See: primo sguardo alla serie di Apple TV+ con Jason Momoa

Prime impressioni su uno dei prodotti più eclettici e originali di Apple TV+: See, la serie TV con protagonista il possente Jason Momoa.

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Arriva sul neonato servizio on on demand, AppleTV+, See: si tratta di un fantasy di Steven Knight, ambientato nel futuro della nostra storia, che vede Jason Momoa (Il Khal Drogo di Game of Thrones in TV e il potente Aquaman al cinema), come protagonista. La Apple dà la possibilità di guardare gratuitamente i primi episodi di See, per stuzzicare l'appetito dello spettatore: per guardarli, infatti, non è necessario un abbonamento alla piattaforma streaming, ma occorrerà iscriversi per fruire delle prossime puntate. Noi abbiamo dato uno sguardo alla produzione: ecco le nostre impressioni preliminari.

Catastrofi

Nel ventunesimo secolo un virus ha decimato la popolazione mondiale, il genere umano si è ridotto a due milioni di membri, i quali sono sopravvissuti ad un prezzo altissimo: sono diventati ciechi. Centinaia di secoli nel futuro l'umanità convive con la perdita del senso della vista, in una civiltà che ha perso tutta la conoscenza e la tecnologia acquisita nel tempo, tornando una struttura tribale.

Baba Voss (Jason Momoa) del villaggio di Alkenny sta andando in perlustrazione con un gruppo di guerrieri perché sospettano che si stia avvicinando una minaccia. Sono i Cacciatori di streghe, che stanno seguendo un eretico, Jerlamarel, il cui nome è su un medaglione che aveva una donna incinta, arrivata ad Alkenny, la quale è diventata la moglie di Baba Voss. Dopo un parto travagliato nascono ben due bambini, figli, appunto, di Jerlamarel, ma non sono al sicuro perché i Cacciatori di Streghe, dopo aver perso un primo assalto, si preparano a contrattaccare.

A questo punto nel villaggio si creano due fazioni: alcuni vogliono che la madre e i due bambini lascino il villaggio, mentre altri, capitanati da Baba Voss, vogliono che resti. Alla fine, l'intercessione di Paris (Alfed Woodard) risolve lo stallo e i protagonisti cercheranno di fuggire al saccheggio dei Cacciatori delle Streghe. Questi ultimi sono stati inviati da Regina Kane (Sylvia Hoeks), la quale vuole combattere Jerlamarel.

Tra originalità e genere

Per quanto il tema della cecità globale sia stato affrontato da altre opere letterarie e cinematografiche (ad esempio Blindness - Cecità di Fernando Meirelles, tratto dal romanzo omonimo del 1995 di José Saramago), See parte comunque da un presupposto più originale rispetto ad altri prodotti, chiedendosi quali siano le conseguenze della mancanza del senso più importante in una società, come la nostra, basata sull'immagine.

Un mondo fatto quindi di quattro sensi che, come prevedibile, si sono enormemente sviluppati per andare a sopperire al quinto mancante. Ottima la scelta di ambientare la storia in un lontano futuro in cui l'umanità si è "abituata" alla mancanza della vista, che non viene affrontata quindi come una sorpresa a cui non si è preparati, bensì come una circostanza accettata.

Col proseguire della narrazione, però, questo elemento sembra diventare secondario rispetto alla trama principale, di matrice fantasy. Ciò smussa il portato di originalità di See e mette la storia su binari più canonici ma soprattutto già visti, instradandosi in un sentiero costellato di qualche cliché di troppo. Alla fine la trama si riduce ad un assedio dei Cacciatori di Streghe al villaggio di Alkenny e con la fuga verso un cammino rischioso, ma con la prospettiva di una terra promessa.

La premiere, tuttavia, riserva un colpo di scena sul finale che risolleva in parte la situazione, riportando in auge l'idea originaria. La Regina Kane, personaggio che, per quanto prevedibilmente folle, è di grande potenzialità, introduce e dà continuità all'elemento di originalità di See, rivelando una religione che considera la vista (la luce, come viene chiamata) un'eresia da combattere, un potere maligno che, in altri tempi, aveva portato alla devastazione del pianeta. Tecnicamente See è ineccepibile: le location sono suggestive e garantiscono l'effetto di un'umanità pienamente immersa nella natura che ha avuto la meglio sul cemento, che comunque è presente come monumento a tempi andati. A tal proposito è impossibile non confrontare il villaggio di Alkenny, così armonioso con la verde natura da cui è circondato, ed il Palazzo della regina Kane, sito all'interno della diga di Kinzua, in cui il colore predominante è il grigio, l'opaco della tecnologia che si è salvata. Un contrasto cromatico e visivo palese e, forse, un po' troppo stucchevole. Interessanti le scene di battaglia, condizionate dalla mancanza della vista da parte dei combattenti e quindi più ragionate e "attendiste" del solito.

Il cast di See è di tutto rispetto; a partire da Jason Momoa ed Alfed Woodard (nominata agli Oscar nel 1983 e protagonista in tante serie TV di successo, come Desperate Housewives). La regia racconta con occhio non invasivo le gesta di Baba Voss e del suo villaggio, senza ricamarci troppo sopra, strumentale alla storia e nulla più. Ed è un bene.

See (Apple TV+) Dopo un incipit di grande originalità, la trama di See si banalizza e rientra nelle righe del genere, nei canoni di un fantasy selvaggio, in cui bene e male si scontrano per conseguire il possesso. Per quanto la realizzazione sia ineccepibile, è proprio lo sviluppo dell’idea alla base del prodotto che risulta carente e tradisce le aspettative.La premiere si conclude con un colpo di scena che può dare respiro alla trama orizzontale, anche se risulta ugualmente prevedibile per chiunque sia appassionato di fantasy. Naturalmente si parla solo dell’inizio di una serie che, per potenzialità economiche, tecniche ed artistiche può dare molto.