Masters of the Universe Revelation: Kevin Smith riplasma He-Man su Netflix

La serie cult degli anni '80 torna in vita grazie a Netflix. Ecco le nostre impressioni sulla prima parte del sequel di Masters of the Universe.

Masters of the Universe Revelation: Kevin Smith riplasma He-Man su Netflix
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Il nome di He-Man, così come quello dei Masters of the Universe, richiama immediatamente un frammento fondamentale della cultura pop degli anni '80. A quel tempo, le avventure animate dei giocattoli di casa Mattel accompagnavano le mattine di un'intera generazione di ragazzi desiderosi d'azione e battaglie, mescolando elementi fantasy a tecnologie degne di un cyberpunk.

Richiamando a sé il potere di Greyskull, il gracile principe Adam diventava l'uomo più forte del mondo, l'eroe di un intero universo, e chiunque sia cresciuto seguendo la sua eterna lotta contro il male, capitanato dal perfido Skeletor, non può che ricordare con piacere gli anni in cui quelle avventure leggere e classiche segnavano la storia del medium. Dopo diverso materiale passato in sordina, compresi anche alcuni vani tentativi di riportare in auge quella macchina perfetta che ha segnato il penultimo decennio del secolo scorso, è oggi Netflix a prendersi la responsabilità di portare He-Man e le avventure di Eternia verso nuove strade.

Ponendosi dunque come sequel diretto delle avventure proposte nella serie originale, Masters of the Universe: Revelation parte con grosse ambizioni, le stesse del principale artefice di questo progetto, Kevin Smith.

La visione di Kevin Smith

La mente dietro opere come Clerks e Dogma, nonché re dei nerd e figura di riferimento per la cultura pop americana, nutre da sempre una profonda passione per il brand e si è preso direttamente la responsabilità di soddisfare tutte le parti coinvolte nel riproporre una serie cult il cui ritorno era bramato da molti.

Rilasciando i primi cinque episodi della prima stagione tra le uscite Netflix di luglio 2021, proprio nella giornata odierna, il colosso streaming spera dunque di arricchire il proprio catalogo con un prodotto che possa attirare a sé vecchi e nuovi fan, accomunando il tutto a due premesse fondamentali: non sarà necessario conoscere a menadito ciò che è accaduto prima della serie, e bisognerà aspettarsi un percorso narrativo ben più coraggioso e adulto nei temi e nella narrazione.

Ispirato dalla visione del suo creatore, questo show portato sugli schermi dalla stessa casa di produzione della serie Castlevania riesce a riproporre fedelmente ambienti e personaggi, non preoccupandosi mai di prendere le proprie scelte per discostarsi dal passato, forgiando un percorso interamente nuovo.

Una nuova era per Eternia

La prima cosa che sarà possibile notare (fin dal titolo) è che il nome di He-Man non compare. Molti spettatori curiosi hanno pronosticato, specialmente una volta visto il trailer ufficiale di Masters of the Universe: Revelation e sentiti i numerosi rumor a riguardo, che la figura dell'eroico protagonista non avrebbe avuto un ruolo centrale nelle vicende. Va subito detto, dunque, che è così - almeno in questa prima parte, come confermato ampiamente sin dalle prime scene: facendosi forza sull'impronta più matura e coinvolgente che si intende dare allo show, Smith e soci hanno portato gli eventi a far sì che Eternia si ritrovi più che mai in difficoltà anche per l'assenza del suo campione.

Dopo un'intensa battaglia con Skeletor, deciso a carpire i segreti del Castello di Greyskull così da ottenere per sé tutto il potere dell'universo, il mondo si ritrova sconvolto e privo delle sue figure cardine. Stesso discorso vale per i personaggi che tutti hanno imparato a conoscere e amare: alcuni anni dopo lo sconcertante epilogo della battaglia decisiva, la guerriera Teela si ritrova suo malgrado a ripercorrere i passi di quello scontro con l'obiettivo di rimettere a posto le cose. Per riottenere l'antico potere che potrebbe salvare il mondo, Teela e gli individui che decideranno di accompagnarla lungo questo tortuoso cammino dovranno viaggiare per diversi reami, dal paradiso all'inferno, per salvare Eternia dall'oblio.

Facendo suo il classico tropo che pone la serie a metà tra un sequel e un reboot, Masters of the Universe: Revelation intende sin da subito scavare nelle profondità del proprio mondo, attingendo linfa dalle radici dell'ambientazione per approfondire contesti mai affrontati e raccontare così nuove avvincenti storie. Questa prima parte di stagione si concentra infatti sulle figure femminili che si ritrovano a dover risolvere la situazione: da una parte, Teela con chiunque deciderà di seguirla; dall'altra, Evil-Lyn, che senza il suo signore Skeletor si ritroverà a dover collaborare con i suoi acerrimi nemici per evitare il caos.

Tutto, insomma, riprende esattamente da quegli eventi che avevano chiuso la serie originale nel lontano 1985, presentando adeguatamente personaggi e contesti senza per forza obbligare i curiosi a recuperare il terreno perduto anni addietro. Se non siete dei nostalgici fan di lungo corso, quindi, non avete nulla da temere: basteranno pochi minuti per immergervi immediatamente nel mondo di Eternia. Mescolando approcci più classici a mezzi innovativi e al passo coi tempi, lo show di Kevin Smith riesce ad affacciarsi con passione e coraggio verso il futuro.

Onorare il passato...

Guardando questa nuova versione di Masters of the Universe, bastano veramente pochi secondi per sentirsi catapultati negli anni '80: le atmosfere, così come la maggior parte dei caratteri dei personaggi e le sensazioni che trasmettono, sono perfettamente fedeli al passato. In ogni frame si evince che chi ha prodotto, scritto e animato gli episodi nutra una profonda passione per questo prodotto e per l'intero brand. Lo stesso Smith, del resto, ha confermato che tutti coloro che hanno preso parte al progetto lo hanno fatto senza alcuna esitazione, spinti proprio dai ricordi e dall'affetto per un'opera tanto emblematica.

Si nota subito, tuttavia, una netta differenza con le animazioni di qualche decennio addietro: tutti i personaggi hanno mantenuto ogni dettaglio della loro estetica o ne sono usciti largamente migliorati, venendo però rappresentati in chiave più anime con un'innumerevole quantità di dettagli ed effetti visivi a supporto. Combattimenti e ambienti sono fenomenali, sia nelle animazioni che nella messa in scena, e i personaggi vengono veramente fuori con una profondità nettamente superiore rispetto alla controparte originale, con una resa quanto mai libera dalle caratterizzazioni infantili o semplificate di quel tempo.

Chi ha creato la serie onora al meglio la nostalgia dei fan, inserendo easter eggs a profusione (come le Tre Torri) e rendendo sempre più epico, tra musiche meravigliose e battaglie dal ritmo serrato, il contenuto dello show. Le sorprendenti location esplorate nei primi episodi stupiranno i novizi e incuriosiranno gli esperti, con viaggi tra i magici scenari di altre dimensioni e luoghi assai iconici - da Castel Greyskull alla Montagna del Serpente, da Preternia a Subternia. Non meno importante, in questo senso, l'impatto del doppiaggio: nella versione originale, volti come Lena Headey, Sarah Michelle Gellar e Mark Hamill si sono prestati a dar voce ai principali personaggi della serie.

Quest'ultimo, in particolare, è straordinario nei panni di Skeletor, completamente immerso nei manierismi del personaggio e nella malvagità pura che è in grado di trasmettere. Ogni voce, a prescindere dalla versione in cui la si guardi, appare immediatamente riconoscibile come quelle di anni fa, ottenendo un impatto di gran lunga superiore grazie ai mezzi moderni. A tal proposito, va fatto un grande plauso al doppiaggio nostrano, che in varie occasioni supera quello della versione americana e vede spiccare un quanto mai azzeccato Maurizio Merluzzo nei panni di He-Man/Adam.

...abbracciando la modernità

Tuttavia, Revelation non intende solamente risvegliare un antico fascino: lo show di Kevin Smith vuole prendere quanto è noto, sfruttarlo per raccontare una storia epica e osare costantemente con le aspettative dello spettatore. Sono molti gli elementi nuovi aggiunti nella serie, da quelli che stravolgono la lore a quelli che ne approfondiscono diversi dettagli. Idee e concept mai utilizzati prendono qui vita sotto un occhio attento e lucido, tra riferimenti agli altri media e scelte completamente originali. Dimenticatevi la serie per bambini che, in un modo o nell'altro, spesso anche con semplicità e ingenuità, portava i buoni a vincere senza subire particolari patemi.

Qui il rischio è sempre dietro l'angolo, e la produzione non si è fatta alcun problema a osare anche mettendo a repentaglio la vita di personaggi molto amati dai fan. Tutti questi elementi, messi insieme in un'opera dal ritmo serrato, tengono incollati allo schermo creando un ottimo mix tra intrattenimento ed emozioni. Molti personaggi finora poco esplorati o semplicemente macchiettistici trovano spazio, carattere o persino redenzione mentre si svolgono gli eventi, e tutti giocheranno un ruolo fondamentale nel prosieguo della trama.

Vero è che questa sezione è principalmente al femminile, alternando le scene principali a diversi flashback e sequenze ad ampio respiro che permettano di vedere alcuni particolari eventi o personaggi in azione. Allo stesso modo, è vero anche che He-Man appare effettivamente in tutti gli episodi visti fin qui, ma non ha mai i riflettori puntati addosso. Questo, se non altro, rischia di essere l'unico difetto realmente influente di un prodotto confezionato ad arte e con gran cuore anche quando si tratta di osare verso terreni inesplorati o di stuzzicare lo spettatore.

Non mancheranno le soluzioni narrative lineari e spicciole tipiche della serie, anche se c'è ben poco da recriminare in tal senso visto ciò a cui lo show ha abituato nel corso degli anni - rimane, d'altronde, un prodotto veramente per tutti. In generale, l'approccio coraggioso ma cosciente della crew merita tutti gli onori del caso, e per questa prima parte conclusasi con un nefasto cliffhanger non possiamo che attendere con grande interesse il secondo gruppo di episodi.

Uno sguardo al futuro

Sarebbe stato estremamente facile riciclare materiale per riportare Masters of the Universe al suo antico splendore. Ma Netflix è stata abbastanza lungimirante da comprendere l'importanza di svecchiare e innovare per approcciarsi al contesto seriale di oggi, regalandoci un prodotto di buona fattura, capace di offrire grandi momenti e prospettive inimmaginabili per i fan di lungo corso.

Sarà senza dubbio un prodotto che dividerà, viste le scelte narrative e la portata di determinate decisioni, ma qualsiasi scena non lascia trasparire il minimo dubbio sulle intenzioni chiare di chi si trova dietro la macchina produttiva. La genuina qualità di Revelation, al netto dei suoi nei nella semplificazione delle trame e nell'occasionale eccesso di velocità, supera qualsiasi ostacolo nel suo intento di divertire ed emozionare qualsiasi tipo di spettatore.

Il cartone che ha incantato la fantasia di milioni di bambini torna senz'altro in grande stile, forte di un budget da prodotto Netflix, un mix tra divertimento e nostalgia e tanta, tanta voglia di emergere. Kevin Smith, per il momento, ha fatto nuovamente centro rispettando il materiale a disposizione e trattandolo con coraggio e cura. In attesa di ulteriori notizie circa l'uscita della seconda parte della stagione, ci sono diversi motivi per cui essere ottimisti e intrigati dalle vie che lo show intende percorrere.

Masters of the Universe: Revelation Masters of the Universe: Revelation non sarà certo un prodotto per tutti, ma la sua eredità viene trattata con enorme rispetto. Questa prima parte lascia trasparire passione in ogni scena, così come mostra la voglia di prendersi i propri rischi per raggiungere una profondità da molti insperata. Questo è senz’altro il più grande punto di forza di una serie che, al netto delle proprie scelte e delle proprie sbavature, è riuscita ad approcciarsi alla modernità. Speriamo che gli eventi possano evolversi ancora per permettere all’opera di compiere un ulteriore salto di qualità.