Sharp Objects: prime impressioni sulla miniserie con Amy Adams

L'8 luglio è andato in onda negli USA il primo episodio di Sharp Objects, nuova miniserie Hbo tratta dall'omonimo romanzo di Gillian Flynn.

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Le immagini si susseguono, accompagnate da una dolce quanto triste melodia anni '50, si confondono, sovrappongono, passato, presente, in una stretta sempre più asfissiante. Dopo il grande successo che Big Little Lies ottenne lo scorso anno, Hbo vuole continuare a spingere sulle miniserie di qualità, portando avanti un discorso di dramma, tensione e grandi personaggi femminili. Sharp Objects è la trasposizione televisiva dell'omonimo romanzo d'esordio di Gillian Flynn, autrice che ha già visto un'altra delle sue opere, Gone Girl, portata al cinema da David Fincher. L'8 luglio è stato trasmesso su Hbo il primo episodio (da noi arriverà su Sky Atlantic solo il 17 settembre), mostrando fin da subito un'estrema cura sul piano della forma - regista di tutti e dieci gli episodi sarà Jean-Marc Vallée, già al lavoro su Big Little Lies - così come sul fronte scrittura, gettando le basi di quello che sarà una interessantissima e coinvolgente detective story dalle venature molto thriller, quasi horror.

Tra passato e presente

Wind Gap, un paesino nel profondo Missouri. A poca distanza di tempo due ragazzine, Ann Nash e Natalie Keene, vengono ritrovate senza vita. A seguire la storia per la stampa di St. Loius viene inviata Camille Preaker (Amy Adams), reporter originaria della cittadina. Camille è una donna problematica, tormentata da un passato che prepotentemente si mescola con il presente; un passato sempre più ingombrante con l'avvicinarsi al paese natale. Seguire il caso significa quindi prima di tutto relazionarsi con i suoi vecchi concittadini, rivedere facce che portano con sé ricordi dolorosi, affrontare una realtà faticosamente nascosta nei meandri della propria memoria.

E tutto a partire dal rapporto con una madre ossessiva, Adora (Patricia Clarkson), cristallizzata in un passato che non può più esistere, fatto di un rapporto conflittuale tra un'adolescente ribelle ed un genitore troppo legato alle apparenze. E poi c'è lei, Marian, uno spettro onnipresente, probabilmente il seme di ogni conflittualità interna a Camilla. Marian è la sorella minore, tragicamente morta giovanissima, non sappiamo bene come, ma la cui sorte sembra aleggiare perennemente, mescolando il suo ricordo con i fatti di cronaca su cui Camilla è al lavoro. Il primo episodio imposta solo la scena, ma ci comunica già tutto il malessere nascosto della protagonista, ci mostra fin da subito Wind Gap come un luogo tossico, malinconico, popolato da un'umanità devastata.

Il potere della qualità

In pieno stile Flynn, il crime non resta ancorato solo all'investigazione, ma assume tinte thriller asfissianti, con svolte profondamente psicologiche. La regia di Vallée ci disorienta, ci trascina su piani temporali e narrativi differenti, lasciandoci però sempre un appiglio, un'ancora di sicurezza. Lodevole l'uso della musica, vivo, contestuale, parte integrante della storia perché in mano ai protagonisti. Allo stesso modo le immagini sono sempre ricercatissime, composizioni splendide che vanno ad essere amplificate dalla presenza di Amy Adams, alla sua prima vera esperienza in televisione, che porta su schermo un personaggio vivo, che non fatichiamo a immaginare riuscirà a trascinarci e coinvolgerci con il proseguire della storia. Insomma, il pilot di Sharp Objects ci conferma quello che potrebbe essere scontato. Hbo è un network ambizioso, costantemente e pienamente convinto della sua forza creativa, del valore della qualità, e sembra aver confezionato il suo ennesimo gioiello.