First look Pan Am - Stagione 1

Le vite più o meno particolari del personale di volo della Pan am, compagnia di volo americana anni '60.

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La ABC affronta l'inizio della stagione televisiva proponendo ai suoi spettatori un serial ambientato negli anni ’60, decisamente controcorrente rispetto al revival horror e sci-fi delle reti concorrenti. Scelta saggia o azzardata?

Pan am

La serie deve il suo titolo al nome della compagnia di volo americana attorno alla quale si concentrano le avventure del personale di bordo, tra hostess costrette alla perfezione e piloti alle prime armi.
Il tutto sullo sfondo dei coloratissimi (fin troppo) anni ’60, fatti di grandi rivoluzioni sociali e di avvenimenti storici che promettono di affacciarsi alla serie di tanto in tanto.
Inutile però girare intorno al nocciolo del discorso, perché le vere protagoniste della serie sembrano essere quasi esclusivamente le 4 hostess di volo, compresa una decisamente in forma, Christina Ricci, lontana dal piccolo schermo da ormai qualche anno. Saranno i loro occhi e le loro vite a guidare lo spettatore attraverso complicate vicende familiari, turbolente storie d’amore e intrighi internazionali di spionaggio.

Un serial diverso per un pubblico diverso

Nel vedere il pilot della serie non si possono non fare due paragoni importanti. Il primo è con Mad Man, ambientato più o meno nello stesso periodo (una decina d’anni prima in realtà), e il secondo con Desperate Housewives, trasmessa anch’essa dalla ABC e che richiama Pan am per il suo sguardo femminile e per il senso di finto perbenismo che sembra pervadere entrambe le serie.
In realtà però la nuova serie di Jack Orman prende le distanze da entrambi questi titoli, ricercando subito un’identità propria (non necessariamente migliore ma almeno originale) e lo fa intanto puntando a un pubblico decisamente maturo, capace di apprezzare i riferimenti storici presenti e le accurate ricostruzioni ambientali (tra le quali è presente anche una caotica Roma piena di vecchie fiat 500). Insomma, chi si approccia ad un serial come questo deve sapere che con “baia dei porci” non ci si riferisce a una fiera di maiali del Kentucky. Sembra poco ma alle volte non lo è.

Le prime impressioni...

La prima cosa che colpisce di Pan am è senza dubbio la pulizia della scena. E con “pulizia” intendiamo sia quella scenografica, volutamente esagerata nella sua ricercatezza e alle volte quasi troppo “plasticosa”, che quella registica che non si sbizzarrisce in grandi rivoluzioni ma sa fare il suo compito con estrema semplicità, variando leggermente anche in base al personaggio che stiamo seguendo al momento e sfruttando in maniera decisamente buona i tanti flashback di cui la puntata è costellata.
Decisamente sopra la media anche la recitazione (soprattutto quella femminile, com’era ovvio), con un plauso particolare a Kelli Garner (la Kate Cameron della serie) che si impone per adesso come prima protagonista assoluta. Anche la colonna sonora, con brani dell’epoca decisamente ben scelti (primo fra tutte la bella “Around the World” di Buddy Greco) è di alto livello.

...e i primi dubbi

Se nel complesso quindi la puntata pilota ci ha convinto abbastanza, risultando piacevole anche se ovviamente rivolta a un pubblico prevalentemente adulto, qualche dubbio riguardo il futuro non può che nascere. E il dubbio principale riguarda la colonna portante di tutti i serial: la trama. Riuscirà una produzione così particolare a non scadere nel banale e nel già visto, divenendo poi in una sorta di soap opera dal budget più elevato? Perché il rischio che le vicende amorose delle protagoniste finiscano per impossessarsi dell’intero show, appiattendolo, è abbastanza alto.
Intanto però Pan am si gode un ottimo debutto, battendo la puntata pilota di Terra Nova e giocandosela alla pari con la prima puntata della settima stagione di How I meet your mother.
E dite nulla.

Pan Am - Stagione 1 Un inizio ninte male per questa nuova serie che ha senza dubbio il merito di aver captato la voglia di qualcosa di diverso tra il pubblico, anche solo nell'ambientazione storica. Il prodotto finale è davvero piacevole e, se non ci si aspetta un capolavoro ma quaranta minuti di buona visione, non si rimarrà delusi. Ci sono però diversi "se" e molti "ma" davanti al futuro della serie, la maggior parte dei quali legati ad una trama da subito non del tutto convincente e ad un target di riferimento forse troppo adulto. I numeri della puntata pilota danno ragione agli sceneggiatori, quindi perchè non dargli fiducia?