Mr. Mercedes 2x01: a volte ritornano

Bill Hodges e la sua nemesi Brady Hartsfield sono nuovamente tra noi nella seconda stagione della serie basata sui libri di Stephen King.

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Un anno è arrivata sugli schermi americani Mr. Mercedes, serie basata sull'omonimo romanzo di Stephen King. Un giallo dallo stampo classico - il protagonista, Bill Hodges, è un poliziotto in pensione che si ritrova nuovamente a indagare su un caso irrisolto - e al contempo molto moderno, con lo psicopatico di turno, tale Brady Hartsfield, immaginato in un'ottica squisitamente social, mescolando le sue tendenze omicide con il modus operandi di un troll online. Uno scontro soprattutto psicologico, che diventa fisico solo alla fine della prima stagione, che riprende fedelmente la conclusione del romanzo: il bene trionfa sul male, con Hartsfield in stato vegetativo e Hodges che promette di non perderlo mai d'occhio.
La scelta filologicamente corretta per il team creativo del serial (tra cui il creatore David E. Kelley e il regista principale Jack Bender) sarebbe stata la trasposizione del secondo libro della trilogia che King ha dedicato a Hodges, ossia Chi perde paga. Questo avrebbe però comportato un dettaglio di non poco conto, alla luce del valore inestimabile della doppia presenza di Brendan Gleeson (Hodges) e Harry Treadaway (Hartsfield) nello show: l'antagonista del primo tomo è quasi del tutto assente nel secondo, fatta eccezione per la promessa del suo ritorno vero e proprio nel terzo, Fine turno. Ed eccoci, dunque, dinanzi all'adattamento di quest'ultimo, saltando completamente la storia "intermedia". Con una domanda che sorge spontanea a questo punto: la serie è quindi destinata a chiudersi quest'anno, ammesso che non voglia andare oltre la fonte letteraria?

Giochi mentali


Fine turno non è andato giù a tutti i fan di King poiché, dopo due romanzi dove gli eventi orrifici erano comunque situati in un contesto realistico, il ritorno in scena di Hartsfield è reso possibile solo tramite vie paranormali - e così sarà anche nella serie, come annunciato chiaramente dai trailer ufficiali. E almeno in questo primo episodio del nuovo ciclo tale intrusione risulta un tantino straniante, soprattutto se si considera il grande paradosso della seconda stagione: si è scelto di passare direttamente al terzo romanzo per non dover rinunciare alle succose interazioni tra Gleeson e Treadaway, ma per ora queste saranno, per forza di cose, limitate (e il più delle volte posticce, dato che nel libro i veri e propri faccia a faccia scarseggiano). E altrettanto paradossalmente è il tedio esistenziale di Hodges, ora quasi senza un obiettivo nella vita e interpretato con la giusta frustrazione da un Gleeson in stato di grazia, il principale motore drammatico della premiere di stagione, il che fa pensare che, col senno di poi, sarebbe stato possibile adattare Chi perde paga almeno come arco contenuto di due-tre episodi, per dare allo show la possibilità di respirare un po' e prepararci meglio alla virata nel preternaturale che ci accompagnerà quest'anno, nel bene e nel male.