Room 104: la Stagione 3 della serie HBO debutta su Sky Atlantic

Dal 20 gennaio su Sky Atlantic, la terza stagione dell'inquietante e surreale serie antologica creata dai fratelli Jay e Mark Duplass per HBO.

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Debuttando quasi in sordina nel 2017 su HBO (e l'anno successivo in Italia sempre su Sky Atlantic), Room 104 non si può certo definire un successo di pubblico. Eppure la serie antologica creata dai Fratelli Duplass, forte del consenso della critica, torna con una terza stagione (in onda su Sky Atlantic dal 20 gennaio) composta da 12 nuovi episodi ambientati come sempre nel microcosmo della stanza di motel da cui prende il nome.

A volte squallida e deprimente, altre volte più luminosa e di classe (ma mai così di classe), la Room 104 è l'unica costante e collegamento tra gli episodi che raccontano ognuno una storia diversa con personaggi diversi, attingendo di volta in volta dai generi più disparati. Dal thriller con sfumature horror, alla commedia nera fino al dramma nudo e crudo. Una strada già percorsa da HBO nel lontano 1993 con "Hotel Room", tre episodi da 30 minuti (due dei quali scritti da Barry Gifford e diretti da David Lynch) dove l'unico filo conduttore era appunto una camera di hotel, la stanza 603 del Railroad Hotel di New York City. Anche in quel caso la HBO si trovò tra le mani una serie non in grado di fare presa sul pubblico e bloccò la produzione dopo la messa in onda dei primi tre episodi.

Una serie sperimentale

Room 104, invece, sembra godere di maggior fiducia e continua a raccontare le sue storie in quelli che potrebbero essere considerati, più che degli episodi, dei veri e propri cortometraggi da 20-25 minuti ciascuno; un fratello e una sorella da tempo allontanatosi l'uno dall'altra riuniti da una possibilità di investimento; un uomo alla ricerca di una cura per la devastante malattia della pelle che lo affligge; un contrabbandiere di animali esotici che cerca di piazzare il suo ultimo e pregiato "pezzo" e così via.

Puntata dopo puntata veniamo messi di fronte a storie di persone comuni, che in comune però hanno solo l'ambientazione in cui si muovono. Nessun'altra indicazione ci viene fornita, completamente all'oscuro del percorso che li ha condotti nella Room 104, vediamo i personaggi solo ed esclusivamente nel momento in cui abitano la camera del motel.

La breve durata degli episodi non consente ulteriore studio o sviluppo dei protagonisti di ogni vicenda, né concede abbastanza tempo agli sceneggiatori per creare tensione o suspense. Realizzare uno show del genere, ambientato letteralmente in una stanza, è una sfida enorme, soprattutto in assenza di una sottotraccia di critica sociale a là Black Mirror, che ha contraddistinto e decretato il successo dell'antologia di Charlie Brooker.

Data la restrizione auto-imposta di avere come unica location una stanza di motel in cui ambientare ogni episodio, è un'impresa impressionante per uno show di 12 puntate mostrarsi vario e sorprendente, soprattutto quando lo spettatore non ha personaggi o storyline a cui affezionarsi. Nella Stagione 3, "Room 104" spinge al massimo per assicurarsi che nessuno di questa dozzina di nuovi cortometraggi risulti uguale o già visto a quelli realizzati nelle due stagioni precedenti.

Eppure si continua a giocare con i contorni temporali e metafisici di questa solitaria stanza di motel, cosa che non fa altro che accrescere la sensazione di deja-vù e quindi di già visto. Struttura e ritmo sono quelli che accompagnano lo show sin dalla prima stagione: apertura, sensazione o avvenimento sinistro in crescendo e climax scioccante (grottesco nella maggior parte dei casi) che dovrebbe sorprendere ma che non manca mai di lasciare il pubblico con l'amaro in bocca. In alcuni episodi minori, più leggeri nelle atmosfere, i minuti finali sembrano sempre l'ultimo tentativo di salvare i precedenti venti minuti.

Un'occasione mancanta

Peccato perché con The Plot, l'episodio d'apertura della stagione che vede protagonista Luke Wilson, si era avuta l'impressione che lo show iniziasse a voler seguire una struttura narrativa canonica che investigasse adirittura l'origine della Room 104 e degli avvenimenti che prendono vita tra quelle mura in mezzo al deserto.

Tuttavia, Room 104 sembra arrancare anche nelle puntate successive, quasi come se avesse paura di mostrare la sua mitologia (sempre se gli autori ne hanno costruita una). Ogni episodio lascia lo spettatore indifferente, senza nulla avergli dato e senza nulla avergli tolto. Una sensazione piuttosto frustante.

Ma forse è proprio questa l'intenzione dei Fratelli Duplass; come disse Geoff Dyer: "nei motel sei semplicemente l'occupante di una stanza. Non hai storia. Sei solo l'occupante di quella stanza per un giorno o due". Room 104, e la sua voluta incoerenza, si presta perfettamente a questa idea.

I primi 3 episodi finiscono e basta, le storie raramente si risolvono, suggerendo lo spirito immortale di una stanza vestita di marrone e beige, due letti matrimoniali al centro e una porta che si apre e si chiude mostrandoci di volta in volta nuovi occupanti. Senza storia. Proprio come la serie.

Room 104 va in onda ogni lunedì alle 23:00 su Sky Atlantic. Nel cast di questa stagione Luke Wilson, Christine Woods, Eric Edelstein, Robert Longstreet, Dale Dickey, Tom Woodruff Jr. e Arturo Castro.

Room 104 - Stagione 3 Room 104 arriva alla terza stagione con il fiato corto e con il rimorso di non essere riuscita a sviluppare l'aria di mitologia fatta respirare nel primo episodio di questa run. Un vero peccato, perchè la serie creata dai Fratelli Dumplass presentava potenzialità enormi. Room 104 poteva essere un nuovo Black Mirror, ma per adesso (dopo aver visto i primi 3 episodi) sembra destinata a rimanere nell'anonimato. Proprio come la camera di motel in cui è ambientata.

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