Picnic a Hanging Rock: prime impressioni sulla miniserie in onda su Sky Atlantic

Il romanzo di culto torna sugli schermi in forma seriale, optando per un approccio diverso rispetto al celebre film di Peter Weir.

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"Spetta ai miei lettori decidere se Picnic a Hanging Rock è realtà o finzione. Dato però che il picnic ebbe luogo nell'anno 1900, e tutti i personaggi descritti nel libro sono morti da tempo, la cosa non dovrebbe avere molta importanza." Questa è l'introduzione del celebre romanzo di Joan Lindsay, dato alle stampe nel 1967 e acclamato per il suo approccio pseudostorico e contenuto irrisolto (un epilogo che avrebbe spiegato gli eventi misteriosi raccontati nel libro fu rimosso prima della pubblicazione). Otto anni dopo, nel 1975, uscì l'adattamento cinematografico diretto da Peter Weir, il primo lungometraggio australiano ad avere successo a livello internazionale (lo stesso Weir divenne uno dei nomi di punta a Hollywood, con titoli come L'attimo fuggente e The Truman Show). Anch'esso caratterizzato dall'aura di mistero e misticismo che avvolge la trama del romanzo, rimane ancora oggi un oggetto affascinante e conturbante, lasciando a chi volesse approfondire il racconto ampio margine in termini di spiegazioni e retroscena. Ed è proprio quello l'approccio scelto dalle società australiane Foxtel e Showcase per il loro nuovo adattamento seriale del libro: sei episodi (trasmessi da Sky Atlantic a partire dal 5 giugno) che conservano per certi versi una dimensione cinematografica. Una dimensione che però forse non sarebbe applicabile oggi in termini puramente pratici: per preservare l'aspetto misterioso della storia e la sua ambiguità, il luogo ideale è proprio la televisione.

Spazio alla direttrice


Mentre il romanzo e il film iniziano con i preparativi del picnic e procedono praticamente subito con l'evento stesso, la miniserie si apre dilatando i tempi (una scelta saggia, data una delle teorie sugli eventi raccontati) e approfondendo - ma con abbastanza punti in sospeso per arrivare fino in fondo senza aver detto tutto - la figura di Mrs. Appleyard, la direttrice del collegio tutto al femminile le cui studentesse sono protagoniste del mistero di Hanging Rock.

La backstory suggerita dalle sceneggiatrici Beatrix Christian e Alice Addison, con il contributo visivo della regista Larysa Kondracki (veterana di Better Call Saul, The Walking Dead, Gotham e Legion), è plasmata su misura per la performance di Natalie Dormer, abituata a intrighi vari grazie a The Tudors e Game of Thrones e perfettamente inserita in un mondo sospeso tra la realtà quotidiana e l'intrusione dell'onirico. A chi conosce la fonte letteraria o il lungometraggio cinematografico questo approccio più strettamente narrativo può risultare straniante, ma come nella maggior parte degli universi catodici dove le spiegazioni non sono per forza onnipresenti un minimo di premessa "logica" è uno strumento efficace per attirarci nella trappola dell'irreale e dell'irrazionale. E da quel punto di vista il nuovo Picnic a Hanging Rock sembra non avere nulla di sostanziale da invidiare al predecessore di quarant'anni fa. Non resta che vedere come andrà avanti la miniserie.