Scuola di sopravvivenza: un primo sguardo alla serie interattiva di Netflix

Tensione un po' altalenante, in questa prima missione di Bear Grylls nell'ostile giungla dell'America Centrale

first look Scuola di sopravvivenza: un primo sguardo alla serie interattiva di Netflix
Articolo a cura di

Il 28 dicembre 2018 su Netflix è arrivato lo speciale interattivo di Black Mirror. L'episodio, intitolato Bandersnatch, permetteva all'utente di governare le azioni del protagonista tramite le proprie scelte. Si è parlato tanto dei limiti e delle potenzialità del prodotto - che ha lasciato spiazzati molti spettatori con le sue soluzioni contorte e gli esiti spesso assurdi - ma dopo pochi mesi Netflix ha voluto ritentare la strada dell'interattività con una nuova serie: Scuola di sopravvivenza (You vs. Wild), disponibile dal 10 aprile. Non si parla stavolta di linee temporali alternative e di libero arbitrio, ma della capacità di adattamento dell'uomo in ambienti pericolosi. Ad accompagnare il giocatore nell'avventura tra i più ostili habitat della Terra è l'esperto di sopravvivenza per eccellenza: Bear Grylls. Per vedere se l'attesa è stata ripagata, abbiamo testato il primo episodio di Scuola di sopravvivenza, e tra predatori e percorsi accidentati abbiamo cercato di attraversare la giungla tutti interi.

Le potenzialità del coinvolgimento

È difficile partire svantaggiati quando si produce una serie che promette così tanto, soprattutto quando va a fare leva sulla voglia dello spettatore di essere sempre più coinvolto in ciò che guarda. Netflix ha marciato molto sul successo di Bandersnatch e con questo nuovo prodotto ha alimentato una tendenza sempre più diffusa: quella di unire videogame e realtà e di mescolare tra loro differenti forme di intrattenimento.

ll trailer di Scuola di sopravvivenza - avventura interattiva a puntate prodotta dallo stesso Bear Grylls e diretta da Ben Simms - annunciava scelte fondamentali da compiere, decisioni da prendere velocemente e rischi da correre (o meglio da far correre a Grylls) per portare a termine le missioni. In tutta questa grande aspettativa che si è andata a creare, ci sono stati utenti che non vedevano l'ora di mettere alla prova la loro resilienza nella natura selvaggia e altri che invece hanno visto nella serie un'ottima possibilità di spassarsela un po', magari sbagliando volutamente risposte per assistere agli esiti peggiori. In entrambi i casi le potenzialità di divertimento e coinvolgimento dell'utente sembravano enormi. Per capire se le aspettative sono state deluse o accontentate forse è necessario affrontare più di una missione (gli episodi sono in tutto 8 e durano da un minimo di 14 minuti a un massimo di 20), ma già si possono individuare alcune mancanze e qualche punto a favore della serie.

Prima missione: un veloce salvataggio nella giungla

Ci troviamo subito nel bel mezzo dell'azione: Bear Grylls annuncia che le scelte saranno fondamentali per decretare il successo o il drastico fallimento della missione. Pochi istanti dopo veniamo messi di fronte alla prima scelta, che ci permetterà di toglierci dai guai all'interno della pericolosa giungla che stiamo per attraversare: l'attrezzo da portare con noi. Ha inizio così una missione di salvataggio in un luogo imprecisato dell'America Centrale, per trovare la Dottoressa Ramos e portare a destinazione una cassa di medicine per gli abitanti del villaggio.

La trama è molto semplice, così come il sistema su cui si basa quest'avventura grafica e, inaspettatamente, le decisioni che siamo chiamati a prendere. Spesso è lo stesso Bear Grylls a farci velatamente intuire, dal modo in cui ci descrive gli scenari da affrontare o da evitare, quale potrebbe essere l'opzione migliore.
Addentrandoci sempre di più nella giungla, inoltre, veniamo messi di fronte a un secondo limite: sebbene la difficoltà principale del gioco consista nel fatto che alcune delle scelte potrebbero sembrare ugualmente valide, ciò che smorza un po' il brivido del rischio è che in alcuni casi è effettivamente così. Pur sbagliando risposta è spesso possibile cavarsela in altri modi o grazie alla grande capacità di adattamento di Bear Grylls. Con un po' di buon senso non è difficile raggiungere la fine della prima parte della missione (la seconda parte prosegue con il successivo episodio), e anche quando si sceglie volutamente una soluzione poco saggia, veniamo facilitati da vie alternative o da colpi di fortuna.

Qualche difetto, ma una buona dose di divertimento

Rigiocando la puntata diverse volte, per esplorare l'avventura il più possibile e avere l'opportunità di accedere alle altre scelte e agli altri finali, si può però notare che fallire è possibile e che per godersi appieno l'adrenalina della missione è necessario interpretare nel modo giusto lo scopo del gioco. È praticamente impossibile perdere la vita nella serie (o almeno così sembra in questo episodio introduttivo), ma ci sono modi corretti e modi scorretti per sfruttare le risorse nella giungla. Scuola di sopravvivenza, con la sua brevità e la scarsità di scelte che presenta allo spettatore, non è in grado di coinvolgere l'utente tanto da fargli percepire il rischio, o fargli respirare in modo particolarmente vivido l'essenza dell'ambiente nel quale viene calato. Tuttavia è un prodotto sufficientemente valido da creare un buon livello di intrattenimento e da trasmettere anche qualche insegnamento su come non bisognerebbe comportarsi nella giungla (o in altri luoghi ostili). Non importa se Bear Grylls riesce a cavarsela anche quando sbagliamo nell'approcciarci a un coccodrillo, ciò che importa è che dopo aver corso il rischio impariamo a capire se l'idea che abbiamo avuto sia stata saggia o sconsiderata.

La prima puntata si è dunque dimostrata un po' debole per quanto riguarda l'adattamento nella giungla, a causa delle troppe opzioni valide e dei pochi pericoli mortali incontrati, ma con le sue ambientazioni accattivanti e il fascino innegabile dei programmi tv sulla sopravvivenza, ha gettato le basi per un'avventura che può donare soddisfazioni e istanti di tensione. Dopo queste premesse non del tutto convincenti, il compito di smentire i difetti e di sfruttare al massimo le potenzialità appartiene ai restanti sette episodi e alla solita grinta di Bear Grylls.