Leonardo: la serie evento approda su Rai1 tra storia e mito

Il nostro sguardo sulla serie TV incentrata sul genio del Rinascimento Italiano, tra un cast internazionale e il ruolo del Servizio Pubblico.

Leonardo: la serie evento approda su Rai1 tra storia e mito
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Dopo mesi di incalzanti teaser e conti alla rovescia ad ogni blocco pubblicitario, è finalmente approdato su Rai1 Leonardo, serial TV del Servizio Pubblico; una coproduzione internazionale con il nostro tricolore a fare, ovviamente, da capofila. Al di là del prevedibile riscontro positivo da parte del pubblico mainstream per un evento televisivo del genere, appare opportuno analizzare il prodotto sia alla luce delle qualità tecniche, sia nel contesto di un panorama catodico oramai sempre più frammentato e incapace di creare attesa intorno ad una novità da collocare in palinsesto.

Il Codice Rai1

L'impostazione che Steve Thompson e Frank Spotnitz hanno voluto conferire alla serie parte da un punto di vista inedito per il racconto della vita del celebre artista italiano. Si inizia, infatti, dalla gioventù fiorentina del protagonista (interpretato da Aidan Turner) per lo sviluppo in crescendo di un incontro immaginario, quello con Caterina Da Cremona (le cui fattezze televisive sono impersonate da Matilda De Angelis).

Il racconto ha modo, così, di snodarsi in maniera del tutto agile, senza le briglie del perfezionismo storico, pur nel rispetto di una certa coerenza con cronologia e ambientazioni. Sembra che nei piani della Lux Vide (già fabbrica di altre produzioni di successo, tra le quali spicca Don Matteo) ci sia l'intento di intercettare un pubblico maturo, meno abituato alla serialità internazionale, così come avvenuto qualche anno fa, come emergeva nella nostra recensione finale de I Medici.

Giovani stelle

Le indagini sull'omicidio di Caterina aprono la serie attraverso un'inaspettata ottica thriller, lasciando emergere l'interpretazione dei giovani talenti internazionali. A parte l'inossidabile Giancarlo Giannini, infatti, i protagonisti appartengono alle nuove leve di star del piccolo schermo (oltre a Turner e De Angelis, spicca Freddie Highmore). Incastonati in un'ambientazione da favola, anche i comprimari riescono a superare brillantemente la prova, lasciando che il livello generale si mantenga piuttosto elevato. Per quanto riguarda la sceneggiatura, da apprezzare l'espediente che lega ogni episodio ad una specifica opera, nel rispetto di un plot assolutamente inedito rispetto alle serie di pari livello qualitativo.

Una missione speciale

Quella di Leonardo non è una mission legata squisitamente all'intrattenimento: il Servizio Pubblico, così come in altre occasioni (vi rimandiamo a tal proposito alla nostra recensione de L'Amica Geniale) prova ad elevarsi, nel tentativo, spesso arduo, di coniugare divulgazione e serialità televisiva. Non solo. In un momento storico così complesso e delicato, la storia di Leonardo Da Vinci risveglia con temerarietà l'orgoglio del Made in Italy, perché il telespettatore si identifichi in uno dei personaggi più incredibili nati nel nostro straordinario Paese.

Il tutto attraverso una qualità tecnica al di sopra della media e nel solco di una sceneggiatura assolutamente fuori dal comune. Missione compiuta? Gli alti ascolti ottenuti dalla prima emissione lasciano ben sperare. C'è, tuttavia, da augurarsi che Rai continui a prediligere la qualità anche in futuro, magari riuscendo a soddisfare anche i palati più raffinati. Del resto, anche questa è arte.

Leonardo - serie tv Leonardo rappresenta una produzione ambiziosa, in grado di risvegliare l’orgoglio del nostro Made in Italy ma, al tempo stesso, di creare un vero e proprio evento catodico. C’è da augurarsi che Rai continui su questa strada, privilegiando il terreno della qualità.