Romulus: com'è la serie Sky di Matteo Rovere che espande Il primo re

Il regista de Il Primo Re con Sky per una serie recitata in proto-latino che esplora ed espande l'universo narrativo alle origini del mito di Roma.

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Con Il primo re, Matteo Rovere ci aveva regalato sul grande schermo una reinterpretazione di un mito che il cinema non aveva ancora sfruttato a dovere, quello della fondazione di Roma - e, di conseguenza, della nostra intera civiltà. Un racconto interessante per la sua crudezza e maturità, che di certo non è passato inosservato agli occhi della direzione creativa di Sky.

Nasce quindi, a partire dal prossimo 6 novembre sul canale Atlantic, un nuovo prodotto originale tutto made in Sky, creato da Rovere e co-prodotto da Cattleya e Groenlandia: Romulus, la serie TV che esplora (ed espande) la narrazione de Il primo re, raccontandoci un ulteriore punto di vista sulle origini della cultura latina.

Attenzione, però: pur condividendone canoni strutturali e stilistici, Romulus è un prodotto diverso dalla storia di Romolo e Remo: ne approfondisce l'universo narrativo, ma si colloca cronologicamente in un tempo diverso, per narrarci qualcosa in più sulle popolazioni che abitavano il Lazio in un mondo ancora del tutto primitivo.

Prima del mito

Perché se la storia più celebre della nostra antichità parte proprio dal sanguinoso fratricidio e del cammino di Romolo che avrebbe portato ad una delle civiltà più potenti e influenti nella storia dell'uomo, è anche vero che il territorio su cui sarebbero cresciute le radici dell'Italia odierna era già un crogiolo primitivo e rurale, fatto di riti e brutalità, ma in cui andava delineandosi un sostrato sociale pronto a trasformarsi ed unificarsi sotto un unico stendardo. Quello di "Ruma". Ma procediamo con ordine, raccontandovi chi sono i protagonisti di Romulus: prima dell'avvento dei due fratelli destinati a fondare Roma, nel Lazio dell'VIII secolo a.C. c'era la Lega Latina, un agglomerato di trenta popoli che rispondevano all'autorità di un solo re, quello di Alba, l'anziano Numitor, e al volere degli dei, un pantheon primordiale nel quale si riconoscevano molte delle principali divinità della mitologia latina. La tranquillità e la stabilità politica della Lega sta però per essere devastata da un evento nefasto: Numitor, dopo aver consultato l'aruspice, deve accettare il suo destino, andare in esilio e lasciare il trono di Alba nelle mani dei suoi due nipoti, Enitos (Giovanni Buselli) e Yemos (Andrea Arcangeli).

I due gemelli sono nati dalla figlia di Numitor, Silvia, e sono perciò eredi diretti al comando della Lega, nonché uniti da un legame indissolubile che li porterà a regnare insieme. Tuttavia Amulius (Sergio Romano), fratello di Numitor, trama alle spalle della famiglia reale, e la tragedia che si abbatterà su Alba coinvolgerà anche la figlia dell'antagonista, Ilia (Marianna Fontana), sacerdotessa del tempio di Vesta e adoratrice della dea della fecondità.

Ma Romulus è anche un concentrato di altri personaggi chiave: lontano da Alba, a Velia, un gruppo di giovani deve affrontare una prova di maturità: sopravvivere per sei mesi nel bosco, esposti alle minacce delle bestie feroci e ad una misteriosa creatura che affonda le sue radici nel mito stesso. Ella è Rumia, una dea selvaggia e brutale dall'aspetto di lupo che abita i boschi da tempo immemore; tra i Luperci, il gruppo chiamato a sopravvivere, c'è Wiros (Francesco Di Napoli), uno schiavo senza origini né memoria il cui destino si legherà ben presto a quello di Yemos (Andrea Arcangeli), il principe di Alba che sarà costretto alla fuga dopo il tradimento dello zio Amulius.

Tra i due nasce un legame fraterno, ma i protagonisti si ritrovano ben presto a dover fronteggiare l'esistenza stessa di Rumia, entrando in contatto con un popolo ferino e adoratore della dea lupa, che mostrerà ai due giovani il destino che li attende: una "terra promessa" che si ergerà su tutte le altre civiltà, una città che nessuno oserà mai sfidare. Ruma, appunto, la futura Roma.

La leggenda secondo Rovere

Insomma, Romulus racconta ed espande il mito della fondazione di Roma in un prodotto che approfondisce un vero e proprio universo narrativo, che da Il primo re si tramuta in una serie TV che possiamo considerare una versione alternativa al lungometraggio di Rovere. Il regista torna qui alla guida del progetto, instillando nella serie Sky Original tutta la propria visione autoriale in un prodotto che unisce mito e fantasia, provando ad immaginare come vivevano i popoli della Lega Latina prima della nascita di Roma.
Rovere ci porta nella brutalità e nel mondo primitivo con la sua solita regia essenziale ma simbolica, in una storia che vuole esaltare il più possibile il concetto di "ferinità" applicato ad una cultura alle origini primordiali della sua storia.

Romulus è quindi una serie girata con intelligenza, che sfrutta sapientemente una fotografia suggestiva ed un set ricostruito con grande dovizia e attenzione al periodo storico di riferimento: il risultato è una produzione di enorme atmosfera, così come lo fu la pellicola da cui trae origine, grazie soprattutto alla suggestiva idea di recitarlo interamente in proto-latino (con opportuni sottotitoli italiani, ovviamente).

La storia di Yemos e Wiros ha anche bisogno dei propri tempi per evolversi secondo la visione straordinaria e affascinante del suo creatore, ed è per questo che i primi 6 episodi che abbiamo potuto visionare in anteprima hanno anche evidenziato qualche problema nella gestione del ritmo narrativo, con un racconto potente, ma anche lento, e in cui i meccanismi di sceneggiatura fanno un po' fatica ad innescarsi con efficacia. Quando gli sviluppi iniziano a delinarsi, ovvero intorno al quarto episodio, il prodotto assume sfumature convincenti, dettate da una messinscena cruda, putrescente e visivamente sperimentale. In attesa di visionare anche gli episodi finali dello show di Rovere, insomma, Romulus è promosso nonostante qualche dilungaggine iniziale, ma per esprimere un giudizio definitivo (che, speriamo, sia del tutto positivo) non ci resta che attendere di sapere come proseguirà il racconto alle origini del nostro mito.

Romulus Pur afflitto da qualche problema di gestione del ritmo e delle varie storyline, Romulus è uno dei progetti più suggestivi e sperimentali di sempre per la famiglia di produzioni Sky. La serie espande i retroscena alle origini della fondazione di Roma e si discosta, cronologicamente, dagli eventi della pellicola con Alessandro Borghi e Alessio Lapice nei panni dei leggendari Remo e Romolo. Accuratezza storica e folklore, mito e fantasia, elementi che si uniscono in un prodotto che, dal prossimo 6 novembre, potrebbe affascinare gli appassionati di storia antica.