Mrs. America: prime impressioni sulla serie con Cate Blanchett

Arriva su TimVision la serie che racconta la storia del movimento pro-Era (Equal Rights Amendament) e della sua più grande oppositrice, Phyllis Schlafly.

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Dopo aver debuttato negli Usa lo scorso aprile su Hulu, Mrs. America arriva finalmente in Italia in esclusiva su TimVision, dove verrà pubblicata con una programmazione settimanale a partire dall'8 ottobre. La serie è una delle più attese dell'anno, decisamente ben accolta dalla critica e candidata agli Emmy 2020 come miglior miniserie. Il biglietto da visita viene completato da un ottimo cast - che presenta attrici del calibro di Cate Blanchett, Rose Byrne, Uzo Aduba (premiata agli Emmy come miglior attrice non protagonista), Elizabeth Banks, Margo Martindale e Sarah Paulson - e da un tema tanto importante quanto attuale, ossia le lotte femministe e i diritti delle donne.

Mrs. America affonda le radici nella storia e racconta la battaglia combattuta negli anni '70 intorno all'Equal Rights Amendament (ERA), una proposta di emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti che prevede la parità di diritti di fronte alla legge, a prescindere dal sesso. La particolarità dello show è quella di portare in scena il dibattito di quegli anni mostrandoci sia le vicende del gruppo di sostenitrici dell'emendamento, tra cui spiccano personalità come Gloria Steinem (Rose Byrne), sia quelle della sua più grande oppositrice, Phyllis Schlafly, interpretata magistralmente da una Cate Blanchett che riesce a trasmettere in modo eccezionale la contraddittorietà del personaggio fin dai primi episodi.

Abbiamo infatti avuto modo di vedere le due puntate iniziali in anteprima e possiamo affermare che già traspare tutta la qualità della produzione targata FX e creata da Dahvi Waller, autrice che si era già distinta in serie come Mad Men e Halt and Catch Fire. Fatte le doverose premesse, scopriamo dunque cosa aspettarci da Mrs. America.

Phyllis

La protagonista assoluta del pilota è Phyllis Schlafly, che vediamo per la prima volta mentre indossa un bikini che richiama la bandiera a stelle e strisce. Schlafly è una fiera conservatrice, impegnata nella politica e desiderosa di candidarsi al Congresso, dopo i due fallimenti precedenti. Inizialmente, il dibattito sull'ERA è per lei una questione marginale, ma nel corso dell'episodio diventerà il suo obiettivo principale.

Tramite scorci sulla sua vita privata, lo show ci illustra il suo carattere e ci pone di fronte a una personalità piena di contraddizioni, portandoci al momento in cui sceglierà di fare della lotta contro l'ERA la sua ragione di vita. Come sottolineato dalla stessa Blachett Mrs. America non punta a demonizzare una figura così controversa, capace di affermare che le femministe accusino il sessismo per giustificare i propri fallimenti, bensì si propone di mostrarci un personaggio complesso, sfaccettato e tanto ambizioso.

Schlafly ritiene di non essere mai stata discriminata in quanto donna, ma agli spettatori vengono forniti diversi esempi di come la sua visione del mondo sia parziale e imperfetta. Lo vediamo nel rapporto con il marito Fred (John Slattery), che in diversi momenti esercita il controllo sulla sua vita e sulle sue decisioni, ma anche quando è in una stanza di soli uomini e le viene affibbiato il compito di far da segretaria e prendere appunti in quanto unica donna presente, nonostante le sue competenze siano maggiori rispetto a quelle dei presenti.

Lo sguardo di Cate Blanchett ci comunica come la donna avverta queste problematiche, come non ne sia insensibile e a sua volta cerchi di esercitare una qualche forma di controllo, eppure il suo nemico sono le femministe, non gli uomini che le lasciano spazio di manovra fintanto che ciò li compiace. Schlafly è capace di consolare la sorella Eleanor (Jeanne Tripplehorn), abbattuta e rattristata perché non ha ancora un marito o dei figli, dicendole che non deve crucciarsi, che la sua vita può essere comunque piena per poi proclamare, di fronte ad un gruppo di donne - inclusa la sorella -, che le femministe sono frustrate perché a quarant'anni sono incapaci di trovare un uomo che voglia sposarle.

La decisione di avviare una mailing list nella quale mettere in guardia da quelli che è convinta siano i pericoli della campagna portata avanti dalle promotrici dell'ERA, che con il loro femminismo totalitario compromettono i valori tradizionali americani, avviene proprio quando si rende conto che, per nutrire la propria ambizione ed essere ascoltata davvero, deve iniziare a combattere su temi relativi alle donne e mettere così da parte la candidatura al Congresso o il dibattito sui negoziati per la limitazione delle armi strategiche tra USA e URSS. Quello che ne deriva è un'opera che non illustra un mondo in bianco e nero, ma che cerca di indagare tra le sfumature di colore, senza ingentilire la figura di Schlafly o dipingerla come una sorta di anti-eroina.

Gloria

Il secondo episodio, invece, si concentra su Gloria Steinem - portavoce del movimento femminista e fondatrice della rivista Ms. - e inizia a mostrare meglio la struttura dello show, che non si limita a una didascalica ricostruzione storica, ma mostra anche una drammatizzazione delle vicende private dei personaggi coinvolti. Inoltre, a giudicare dai titoli dei prossimi episodi, ci si concentrerà di volta in volta su un diverso esponente del movimento femminista, con la narrazione che procede dunque su due piani distinti.

Da una parte l'approfondimento dei personaggi e dall'altro la storia, con tematiche e discorsi che suonano più attuali che mai, a partire, per esempio, dall'aborto e dal diritto della donna di disporre del proprio corpo come meglio crede. In uno dei momenti più intensi dell'episodio, Steinem mostra tutta la sua insofferenza circa la volontà di alcune sue compagne di non mettere il tema dell'aborto in prima linea nel discorso politico, solo perché si vorrebbe aspettare che le persone siano pronte al cambiamento.

In assenza di una spinta, insomma, com'è possibile fare davvero passi in avanti? Molte delle parole espresse nel suo sfogo, risultano attualissime e, da questo primo assaggio, Mrs. America sembra bilanciare perfettamente la ricostruzione storica e il porci interrogativi sul mondo contemporaneo.

Contemporaneamente, inizia a scaldarsi il dibattito intorno all'ERA. Le femministe sono abbastanza sicure che entro il 1979 si arriverà alla ratifica dell'emendamento in almeno 38 stati (necessari affinché venga inserito nella Costituzione), ma hanno sottovalutato la combattività di Schlafly, che piazza un primo e importante sgambetto con una campagna a base di pane e marmellata. Tanto basta infatti a far cambiare idea ai politici dell'Illinois e a sottolineare come quest'ultimi non aspettassero altro che un gruppo di donne mostrasse loro che votare contro l'ERA non avrebbe significato ignorare le donne.

Nel primo episodio abbiamo visto come il sessismo si introduca in modo nemmeno troppo sottile nella vita di una donna che non si ritiene discriminata e questa volta vediamo come anche Steinem debba scendere a compromessi per portare avanti le proprie idee politiche. In tal senso, è esemplare la vicenda della copertina del primo numero di Ms. la rivista da lei fondata.

Lo scontro tra i due movimenti è solo all'inizio e finora ne sono state poste le basi, ma già da ora siamo convinti della bontà del progetto, che poggia su una narrazione ben stratificata e su performance di altissimo livello. La regia è eccezionale nel comunicarci il non detto dei personaggi, nel trasmetterci le loro emozioni, e ci offre non solo la possibilità di approfondire un periodo storico importantissimo per le lotte femministe, ma ci spinge anche a riflettere sul presente.

Mrs. America I primi due episodi di Mrs. America sono un ottimo biglietto da visita che mostra tutte le potenzialità dello show. I temi sviluppati intorno all’ERA e alla condizione femminile sono trattati senza scadere nel didascalico o nel moralistico. Gli autori cercano di restituire la complessità di un periodo storico che ha forti ripercussioni anche sulla politica attuale e nel far questo hanno messo in piedi un cast stellare che già da ora spicca per la qualità delle performance. Insomma, Mrs. America si candida ad essere uno dei prodotti più interessanti del 2020.