Romolo+Giuly, first look: la guerra all'ora dell'aperitivo

Su Fox HD è iniziata ufficialmente Romolo+Giuly, serie che mescola il trash al genio, diventando qualcosa di mai visto prima, nel bene e nel male.

first look Romolo+Giuly, first look: la guerra all'ora dell'aperitivo
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Chi vive nella Capitale lo sa molto bene: anche se non esistono confini politici espliciti, Roma è divisa in due metà, la parte Nord e quella Sud. Fra l'una e l'altra ci sono una manciata di chilometri, una decina all'incirca, quanto basta perché usi, costumi, accenti, abbigliamento, sogni e prospettive siano opposti e contrari.
Lo sanno bene Fox e Wildside, che hanno deciso di portare all'estremo tutti i cliché della città mescolandoli alla classica storia shakespiriana di Romeo e Giulietta. Se nell'opera ambientata a Verona le fazioni in guerra sono Montecchi e Capuleti, a Roma lo scontro è fra i Montacchi e i Copulati: mentre a Roma Sud si celebrano i muscoli (e li si pompano in palestra), la spensieratezza della spiaggia e del mare, trafficando con i peggio rifiuti che la Capitale possa generare, a Roma Nord si respira tutt'altra aria, si pensa agli affari dei palazzi, alla politica truffaldina, all'aperitivo e alla vita agiata.
Due mondi paralleli che raramente hanno punti di incontro, almeno finché Romoletto Montacchi - l'eroe maschile della nuova serie Romolo+Giuly in onda da ieri 17 settembre su Fox HD - non si infiltra con l'inganno a un party dei Copulati, dove conosce la già promessa sposa Giuly.

Una guerra fuori di testa

A leggere queste righe, l'idea alla base di Romolo+Giuly potrebbe sembrare pura genialità, ogni concept però va poi sviluppato e portato su schermo, con risultati incerti quando si lavora materiale fuori dalle righe. La nuova serie Fox ha effettivamente poche cose in ordine, al contrario si tratta di un mix folle e dispersivo di citazioni, elementi surreali, pupazzi parlanti, camei esilaranti, sketch di dubbio gusto e battute taglienti e "fortemente radicate sul territorio".
Per chi vive fuori Roma, molte cose effettivamente possono spaesare, si citano luoghi, zone e locali ben precisi, e conoscerli è fondamentale per rispondere in modo adeguato alle battute. Gli sceneggiatori hanno cercato di coinvolgere anche Milano e Napoli, abbracciando così sia il nord che il sud d'Italia e provando a scatenare una "guerra mondiale nostrana", dopo i primi due episodi però è tutto molto confuso.
La narrazione, di base abbastanza glaciale, non è ancora riuscita a coinvolgere a pieno il pubblico, che dai commenti sui social network risulta perfettamente spaccato in due fra amanti e detrattori (almeno in questo, una guerra la Fox è riuscita a scatenarla davvero). A suscitare maggiore interesse è la storia d'amore impossibile fra il grezzo rampollo di casa Montacchi e la tenera e imbambolata Giuly, erede di casa Copulati promessa sposa di un imprenditore e politico romanordista.
Questa sotto trama ricalca in maniera divertente e sregolata l'opera originale di Shakespeare, peccato però che il contesto costruitole attorno sia troppo dispersivo, saturo di elementi non-sense, surreali o fantastici - fra malefici pupazzi parlanti che citano la TV dei ragazzi anni '80 e '90, la presenza di Giorgio Mastrota nei doppi panni di televenditore e maestro oscuro, voci fuori campo che ricordano esplicitamente Berlusconi, anziani garibaldini di 170 anni che resuscitano e volano via aggrappati agli artigli di un rapace.

Come un dipinto di Jackson Pollock

Abbiamo dimenticato il cameo di Umberto Smaila, anch'esso nella setta maledetta di Mastrota, del resto potremmo continuare ancora a elencare tutto ciò che - in Romolo+Giuly - non ha senso apparente oppure è talmente trash, esagerato e fuori scala da diventare automaticamente epico, nel bene e nel male.
Che dire inoltre della presenza caricaturale di Fortunato Cerlino e Francesco Pannofino, il primo un nostalgico borbonico e il secondo un laziale trapiantato in terra lombarda. Un'esplosione di elementi che farebbe venire il mal di testa a chiunque, anche perché a mancare è un vero collante: la serie Fox parla sì un linguaggio fresco, giovane, cosa che non nel panorama attuale non dispiace affatto, è però anche fortemente radicata nella cultura del web, impigliata nelle meccaniche di YouTube, dove diversi sketch possono formare un video o un intero canale.

La televisione è leggermente diversa, soprattutto quella attuale di Netflix, Amazon Prime Video & Co., come lo è il pubblico da casa, sempre più esigente e "acculturato", formalmente. Romolo+Giuly si differenzia anche dal suo parente italiano più stretto, Boris, del quale non ha compreso la misura e l'ironia fra le righe, urlata ma non troppo.
Proprio a livello di "forma", questo esplosivo debutto convince soltanto a metà: si assiste sì a battute ben scritte, con tempi comici ben assestati e idee brillanti, gran parte del minutaggio però scorre senza mordente o passione, provocando disinteresse. Quest'ultima parola è probabilmente la peggiore che si possa affiancare a una serie televisiva, poiché è importante spingere lo spettatore a voler continuare la settimana successiva, per conoscere il destino di personaggi ben confezionati e in grado di generare un minimo di empatia.
Per Romolo+Giuly sarà davvero dura, nella sua seconda settimana, ritrovare lo stesso, curioso pubblico dell'esordio, chissà però che i dati di ascolto non affermino il contrario.

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