NOS4A2: prime impressioni sulla nuova serie horror su Prime Video

Tratta dal romanzo di Joe Hill, la serie narra la lotta della giovane Vic, dotata di poteri paranormali, contro un sinistro rapitore di bambini

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Quante volte vorremmo avere il potere magico di trovare subito ciò che stiamo cercando? Magari le chiavi della macchina, imbucate chissà dove, o il telecomando fagocitato dai cuscini del divano. Ricordiamoci però che, come diceva lo zio Ben, da grandi poteri derivano grandi responsabilità, e Vic McQueen lo sa bene. Dopo aver scoperto di essere in grado di trovare sempre ciò che è andato perduto, la giovane Vic si trova di fronte a un mistero da risolvere: scovare dei bambini scomparsi, rapiti da una misteriosa entità. Queste sono le oscure premesse di Nos4ra2, la nuova serie horror creata da Jami O'Brien e prodotta da Shana Fischer Huber e Colin Walsh. Disponibile dal 7 giugno su Amazon Prime Video, Nos4ra2 mette in campo una serie di elementi horror sempre vincenti, come il rapimento di bambini innocenti e le azioni di una figura dal sinistro sorriso.

Un antecedente di tutto rispetto: il romanzo agghiacciante di Joe Hill

Prima di parlare del pilot di questa nuova serie horror, vista da noi in anteprima, è doveroso fare una premessa. In questo caso uno sguardo d'insieme dell'opera potrebbe chiarirne l'essenza. Nos4ra2 non nasce da una sceneggiatura originale, ma da un libro di Joe Hill, figlio del re dell'horror Stephen King.
Nos4ra2 è un romanzo agghiacciante, che plasma con maestria i più profondi e istintivi terrori di un bambino, tra i quali spiccano la paura di non essere amati e quella per i mostri. Sfrutta dunque un elemento estremamente semplice per farne qualcosa di valido per critica e pubblico di lettori, che si dicono entusiasti dell'opera.
In appoggio a questo romanzo, Hill ha scritto anche una graphic novel dal titolo Wraith, che ha come compito quello di donare ai lettori uno sguardo d'insieme del villain principale del romanzo, il malvagio Charlie Manx.
Con questi antecedenti illustri l'attenzione sull'adattamento a puntate della storia di Vic McQueen e Charlie Manx è ancora più alta, volta a captare ciò che funziona e ciò che non funziona in questa trasposizione. Tenere testa alla valida scrittura di Joe Hill non è però facile e con questo first look abbiamo individuato alcuni evidenti difetti che si spera verranno presto abbandonati nel prosieguo della stagione.

Una prima puntata un po' tiepida

Che cos'è la paura? Non esiste una formula precisa per descrivere questo sentimento atavico, ma Stephen King si interroga da anni sulla sua natura, usandola a proprio vantaggio per spaventare i lettori con le sue opere. La paura insegna ai bambini a vivere, a proteggersi e a crescere, e si mantiene anche negli adulti per metterli in guardia in ogni momento della vita. Scrittori, poeti, registi hanno voluto raccontare un sentimento tanto complesso nelle loro opere, alcuni con successo, altri con risultati disastrosi.
Il romanzo di Joe Hill e la sua graphic novel sembrano muoversi nella direzione giusta, facendo emergere dalle loro pagine una figura terrificante, capace non solo di rapire i bambini indisturbata, ma di farlo conquistando il loro interesse, promettendo loro un mondo migliore. Charlie Manx (Zachary Quinto) è un personaggio al tempo stesso mostruoso e carismatico, qualcosa di cui non bisogna fidarsi, ma che la vita mette nelle condizioni di incontrare, dal momento in cui si percepisce che la realtà è troppo ostile. Sono tutti bambini provenienti da famiglie disagiate o figli di genitori distratti ed egoisti, quelli a cui Manx punta, vittime deboli e facili da raggirare. Sfuggirgli è dunque molto difficile ed è per questo che funziona, perché pur essendo una figura nata dalla fantasia di un ottimo autore horror, questo mostro è reale.
La serie Nos4ra2 centra in pieno il primo impatto che si ha con Charlie Manx e crea un incontro davvero inquietante tra lui e il piccolo Danny Moore, la vittima con cui si apre la puntata. L'oscurità, l'aspetto terrificante di Manx e le canzoncine natalizie che lo accompagnano sono degli eccellenti elementi di contorno per fare la conoscenza con il mostro.
Fin da subito l'atmosfera è tesa, minacciosa, ma si percepisce con altrettanta forza anche la natura introduttiva della puntata, che sembra non decollare come dovrebbe, mantenendo i momenti horror al di sotto di quel limite minimo necessario per dare un brivido.

Se il misterioso e inquietante Charlie Manx fa la sua comparsa fin dai primi minuti dell'episodio, nel tentativo di annunciare in qualche modo il terrore che si andrà a respirare per tutta la durata della serie, il resto della puntata sembra voler mettere in secondo piano i toni horror per assumere quelli del teen drama.
La giovane Vic (Ashleigh Cummings) si trova invischiata in vicende familiari difficili, tra un padre alcolista e una madre che non sembra comprendere i suoi sogni di artista. Con la sua grinta e un desiderio che crede di non poter realizzare, Vic simboleggia quella gioventù che fatica a emergere e a trovare il proprio posto nel mondo, solitaria e disillusa.
Sebbene la puntata sia dedicata sopratutto alla scoperta, da parte della ragazza, delle sue straordinarie doti, si ha come l'impressione che la componente agghiacciante venga accantonata a favore di questo subitaneo approfondimento del suo personaggio, scelta che si riflette inevitabilmente sull'atmosfera generale dell'episodio. C'è insomma più dramma familiare e personale che paura, un elemento che non stona affatto proprio perché è la fragilità degli innocenti a scatenare l'orrore incarnato da Charlie Manx, ma forse i ritmi di questo esordio di serie avrebbero potuto essere più concitati e un maggiore spazio avrebbe dovuto essere dedicato al villain.
Zachary Quinto - apprezzato nei panni del cattivo già in American Horror Story - sembra per ora un potenziale poco sfruttato. Sotto il trucco eseguito a regola d'arte c'è un uomo che, man mano che riconquista la propria giovinezza, risulta quasi affascinante, pacato, riflessivo ed enigmatico, più che un terrore incarnato.

Quando le linee di confine tra i target sono troppo sfumate

Il romanzo da cui è tratta la serie tv Nos4a2 appartiene al genere horror per adulti. La serie fin dal suo primo episodio ha qualcosa che stride se la si considera in quest'ottica. La presenza di elementi teen drama così spiccati e di un villain più ambiguo che davvero spaventoso avvicinano questo prodotto a un genere horror più edulcorato, come a quello dedicato ai ragazzi. L'impressione si ha forse nel sapere che la protagonista, Vic McQueen, viene qui presentata come una studentessa liceale, mentre nel romanzo di Hill si esplora la sua vita da quando era una bambina, sfuggita alle grinfie di Manx, a quando diventa un'adulta più consapevole. Indagare la situazione adolescenziale di Vic, la scoperta dei suoi poteri, la vita familiare difficile e l'incapacità di sentirsi a casa anche tra amici accentua in modo palese le tinte teen della serie. Il target risulta così difficile da individuare, sebbene non si faccia riferimento alla possibilità che la serie sia rivolta a un pubblico giovanile.

In questa prima puntata di Nos4a2 si percepiscono tuttavia le grandi potenzialità della serie, accentuate dall'interpretazione convincente di Ashleigh Cummings e da quella di Quinto. Il materiale fornito da Joe Hill è pazzesco e, secondo alcuni lettori che hanno amato l'opera, molto simile per atmosfere a quello fornito dal padre durante la sua carriera.
I presupposti per creare una buona serie tv horror ci sono tutti. Non resta che guardare con attenzione le restanti nove puntate e attendere l'arrivo di quel brivido che ancora il primo episodio non ha saputo donare.