Servant: prime impressioni sulla serie di M. Night Shyamalan per Apple TV+

Arriva su Apple TV+ il nuovo serial dal regista de Il Sesto Senso, The Village e Glass. Vi raccontiamo le nostre impressioni.

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Tempo di horror e thriller per Apple TV+: dalla mente di M. Night Shyamalan, arriva Servant, che aggiunge un ulteriore tassello al variegato bouquet del servizio on demand della casa di Cupertino. See e For All Mankind si sono riusciti a distinguersi nel folto panorama delle serie televisive (qui trovate i commenti al primo episodio di See e al primo episodio di For All Mankind). Ci riuscirà Servant, magari con uno dei plot twist che hanno reso il suo creatore famoso in tutto il mondo?

La Tata

Dorothy (Lauren Ambrose) e Sean Turner (Toby Kebbel) sono una coppia, hanno una bella casa, due bei lavori e, a quanto pare, sono felici genitori di un pargolo, Jericho, bebè che necessita di tutte le cure del caso, per cui assumono una tata che si occupi di lui quando la madre è fuori per lavoro.

La scelta cade su Leanne Grayson (Nell Tiger Free), la quale ben si adatta alla vita di famiglia, anche se, da parte di Sean, la sua religiosità è mal vista. In verità i Turner nascondono un segreto: Jericho è solo una bambola, in quanto il bimbo è venuto a mancare dopo sole tredici settimane di vita e, di fronte alla prevedibile disperazione dei genitori, una specie di guaritrice ha pensato bene di aiutare i coniugi con una "Bambola reborn", che ha tutte le fattezze di un bimbo di pochi giorni, secondo una "Terapia con oggetto transizionale".

Dorothy tratta la bambola come se fosse davvero viva, cecando di venire a patti con la follia per la perdita subita, ma c'è un elemento ancora più inquietante: anche Leanne tratta Jericho come un bimbo vivo, anche quando la madre non è in casa.
Sean sembra l'unico di casa a mantenere un lato razionale... fino al momento in cui un bambino vivo e vegeto appare nella culla di Jericho.

Un carillion stonato

Servant parte con una marcia in più, in quanto porta la firma di uno dei registi più controversi di sempre: M. Night Shyamalan. Prima adorato come un innovatore, poi ridimensionato sino all'inverosimile ed infine da talento quale indubbiamente è.
Servant ha uno stile elegante e raffinato, ritmi ovattati e lenti, strumentali a raccontare il dramma delirante, assurdo ed inspiegabile, con cui i Turner devono convivere.

Colora le loro vite una fotografia dalle tinte calde e falsamente rassicuranti, in quanto si incrociano con il nero dell'oscurità che ha preso la casa ed una famiglia apparentemente perfetta, ricca, di alta cultura, devastata dalla peggiore delle sciagure.
Il confine che divide luce da tenebre mostra quanto sia labile l'equilibrio mentale della coppia, il confine tra insania e normalità è fin troppo vicino.

Shyamalan riesce a far parlare il silenzio, che comunica la falsa tranquillità di due persone che cercano di tenere a bada con modalità e risultati differenti, la follia che l'evento infausto ha scatenato dentro di loro.
La premiere è tutta ambientata in interni, nella casa dei Turner, la quale all'inizio viene mostrata confortevole, calda ed accogliente, ma, con il progredire della narrazione le pareti sembrano chiudersi attorno ai protagonisti, specie a Stuart, il quale inizia ad affrontare un incubo personale che va oltre l'umana comprensione: come è possibile che anche Leanne creda che la bambola sia viva e la tratta come un bambino vero? Da dove viene il bimbo vivo e vegeto che ha trovato nella culla di Jericho?

L'incapacità dell'uomo di uscire di casa simboleggia la sua incapacità di sfuggire dal mondo aberrante che si sta creando in casa, a sottrarsi dall'oppressione di due follie che si sono incontrate.

Da questo punto di vista la narrazione presenta uno dei principali cliché del genere horror e thriller: la differente percezione della realtà tra il protagonista ed il resto del mondo. Ciò è mitigato dalla presenza del fratello di Dorothy, Julian (Rupert Grint), il quale condivide lo stupore del cognato.
Leanne merita una discorso a parte: il suo viso, incorniciato dalla gradevole presenza di Nell Tiger Free, i suoi gesti, persino il suo modo di pregare, sono puro terrore sussurrato.
Menzione per la sigla, che può ricordar quella altrettanto terrificante del capolavoro di Polanski, Rosmary's Baby: il suono di un carillion perde tutta la sua infantile tenerezza per comunicare solo ed esclusivamente inquietudine.

Servant Servant tremendamente bene: la trama, pur osservando degli archetipi horror e thriller piuttosto usati, ha tocchi di originalità e ritmo appropriati. Alla fine della premiere possiamo ammirare lo 'Shyamalan Twist', il colpo di scena per cui divenne famoso in tutto il mondo. In questo caso davvero la sequenza apre la narrazione e la porta su un nuovo livello. Per Servant, quindi, un inizio che stuzzica l’interesse e la fame di horror degli spettatori, riesce a spaventare con tanta raffinatezza ed eleganza, senza un goccio di sangue o di immagini raccapriccianti.