Patrick Melrose: prime impressioni sulla miniserie in onda su Sky Atlantic

Il 9 luglio su Sky Atlantic debutta Patrick Melrose, la delirante miniserie con protagonista Benedict Cumberbatch.

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Un dissacrante e tagliente viaggio schizofrenico. Dovessimo giudicare su due piedi l'effetto immediato dopo la visione del primo episodio di Patrick Melrose, sarebbero queste le parole spontanee. Dopo il debutto in America, arriva il 9 luglio su Sky Atlantic l'attesissima miniserie co-prodotta da Showtime e Sky Uk. Protagonista assoluto della serie è Benedict Cumberbatch, noto e amato soprattutto per le sue interpretazioni di Sherlock Holmes nella serie Sherlock e del Dottor Strange nell'universo cinematografico Marvel. Se a qualcuno più malizioso fosse balenata in testa una strana idea di trappola per la fanbase, l'episodio pilota arriva prepotentemente a scacciare ogni dubbio. Patrick Melrose, infatti, si presenta non solo con una prova magistrale di Cumberbatch, ma anche con una realizzazione complessiva lodevole.

La versione di Patrick

Tratta liberamente dal ciclo narrativo de I Melrose di Edward St Aubyn, la serie dovrebbe idealmente ripercorrere in ciascuno dei cinque episodi le rispettive controparti cartacee, andando ad affrontare quindi momenti particolari della vita dell'omonimo protagonista. Storia autobiografica, lo stesso St Aubyn crebbe in una famiglia disfunzionale, tra alcolismo e dipendenza dalle droghe, riversando poi nei suoi romanzi tutte le criticità che avevano segnato la sua vita. La serie creata da David Nicholls prende queste vicende e le affida all'immenso talento di Cumberbatch, che sin dai primi minuti dà vita a un personaggio irresistibile, complesso, sfaccettato, che nel giro di un'ora ci trascina in un vorticoso viaggio all'interno della sua pische, tra ricordi sovrapposti, follie alcoliche e spasmi allucinogeni. Il tutto parte con una chiamata dagli Stati Uniti, con l'improvvisa morte di un padre che, scopriremo via via, sembra aver lasciato un trauma indelebile nella vita di Patrick. Il primo episodio ricalca quindi il suo delirante viaggio negli States per recuperare le ceneri del padre, con la promessa di cambiare vita, di smetterla con gli eccessi, per poi sprofondare in un'improvvisa sofferenza, travolto da un inedito dolore per una perdita che pensava avrebbe considerato liberatoria.

Brutte notizie dagli Usa

E allora avanti con le assurde ricerche per trovare un po' di eroina nei sobborghi di Manhattan, improbabili spacciatori, cene allucinate, improvvisi innamoramenti e tentativi di suicidio fallimentari. Guardare Cumberbatch sulla scena, nei suoi repentini e acrobatici cambi di registro, ci riporta alla mente il Di Caprio di The Wolf of Wall Street, con la sensazione peraltro di aver solo scalfito la superficie. Se chiaramente è Cumberbatch a farla da padrone, e altresì piacevole imbattersi in un supporting cast d'eccezione, con Hugo Weaving e Jennifer Jason Leigh a prestare i volti ai genitori del protagonista nei suoi ricordi. Non solo il cast è però motivo di grande soddisfazione. Stilisticamente infatti è evidente la contaminazione di due concezioni veramente lontane della serialità come quelle statunitensi e britanniche. Ha un ritmo serrato, frenetico, intriso di delirio, ma allo stesso tempo ha una compostezza tutta british, con il suo gusto per il surreale, impreziosito da fulminanti battute di una sofisticata cattiveria. Diverte, appassiona, fa male, spaventa, e tutto nel corso di un singolo episodio, travolgendoci con l'uragano Patrick, che non stentiamo a crederci sarà una vera rivelazione estiva.