Reacher, le Prime Impressioni: una partenza convincente per la serie Amazon

I primi episodi del nuovo show Amazon Prime descrivono le origini di un eroe, tra indagini serrate e scontri fisici ben dosati.

Reacher, le Prime Impressioni: una partenza convincente per la serie Amazon
Articolo a cura di

La storia di Jack Reacher si snoda tra le pagine di 26 libri e numerose storie brevi, nel corso di un'era cominciata nel lontano 1997 con il romanzo Zona Pericolosa. Dalla dura infanzia passata seguendo i continui traslochi di un padre militare, alle indagini che lo porteranno in giro per l'America: l'eredità di Lee Child - pseudonimo dello scrittore inglese James Dover Grant - è un personaggio diventato iconico nel mondo della letteratura thriller "pop", grazie alle sue caratteristiche da americano fiero e votato all'azione, capace di spezzare un braccio come se fosse un grissino, ma sempre disposto ad aiutare chi si trova in difficoltà.

Nel 2019 Amazon Prime annuncia di essere al lavoro su una serie tv tratta dal primo dei romanzi di Child, e a tre anni di distanza - tra i titoli Amazon Prime di febbraio 2022 - debutta sulla piattaforma streaming Reacher, capitanata dallo showrunner Nick Santora. Dopo aver visto i primi episodi possiamo affermare che questa avventura sul piccolo schermo non tradisce le aspettative che aleggiavano intorno al progetto: Reacher non ha la profondità tematica e di caratterizzazione di altri thriller, ma le indagini serrate e le buone scene di azione lo rendono una visione perfetta per passare qualche ora di svago.

Blues ed omicidi

Jack Reacher (Alan Ritchson) arriva a Margrave, in Georgia, perché vuole visitare la città dove è morto il cantante blues Blind Blake.

Poche ore dopo essere sceso dall'autobus, questa montagna di muscoli alta quasi due metri viene arrestata con l'accusa di omicidio: alcuni testimoni affermano di averlo visto vicino alla scena del crimine, dove la polizia ha ritrovato un cadavere riverso sul ciglio della strada. Questa tranquilla cittadina di periferia non è abituata agli estranei, e ancor meno alle uccisioni, per questo Reacher viene incarcerato senza troppi giri di parole, nonostante l'infondatezza delle prove contro di lui. Il lavoro del detective Finlay (Malcolm Goodwin) e dell'agente Roscoe (Willa Fitzgerald) porta in breve tempo alla scarcerazione dell'ex militare pluridecorato, che viene però costretto ad unirsi alle indagini della polizia locale per evitare una settimana in stato di fermo. Durante la ricerca degli assassini, la pacifica Margrave si scopre fulcro di intrighi che coinvolgono persone di spicco della comunità, mentre nuove scoperte rendono l'indagine di Reacher molto più personale di quanto temesse.

Una serie investigativa

Il protagonista della serie è un uomo alto e muscoloso, e soprattutto in fase di promozione si è puntato molto su questa caratteristica (basta riguardare il trailer di Reacher per farsi un'idea), cercando di vendere un prodotto che prometteva azione e adrenalina continua: per questo sorprende vedere pochi combattimenti nei primi episodi di Reacher, mentre al centro dei riflettori rimangono sempre le indagini che coinvolgono l'eroe di guerra e gli agenti di Margrave. Questo non è un aspetto negativo, perché tenere sempre al massimo il fattore action non avrebbe reso giustizia al personaggio di Reacher.

L'uomo che viaggia portandosi dietro solo qualche banconota e lo spazzolino da denti è un detective molto arguto e sempre attento a ciò che succede intorno a lui, per questo le sue supposizioni centrano spesso il bersaglio. Ridurre il tutto alla stazza sarebbe stato uno spreco, nonostante le sue dimensioni condizionino gli altri personaggi e la trama un po' troppo spesso, cadendo a volte nella ripetizione di alcune situazioni molto simili tra di loro. La verve investigativa della serie parte col piglio giusto, seppur non raggiunga vette memorabili: le indagini proseguono velocemente, alternando trovate sagaci ad interrogatori violenti, capitanate da un Reacher che ricalca un po' il personaggio di Sherlock Holmes, con risultati che oscillano tra il divertente e lo sciocco.

Action dosato con saggezza

Quando le intuizioni e l'acume non bastano, Reacher sa come ottenere il massimo dai suoi 113 chili. I combattimenti nei primi episodi sono sempre corpo a corpo, e la regia contribuisce a creare un feeling realistico grazie alla camera fissa in una posizione ideale, che lascia intravedere il colpo andare a segno senza tagliare proprio nel momento decisivo.

Le schermaglie si risolvono nel giro di qualche secondo, ma sono essenziali per dare un po' di vivacità alla narrazione, e per non rischiare di impantanarsi in lunghi dialoghi dalle evoluzioni simili. Purtroppo la trama di queste prime puntate non sembra voler scandagliare con particolare attenzione l'interiorità dei personaggi, e se per Reacher qualche flashback occasionale fa luce sul suo passato, la personalità dei comprimari rimane invece costantemente in ombra. Utilizzando bene il minutaggio delle restanti puntate ci sarebbe l'occasione per approfondire qualche carattere, ma l'impressione è che il focus della serie sia centrato molto di più sul restituire un'avventura vivace e rapida, piuttosto che sulle motivazioni che hanno portato al consolidarsi di una determinata indole. Per il momento i personaggi non sembrano aver intrapreso un vero percorso emotivo, e rimangono fedeli alla prima impressione creatasi nell'episodio pilota: ciò li rende molto stereotipati e poco umani, per questo non sorprende vederli sorridere e scherzare mentre intorno a loro una fitta cospirazione fa aumentare il numero delle vittime.

Jack Reacher reboot tv I primi episodi di Reacher risultano essere perfettamente in linea con le aspettative che aleggiavano intorno al progetto, nel bene e nel male. La trama non brilla e nemmeno i suoi personaggi, che rimangono centrati nelle loro identità senza intraprendere nessun percorso di crescita, ma il ritmo veloce e gli scambi di battute vivaci permettono alla serie di Amazon Prime di respirare e trovare un'identità tutta sua. Reacher non sembra ambire all'olimpo delle serie thriller, ma è godibile e divertente a sufficienza per rendere obbligatoria la visione delle restanti puntate. Se negli episodi conclusivi si decidesse di far luce anche sugli aspetti più seri della narrazione, senza sacrificare il piglio rapido che si è venuto a creare, allora la storia di questo ex soldato avrebbe tutti i mezzi per diventare qualcosa di davvero importante.