Mozart in the Jungle: prime impressioni sulla nuova stagione

Dopo qualche posticipo di troppo, Amazon pubblica finalmente la nuova stagione della serie TV ambientata nel mondo della musica classica

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Articolo a cura di
Natale Ciappina Traumatizzato dallo studio di Kierkegaard, è solito nascondere il suo nome fra miriadi di pseudonimi, sommerso com'è fra le sue infinite liste di cose da fare, vedere, ascoltare, leggere e magari anche giocare.

Il grande pubblico delle serie TV l'ha ormai capito da qualche anno: anche i prodotti delle varie Over the top, come Amazon o Netflix, hanno bisogno di un forte riscontro da parte del pubblico per poter proseguire il loro percorso narrativo, con nuove stagioni e nuovi episodi, e spesso per tenere alto l'interesse del pubblico occorre rinnovarsi. Non deve dunque sorprendere se un prodotto apparentemente di nicchia come Mozart in the Jungle sia arrivato addirittura alla sua quarta stagione: una comedy atipica, che in questi anni è riuscita a rinnovarsi di volta in volta, centellinando le nuove entrate all'interno del proprio cast e cambiando anzi l'ambientazione, col filo rosso della musica classica a unire sempre il tutto. Tutti aspetti che il pubblico ha sempre apprezzato.
E anche questa nuova stagione non fa eccezione, mantenendo fede allo spirito itinerante che la caratterizza dalla seconda stagione, in cui si esplorava un caldo e mistico Messico per poi lasciare spazio, durante la terza, a un'Italia ricca di cultura classica e passione. Questa volta la nuova tappa è il Giappone, e sin dal trailer possiamo intuire il malinconico disincanto e la piacevole glicemia pop che probabilmente faranno da leitmotiv a questa stagione, strizzando l'occhio al Lost in Translation di Sofia Coppola. Le aspettative per questo ritorno di Mozart in the Jungle sono quindi abbastanza alte.

Quelle storie d'amore belle e sofferte

Purtroppo, com'era del resto prevedibile, il primo episodio fa da preambolo a quello che presumibilmente accadrà solo in seguito, mantenendo i piedi saldi a New York, vero cuore pulsante della serie. Del resto, prima di ogni viaggio c'è una partenza, e prima di ogni partenza c'è una preparazione. Un qualcosa di molto umano, e all'umanità Mozart in the Jungle e il suo principale autore, Paul Weitz, hanno sempre prestato molta attenzione. In questa serie raramente troviamo dialoghi intensi e dal tono melodrammatico, eppure si riesce comunque a restituire appieno le difficoltà che si celano dietro ogni rapporto interpersonale, con incomprensioni e pulsioni che si radicalizzano in un ambiente, come quello della musica classica, in cui l'agonismo e l'esercizio esasperato portano spesso le persone all'autodistruzione. Un sottotesto greve, insomma, ma che non pesa mai sullo spettatore perché alleggerito dal piglio sognante del suo protagonista principale, il maestro Rodrigo De Souza, interpretato dall'eccezionale Gael Garcia Bernal, noto agli amanti del grande schermo per aver recitato, fra le tante, in Amores Perros, Babel e Neruda. Tutto ciò si conferma anche in questa premiere, con il nostro Rodrigo che sembrerebbe aver finalmente stabilito la sua situazione sentimentale con Hailey (una Lola Kirke sempre più empatica col passare delle stagioni), la sua ex assistente/oboista che, nel mentre, pare aver trovato la propria strada nella direzione d'orchestra, ambito nel quale il suo attuale compagno è una celebrità interplanetaria. Una situazione per certi versi prevedibile ma comunque inedita, e che probabilmente, durante l'incedere degli episodi, non mancherà di avere risvolti interessanti per quella che è una love story molto contorta, e che nelle scorse stagioni non ha mancato di sorprendere gli spettatori e i personaggi stessi.

Nuovi orizzonti per nuove estasi

Altro elemento interessante è la proposta fatta a Rodrigo da un nuovo personaggio, Egon, un coreografo avanguardista che ha in mente un "Ballet for no audience" in collaborazione proprio col maestro di origine messicana: una prospettiva che affascina sin da subito quest'ultimo, e che potrebbe avere degli esiti davvero interessanti in termini strettamente estetici, come del resto Mozart in the Jungle ci ha abituato in questi anni (vedi soprattutto, durante la scorsa stagione, lo splendido spettacolo imbastito a Venezia fra il maestro Rodrigo e La Fiamma, interpretata da Monica Bellucci). Tanta carne al fuoco in questa premiere, dunque, per un episodio che non cerca di far pregustare allo spettatore cosa lo aspetterà nell'immediato periodo, ma preparandogli anzi il terreno, in una sorta di cliffhanger ribaltato, che non provoca una sensazione di attesa trepidante in vista della prossima puntata, quanto piuttosto per tutti gli snodi narrativi che si paleseranno. Anche in questo, Mozart in the Jungle rimane fra le più interessanti serie TV di un servizio streaming, e che meglio incarna questo nuovo modello di distribuzione seriale, con gli episodi di un'intera stagione pubblicati tutti d'un colpo.