Maradona: Sogno Benedetto, una nuova luce sul Pibe de Oro

El Diez torna sugli schermi con una serie, contraddistinta da alti e bassi, che vuole far luce sugli aspetti meno conosciuti del campione argentino.

Maradona: Sogno Benedetto, una nuova luce sul Pibe de Oro
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I documentari basati sulla tormentata esistenza del più grande fantasista della storia sono ormai diventati innumerevoli. Film biografici, serie tv che seguono la sua carriera da allenatore, approfondimenti scandalistici: Maradona è stato il centro di un uragano di notizie e spunti di discussione, a partire dalle scorribande notturne per arrivare alle gesta in campo, passando per una vita personale agitata come quella di un eroe moderno.

Maradona: Sogno Benedetto, il nuovo show originale Prime Video - i cui episodi verranno pubblicati singolarmente per tutto il mese affiancando le altre uscite Amazon di novembre 2021 - sceglie di raccontare ancora quella tempesta perfetta che è stata il passaggio di Diego sulla Terra (solo per un cavillo tecnico Sogno Benedetto non fa parte delle migliori serie tv sugli alieni), partendo dagli albori della leggenda ricostruita con drammatizzazioni e alcuni voli di fantasia. Il risultato è un titolo capace di interessare, ma a tratti un po' esagerato e ridondante, con tanti pregi ma fiaccato da difetti grossolani che gli impediscono di spiccare come avremmo voluto.

Alle radici del mito

La narrazione ci viene presentata dal passo claudicante di un Maradona obeso ed in fin di vita. Sulla spiaggia di Punta del Este, in Uruguay, la Mano di Dio ha il respiro affannato in quella mattina del primo gennaio 2000. L'intervento di un giovane medico gli salverà la vita da un'overdose che poteva essere fatale, ma i soccorsi tardano quel tanto che basta per far scorrere davanti agli occhi di Diego tutta la sua esistenza. Si parte, come è giusto che sia, da Villa Fiorito, un sobborgo poco lontano da Buenos Aires.

La città in cui vive il piccolo Dieguito è una sorta di baraccopoli dominata dall'immondizia e dalla miseria. Il lavoro scarseggia, gli abitanti vivono con umiltà all'interno di famiglie numerose che assumono un'importanza impareggiabile. Sogno Benedetto ci tiene a restituire la povertà delle origini e l'attaccamento quasi morboso di Diego ai genitori e ai suoi fratelli, un amore sconfinato che il Pibe si porterà dietro anche quando viaggerà in giro per l'Europa facendo proseliti.

All'interno della prima puntata c'è tutto il bello di questa serie tv: la luce sempre accesa sul mondo interiore di Maradona, il voler scavare fino in fondo per capire l'origine dei suoi atteggiamenti e la spiegazione per certe azioni, anche quelle più contestate.

Il re è nudo

All'interno di questo primo capitolo, purtroppo, c'è anche tutto il brutto di questo show. Nonostante la sceneggiatura segua con attenzione gli eventi della vita di Diego, lo fa a volte in maniera un po' didascalica e forzata.

Come se ci fosse il timore che le origini della leggenda non vengano comprese da tutti; i dialoghi sono poco veritieri ed esagerati, accompagnati da attori che gesticolano troppo e costringono il viso a smorfie strane. La grande spinta emotiva che la trama riesce a creare cade quindi nel sentimentalismo da soap opera, castrando spesso l'ottimo lavoro di ricostruzione con una recitazione troppo enfatica. Questi due grandi aspetti di Sogno Benedetto, la forte carica intima ed il patetismo da operetta sentimentale, proseguono a braccetto per gran parte dei primi episodi. Le cose cambiano quando Diego si trasferisce al Barcellona: allontanandosi dalle vette andine lo script decide di lasciare in Argentina il suo più grande difetto, e finalmente la recitazione può scrollarsi di dosso alcune spiacevoli modalità sudamericane.

La vita di Diego rimane sempre sotto i riflettori, ed in effetti c'è davvero poco spazio per le sue giocate sul campo di calcio, ma si accende l'interesse anche per i suoi scontri con la stampa, per la sua vita notturna sregolata, per le innumerevoli donne che gli girano intorno.

Ci viene presentata una ricostruzione sempre più accurata e meno incline alle drammatizzazioni, restituita sullo schermo da un trittico di attori (Nicolas Goldschmidt in adolescenza, Nazareno Casero in età adulta e Juan Palomino in vecchiaia) molto attenti agli atteggiamenti fisici e ai gesti più minuti, riuscendo ad apparire convincenti nei panni dell'idolo argentino. Di conseguenza l'interesse comincia seriamente a crescere e l'imminente sbarco a Napoli, dove Diego sfonderà il limite del campione per ascendere allo status di divinità sportiva, promette scintille.

Maradona: Sogno Benedetto Maradona: Sogno Benedetto sceglie di seguire per intero la vita del fantasista argentino, dalle sue umili origini fino al trono nell'olimpo degli sportivi. Le prime puntate sono contraddistinte da una forte carica emotiva che è indispensabile per spiegare chi fosse davvero Diego Armando Maradona, ma cadono a volte nel patetismo di una recitazione da soap opera. Di conseguenza in termini di qualità vediamo alternarsi alti e bassi, proprio come quelli che hanno accompagnato il numero 10 in tutta la sua vita. L'attenzione però viene accesa quando Diego si trasferisce al Barcellona: nel raccontare le sue avventure in Europa la serie abbandona finalmente i suoi più grandi difetti e s'imbarca in una narrazione più serrata, veritiera e divertente. Questo improvviso cambio di ritmo lascia ben sperare per il prosieguo della vicenda; in età adulta Maradona condusse una vita a dir poco burrascosa che non vediamo l'ora riscoprire grazie a Sogno Benedetto.