Requiem, prime impressioni sulla nuova serie BBC

Mistero e paranormale si fondono in un nuovo progetto del network britannico ambientato tra Londra e il Galles.

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Fatta eccezione per alcuni episodi specifici di Inside No. 9 (e, per un pubblico più giovane, Doctor Who), la BBC non è attualmente nota per una programmazione all'insegna del brivido (malgrado l'illustre pedigree legato al programma A Ghost Story for Christmas, appuntamento fisso dal 1971 al 1978 e poi a intermittenza dal 2005 a oggi). Talvolta le presenze spettrali si manifestano in forme meno inquietanti, come nel recente River che fa parte dell'ormai consolidato filone del poliziesco intriso di elementi paranormali, dai viaggi nel tempo di Life on Mars (e del suo spin-off/sequel Ashes to Ashes) alla potenziale fine del mondo in Hard Sun, attualmente in corso sul primo canale inglese. C'è una componente "gialla" anche in Requiem, nuova aggiunta al palinsesto invernale della BBC, ma in questo caso sembra più che questa sia stata inserita in un racconto di presenze paranormali anziché il contrario. Così almeno sembra suggerire il primo dei sei episodi, un inizio forte per una storia che potrebbe dare un bello scossone alle scelte di programmazione del servizio audiovisivo pubblico nel Regno Unito.

Le colpe delle madri

Al di là del titolo evocativo, la serie propone immagini forti e suggestive già nei primi minuti, con una breve visita in una casa che si trasforma in un'esperienza da paura, con tanto di suicidio conclusivo. Nel giro di dieci minuti c'è un secondo decesso autoinflitto, ancora più brutale, sotto gli occhi affranti della giovane protagonista, una musicista i cui sogni di una carriera americana vengono distrutti dalla morte della madre. Si parte invece a destinazione del Galles, in un paesino ancora segnato dalla scomparsa misteriosa di una bambina decenni addietro, una sparizione che potrebbe essere legata ai due suicidi. All'evoluzione della trama ci penseranno gli episodi successivi, dato che il capitolo introduttivo è, come da logica seriale, impostato più sull'atmosfera lugubre che sulle sottigliezze dell'intreccio. È anche una bella piattaforma di lancio internazionale (dopo la messa in onda inglese la serie sarà disponibile su Netflix) per il talento dell'attrice Lydia Wilson, promossa a interprete principale dopo vari ruoli minori (tra cui quello della principessa rapita nel primo episodio di Black Mirror) e circondata da vari volti più o meno noti del piccolo schermo (quello più riconoscibile, almeno per ora, appartiene a Brendan Coyle, alias Mr. Bates in Downton Abbey). Lei è, insieme al clima giustamente grigio, l'ingrediente più interessante di un serial che ha tutte le carte in regola per dare al pubblico qualche notte insonne.