Noi, un primo sguardo al remake italiano di This is Us

Arriva su Rai 1 il remake italiano di This is Us, la pluripremiata serie drammatica scritta da Dan Fogelman, giunta alla sua sesta stagione

Noi, un primo sguardo al remake italiano di This is Us
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Il 20 settembre 2016 sulla NBC andava in onda il primo episodio di This is Us, la terza serie televisiva creata da Dan Fogelman. Lo sceneggiatore che ha segnato un vero e proprio spartiacque nella storia dei Classici Disney con il suo Rapunzel, arrivava dal tiepido successo di Galavant, serie musical realizzata insieme ad Alan Menken, ma anche da uno stile molto scanzonato di commedie come Crazy, Stupid, Love e Cars della Pixar. Il debutto di This is Us permise a Fogelman di mostrarsi anche un delicatissimo autore di storie drammatiche, cambiando completamente genere e confermandosi anche con Life Itself, film poi uscito nel 2018.

Una passione viscerale per il racconto della vita, di come si intreccia nella quotidianità delle persone e di come si possano creare situazioni ed eventi pronti a scatenare un effetto farfalla inarrestabile. Il successo di This is Us non è stato solo a livello di ascolti e di premi (qui trovate il trailer di This Is Us 6), ma anche legato ai suoi adattamenti in tutto il mondo: Turchia, Olanda e Francia hanno provato a replicarne il successo, per modellare quelle tematiche tipicamente americane su una realtà molto più locale. Operazione che adesso anche la Rai ha provato a replicare, lanciando Noi, remake italiano di This Is Us, del quale sono andati in onda i primi due episodi domenica scorsa.

Questi siamo noi

Pietro e Rebecca Peirò sono una giovane coppia che sta per accogliere nella loro vita tre gemelli. Il parto della donna (Aurora Ruffino) rischia delle complicazioni proprio per l'inconsueto numero dei figli, ma nonostante questo suo marito (Lino Guanciale) le sta accanto assicurandole che tutto andrà per il meglio.

Due straordinari genitori, lui reduce da un passato burrascoso, lei di famiglia agiata, ma non per questo viziata: entrambi sono pronti ad accogliere nelle loro vite Cate (Claudia Marsicano) e Claudio (Dario Aita), ai quali si aggiungerà, in sostituzione del terzo gemello che non riuscirà a nascere, Daniele (Livio Kone), adottato in quello stesso giorno dopo esser stato abbandonato dinanzi all'ingresso di una caserma dei pompieri. Le loro vite, intrecciate da diverse linee temporali, con un andirivieni tra passato e presente, condurranno l'intera famiglia Peirò a crescere all'ombra degli eventi con i quali andranno a combattere in età adulta. La trama di Noi non si discosta in nessun modo da This is Us, se non nella contestualizzazione degli eventi, che sono ambientati interamente in Italia, tra Roma e Torino.

Tutte le inquadrature, tutti i dialoghi, tutte le analogie, compresa la oramai proverbiale e nota metafora con i limoni viene replicata da This is Us, tant'è che chi avrà già visto la serie doppiata in italiano avrà quasi l'impressione di star ascoltando qualcosa di già visto. Una copia carbone che in alcuni momenti spiazza e che delude, soprattutto perché la qualità di alcune interpretazioni del cast non è paragonabile a quanto fatto da Milo Ventimiglia e Mandy Moore. Gli stessi plot twist vengono snaturati nel momento in cui conosciamo già il modo in cui sono stati costruiti. This is Us è un successo planetario - è vero - ma non per questo andava pedissequamente ricopiato scena per scena.

Una copia pedissequa di un capolavoro

Noi non ha una sua identità, non riesce a distinguersi dal prodotto originale e quando prova a farlo incespica malamente. La moglie di Daniele, che dovrebbe essere la Beth di Randall, non è di colore come è nell'originale This is Us, nel quale si affronta in maniera molto matura il tema dell'essere afroamericano in una civiltà prettamente caucasica.

Un cambiamento importante, inaspettato, che porta Daniele ad avere due figlie mulatte e che annichilisce completamente la lotta sociale che i due coniugi portano avanti nel corso delle sei stagioni scritte da Dan Fogelman. Non sappiamo ancora come procederà lo show in tal senso, ma è evidente che verrà tranciata tutta la parte in cui Beth lotta per la sua autodeterminazione e per i suoi diritti, supportando il marito quando diventerà consigliere. Anche per quanto riguarda il corrispettivo di Kevin, qui Dario, cambia la fiction di riferimento: in Italia il genere del Tato non esiste praticamente, la recitazione da sitcom in un teatro aperto è prerogativa per lo più del pubblico americano. Per questo in Noi si passa tutto a una serie nota come Maestro Rocco, ambientata in un istituto scolastico che scimmiotta quasi il Collegio. Cambiamenti che sicuramente si adattano alle esigenze di un'Italia diversa, d'altronde il tutto è ambientato negli anni '90 e si è ritenuto fondamentale dover trovare un adattamento nel quale raccontare gli eventi sociali di quei tempi.

Un'occasione per il pubblico italiano

Noi diventa così un serial da guardare solo nel caso in cui arriviamo completamente ignari alla visione, privi della conoscenza di This is Us: uno show che si propone al pubblico italiano sicuramente attirato dalla presenza di Lino Guanciale, un po' meno per il resto del cast, non all'altezza delle esigenze drammatiche. C'è tanta voglia di raccontare un dramma familiare che, a questo punto, ha avuto come unica difficoltà l'adattamento alla società italiana e nient'altro. Ciò che cambia, ovviamente, è anche la colonna sonora, che ha già dato la possibilità di riscrivere il balletto iniziale di Rebecca ancora incinta con canzoni tipicamente italiane. Nonostante questo, però, non traspare nessuna volontà di distaccarsi dall'originale opera di Dan Fogelman, al quale viene sicuramente tributato il grande successo ottenuto con la serie, ma che finisce per essere vittima ignara di un lavoro di copia privo di mordente.

Il prosieguo di Noi, quindi, lascia una biforcazione che da un lato ci fa ipotizzare una pedissequa riproduzione di This is Us, con dialoghi adattati all'italiano senza alcun tipo di variazione, dall'altro lato, invece, la modifica di alcuni aspetti tra cui la moglie di Daniele, per sua natura impossibilitata a sposare qualsiasi tipo di cultura afroamericana. Certo è che la serie, un adattamento contestualizzato solo per alcuni aspetti, rischia di diventare una vera e propria parodia dell'originale, pronta ad accontentare solo il pubblico serale di Rai 1, desideroso di scoprire un drama con il quale, altrimenti, non avrebbero mai avuto modo di confrontarsi.

Noi Con poca originalità e un'identità smarrita, l'adattamento italiano di This is Us nelle sue prime due puntate non ha saputo convincerci. Il cast, al di là di Lino Guanciale, soffre una presenza scenica parodistica, che punta più a imitare l'originale proposta americana piuttosto che a darci qualcosa di concreto e con il quale empatizzare. La scelta registica di ripercorrere pedissequamente tutte le inquadrature e i plot twist già realizzati da Fogelman oltreoceano è un'altra scelta che ci stranisce, allo stesso livello del rendere caucasica la moglie di Daniele, il Randall nostrano. Per quanto siano tutte evidenti scelte dettate dalla necessità di contesto, è in questo che Noi fallisce anche l'occasione di rendersi unico e alternativo, tranciando quegli aspetti focali che il dramma familiare voleva raccontare, dalla discriminazione razziale (fulcro della quinta stagione) all'obesità di Cate.