centro stesso delle idee, paralizzando il corpo e mantenendo attivi solo i muscoli della mandibola, che producono negli infetti uno sbattere di denti davvero inquietante. A combattere Farouk c'è la Divisione 3, nient'altro che la stessa compagnia governativa che nella prima stagione dava proprio la caccia a David. Scopriamo già nel primo episodio la piramide gerarchica della Divisione 3 e le sue varie facce, che saranno sicuramente al centro di un approfondimento mirato nel corso della stagione. Ma in tutto questo dov'è David? Ebbene, nonostante venga mantenuto un certo riserbo sulla sua permanenza nella strana sfera dove veniva intrappolato nel finale dello scorso anno, quello che ci viene rivelato è il tempo passato al suo interno e i problemi che affliggono oggi il mondo, quasi tutti causati dal Re delle Ombre, che resta come dicevamo la nemesi principale della serie.

A differenza della prima carrellata di episodi, è adesso chiaro come la battaglia contro Farouk si sia riversata anche nella realtà, nonostante poi Hawley ci tenga a stuzzicare lo spettatore con alcuni escamotage narrativi atti a creare dubbi sulla veridicità di quanto si sta guardando. Proprio come Inception o Westworld, infatti, ampio spazio viene regalato al tema della mente come labirinto organico, difficile da risolvere giungendo al suo centro; senza contare la presenza della storia aneddotica di Zhoung Zhou che introduce intelligentemente la tematica della potenza di un'idea, reale o illusoria che sia, capace di plasmare drasticamente una rodata quotidianità e ogni credenza data per certa. Hawley si muove sapientemente proprio tra gli stretti corridoi della nostra mente, cercando di iniziarci a una corsa verso la verità su David e su Farouk. Lo fa a suo modo, onirico e visionario, tra sfide di ballo sempre più folli e passaggi concettuali che non lasciano spazio a dubbi: Legion resta uno dei prodotti migliori dell'odierno panorama televisivo, inventivo, dall'estetica brillante e misurata e dai vaneggiamenti drammaturgici assolutamente unici.

Legion - Stagione 2 va in onda tutti i mercoledì alle 21.50 su FOX, 24 ora dopo la messa in onda americana