Making The Cut, prime impressioni sulla serie reality di Amazon Prime Video

Heidi Klum conduce un reality sulla moda che porterà uno dei dodici partecipanti a diventare uno stilista non solo di successo, ma anche ricco.

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Il fenomeno legato ai reality, che pongono i concorrenti di uno show al centro di una sfida di bravura e di competenze, è oramai parte della nostra quotidianità: ce lo insegna MasterChef, che da quando è stato rinnovato nel 2005, dal format originario del 1990 nato in Inghilterra, non ha smesso di raccogliere successi e di mietere vittime nel palinsesto. Sebbene il cibo e la cucina siano sempre al centro dei nostri principali interessi, ultimamente in Italia si sta destando quella passione un po' messa a tacere negli anni legata alla moda.

Un altro tipo di fenomeno, che all'estero ha sicuramente maggior presa e seguito, nonostante l'Italia, trainata da Milano, sia al centro della moda stessa. Parte da questi presupposti Making the Cut, la serie televisiva che potremmo definire più un reality che altro, al pari di Celebrity Hunted, e che vede Heidi Klum condurre un'alternativa alla televisione generalista.

Klum e Gunn raccontano la moda

La moda in serie, come era già stata definita ai tempi di Project Runaway, arrivato a ben 18 stagioni di trasmissioni, colpirà su Prime Video da venerdì 27 marzo, per un totale di 10 episodi che racconteranno la storia di dodici diversi talenti impegnati nel diventare gli stilisti di punta, sotto l'egida di Heidi Klum.

Ad affiancare la modella e stilista, che era apparsa anche ne Il diavolo veste Prada nel ruolo di se stessa, c'è Tim Gunn, collega della Klum e ben avvezzo ai reality dedicati allo stile: in passato, infatti, oltre ad aver partecipato al già citato Project Runaway, Gunn aveva lanciato il programma Tim Gunn's Guide to Style, andato in onda nel settembre 2007 sulle reti americane.

La coppia, adesso, punta a far confluire due mondi nella medesima serie, perché da un lato c'è una donna di grandissima influenza nel settore della moda, mentre dall'altro c'è un uomo che ha fatto dello stile il proprio marchio di fabbrica, inanellando riconoscimenti e premi nel corso degli anni. Accanto a loro, però, Amazon ha preparato un ecosistema di aggiunte fondamentali per rendere Making The Cut un fenomeno unico: sarà infatti la prima serie a rendere acquistabili i capi che verranno realizzati di puntata in puntata, direttamente in una sezione di Amazon chiamata, per l'appunto, Making the Cut. Tutte le realizzazioni saranno disponibili in edizione limitata e bisognerà sfidarsi al dito più veloce per aggiudicarseli, permettendo così agli stilisti di potersi comunque conquistare uno spazio nei guardaroba dei fan e degli spettatori in caso di sconfitta finale. Perché, come in tutti i format pensati in questo modo, a ogni puntata sarà eliminato uno dei dodici stilisti.

Giro del mondo in dieci vestiti

Mossi non solo dalla possibilità di vedere i propri capi realizzati e immediatamente messi in vendita, tutti gli stilisti in gara sono mossi anche dal premio finale di un milione di dollari, che sarà versato al vincitore di Making The Cut per poter creare una linea esclusiva e sovvenzionarla con la cifra ricevuta: un sogno che diventa realtà e che, come in tutti questi casi, viene inevitabilmente accompagnato dalla fama che ne viene immediatamente dopo.

Non finisce qui, però, perché il format, diversamente da quel MasterChef che abbiamo nominato all'inizio, fomenta la creatività e la libertà: i dodici designer vengono infatti scarrozzati tra le varie capitali della moda in tutto il mondo, permettendo loro - anzi, quasi obbligandoli - di visitare e lasciarsi ispirare dai monumenti e dalla storia del luogo.

Si inizia con Parigi, concedendo a tutti i concorrenti di lavorare in un atelier proprio dinanzi alla Torre Eiffel, per poi proseguire verso New York e Tokyo: proprio in quest'ultima, scenario protagonista della terza puntata, si registra la visita di Chiara Ferragni, un momento che era stato già annunciato nelle scorse settimane attraverso i social. Ogni puntata, infatti, mette i designer a contatto con esperti del settore, così da poter avere dei consigli e dei riferimenti da utilizzare, per migliorarsi di volta in volta, cercando di accedere sempre alla fase successiva. Altra figura di fondamentale importanza che si può vedere nelle prime puntate è Naomi Campbell, pronta a sfilare dinanzi agli occhi dei concorrenti mostrando loro il portamento e come un vestito andrebbe indossato. I giudizi, di conseguenza, vengono presentati in maniera molto dettagliata, con Joseph Altuzarra e Carine Roitfeld che si alternano nelle prime uscite, spiegando cosa non ha funzionato nella realizzazione: massima libertà, inoltre, per gli stilisti, che potranno andare a realizzare anche un capo in duplice copia, uno al maschile e uno al femminile, senza alcun tipo di preclusione.

Dodici partecipanti da tutto il mondo

È chiaro che avendo una così vasta libertà di movimento, Making The Cut non diventa solo un semplice reality, ma prende le sembianze di quello che realmente vuole essere: una serie televisiva. La vita dei concorrenti, tutti variegati tra di loro e provenienti da tutto il globo, viene raccontata anche all'interno della città, tra momenti di svago e di riflessione, dalla serata nei locali giapponesi con Chiara Ferragni alla possibilità di correre liberamente tra i parchi di Parigi.

Tutti avranno modo e tempo per raccontare la loro vita, offrendo maggior aria ai sentimenti personali: è l'esempio di Sander Bos, stilista di 24 anni del Belgio che non è mai stato in Asia e grazie a Making the Cut vivrà questa incredibile avventura di ritrovarsi immediatamente catapultato a Harajuku, uno dei quartieri più votati alla moda di tutta Tokyo.

Come lui tanti altri, tra chi non ha mai avuto la possibilità di raggiungere Parigi o anche il più esperto del gruppo, Sabato Russo, italiano di 64 anni originario di Milano, proprietario del brand Satorial Monk e al lavoro su una linea che prende il suo nome, che vorrebbe finanziare con il premio vinto alla corte di Heidi Klum. Tutti i partecipanti arrivano da un'esperienza già consolidata, che attende solo di fare un passo in avanti e rapportarsi con i migliori del settore, tra quelli già citati e l'aggiunta anche di Nicole Richie.

I punti di forza di Making the Cut

Da un lato quindi la competizione, quella che spinge gli spettatori ad affezionarsi a un concorrente piuttosto che a un altro, tifando per lui e disperandosi per la sua eventuale eliminazione o esultando per la sua vittoria, dall'altro la possibilità di godere di posti raccontati con un fare documentaristico che ci permette di andare anche tra le strade delle metropoli attualmente lontane, dalla famosa Takeshita Dori di Tokyo ai grattacieli di New York.

Va da sé che il fulcro resta la realizzazione dei capi che andranno poi a essere giudicati dai vari ospiti, di puntata in puntata, quindi sarà inevitabile vedere i concorrenti visitare diversi negozi e sartorie con l'obiettivo di ottenere la stoffa migliore e i materiali più adatti alla loro creazione, perché dopo aver visitato la metropoli di turno è fondamentale rimettersi al lavoro, tra macchina da cucire e aghi.

Making The Cut Passa da qui, quindi, la risposta alla domanda che tutti si porranno quando dovranno decidere se seguire Making The Cut o meno: se siete degli appassionati della moda e della fase di realizzazione dei capi ricercati, allora Heidi Klum ha la soluzione ai vostri problemi, ma se l'argomento non vi interessa minimamente e il visitare città in giro per il globo in compagnia di due degli stilisti più famosi del piccolo schermo non vi dona nessun tipo di emozione, è il momento di recuperare le repliche di MasterChef. Il piacere, però, di scoprire città che non ci appartengono e che non conosciamo attraverso gli occhi della Klum forse merita un'occasione e potreste concedergliela lanciandovi in questa sfida a suon di vestiti e sfilate, accanto a Chiara Ferragni e Naomi Campbell.