First look Lie To Me - Stagione 1

Nuovo crime, nuovo tipo di indagini: questa volta a parlare è il corpo!

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Altro giro, altra corsa...

Altro poliziesco, altra tecnica di indagine. Ormai ne abbiamo viste di tutti i colori. C'è chi usa la scienza, chi i numeri, fino a quelli che parlano con i morti. Insomma, ogni metodo è buono, tanto che verrebbe da chiedersi quanti soldi spenda la polizia USA alla ricerca di questi strambi consulenti. Lie To Me non fa eccezione e porta nell'universo dei serial una nuova maestranza: l'esperto di espressioni facciali. Può bastare questo a risolvere un caso di omicidio? A guardare Tim Roth in azione, si direbbe di si!

Una sola regola: non si può mentire!

Cal Lightman è a capo di una società di consulenza specializzata nello studio e nell'interpretazione del linguaggio del corpo. E' insomma una sorta di macchina della verità umana, in grado di cogliere i micro-movimenti muscolari che, avvenendo in modo inconscio, non possono essere nascosti. Antropologo, comportamentista, psicologo e altro ancora, Cal, nonostante i modi di fare bruschi e asociali, mette la sua esperienza al servizio delle autorità locali impegnate a risolvere i casi più disparati. Naturalmente nelle sue indagini Cal non è solo. C'è Gillan Foster, suo braccio destro dal fine intuito investigativo, Eli Loker, pazzerello del gruppo che dice sempre la verità e Ria Torres, nuova arrivata e dotata di un talento naturale per la lettura del corpo. Infine c'è Emily, l'immancabile figlia adolescente del protagonista, con i suoi problemi e i suoi istinti di ribellione.
La rapida descrizione dei personaggi del paragrafo precedente dovrebbe bastare a far capire che Lie To Me non aggiunge nulla ad un genere ormai collaudato, che garantisce così una buona base di ascolti. I personaggi hanno tutti un qualcosa di già visto, e non bastano delle buone interpretazioni a mascherare questa sensazione. Il metodo di indagine incuriosisce molto (ma quanto c'è di realistico?), in particolare nei momenti in cui i personaggi, illustrando le loro interpretazioni, confrontano il volto del sospettato di turno con quelli più noti dei politici, portando alla luce inquietanti analogie. Gradevoli e ben riusciti anche gli effetti speciali, che permettono di evidenziare, con una sorta di moviola micro-muscolare, ciò che i personaggi notano ad occhio nudo. La regia è briosa e le musiche azzeccate. Tim Roth si destreggia discretamente in un personaggio purtroppo legato ad un modello comportamentale (alla House per intenderci), ormai abusato.

Lie to me - Stagione 1 Fox prova a risollevare gli ascolti con un nuovo crime, ma riesce a centrare il suo obiettivo solo in parte. Se gli ascolti sono stati finora ballerini lo stesso non si può dire dell'intelaiatura del serial, impostato su una struttura statica e consolidata. Il buon ritmo degli episodi e la curiosità per l'argomento trattato potrebbero portare gli appassionati del genere ad apprezzare la serie. Per gli altri rischia di essere l'ennesimo poliziesco e nulla di più.