Skam Italia: prime impressioni sulla quarta stagione su Netflix e TIMVISION

Dopo l'annuncio della cancellazione, la serie è stata rinnovata per una quarta stagione, pronta a raccontare una storia profonda e complessa.

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Sono molte le serie tv che entrano nel cuore degli spettatori, riuscendo a conquistarsi il diritto di proseguire per diverse stagioni, ma sono tanti anche quei titoli che vanno incontro ad un destino diverso, talvolta immeritatamente. La cancellazione di Skam Italia, che ha visto il proprio percorso interrompersi nell'agosto 2019, probabilmente è stata dovuta alla diversità delle tre stagioni precedenti. Per fortuna Netflix ha deciso di fare un passo indietro, che pochi mesi dopo è avvenuto un interessante cambio di rotta, con il rinnovo di una quarta stagione Skam Italia, interamente dedicata al personaggio di Sana. Queste sono le nostre impressioni sul primo episodio di Skam Italia 4!

Un personaggio diviso tra due realtà, raccontato senza banalità o pregiudizi

Dopo le prime tre stagioni dedicate ognuna ad uno specifico personaggio della serie (Eva nella prima, Martino nella seconda ed Eleonora nella terza), era inevitabile pensare che fosse proprio il personaggio di Sana (Beatrice Bruschi) a meritare un approfondimento. Il suo atteggiamento diretto, la notevole intelligenza e la serietà che la contraddistinguono sono solo la punta dell'iceberg di un personaggio complesso e interessante, ricco di potenzialità narrative. Riservata e responsabile, Sana è sempre sembrata un personaggio destinato a rivendicare il proprio spazio nella serie, proprio perché estremamente sfaccettato, parte di due mondi che sembrano agli antipodi: quello occidentale, sempre più laico e frenetico, e quello della fede islamica, tendenzialmente caratterizzato da una più rigida osservanza delle tradizioni. Sana si barcamena tra queste due realtà, entrambe parte di lei, ed entrambe in collisione in una personalità che fatica a trovare un equilibrio.

La stagione di Sana potrebbe rivelarsi la più affascinante, ma anche la più difficile da portare avanti, poiché il rischio di affrontare in modo poco maturo una tematica complessa e ancora incompresa da molti è sempre dietro l'angolo. Skam Italia ha però sempre saputo scavare nel profondo dei suoi personaggi, abbandonando le banalità e raccontando con uno stile fresco la vita, i sogni e il dolore dei giovani.

Ad aiutare il creatore Ludovico Bessegato c'è inoltre Sumaya Abdel Qader, autrice e sociologa italo-giordana, che conosce profondamente la religione musulmana. Grazie all'appoggio di quest'esperta, Skam Italia ha voluto affrontare una sfida notevole per abbattere gli stereotipi nati attorno a una comunità ancora incompresa e per dare voce ad una ragazza che si sente sola in entrambi i mondi in cui vive.

Si riapre una stagione dalle molte potenzialità

Il primo episodio della quarta stagione di Skam Italia svolge bene il proprio ruolo di catalizzatore dell'attenzione, proprio perché non è esplicito. Come questa serie ha sempre fatto, si procede per dettagli: sguardi, momenti di disagio, gesti ricorrenti che contribuiscono a definire il personaggio di Sana più di mille parole. Con tutta la delicatezza necessaria a trattare il tema che diventerà il fulcro di questa stagione, si comincia a creare il contesto in cui Sana si muove, non solo familiare, ma anche relazionale.

Non è facile prevedere dove condurrà il percorso della protagonista, ma il punto di interesse principale risiede nel suo essere in contrasto in egual modo con alcuni aspetti di entrambi i mondi a cui appartiene. Se da un lato la religione musulmana la rende per molti versi diversa ed eccessivamente rigida agli occhi degli amici e dei compagni, dall'altro Sana mostra una fede profonda, che desidera rispettare nei suoi dogmi principali.

Se da un lato l'osservanza delle regole è una parte fondamentale della spiritualità della ragazza, dall'altro sottolinea la distanza tra lei e i coetanei. Allo stesso tempo Sana si sente anche che i suoi ideali sono profondamente diversi dal concetto di divertimento di ragazzi e ragazze che vivono la vita con un ritmo troppo frenetico e, talvolta, con poca attenzione per lo sviluppo della propria interiorità.

In questo senso la storia di Sana non è solo la storia di un'italo-tunisina di fede musulmana, ma anche di una ragazza che cerca la propria indipendenza nel non appartenere alla massa. Insomma, seppur con poche parole e tanti piccoli particolari, il pilot di Skam Italia 4 ha già messo tanta carne al fuoco. Il montaggio della serie anche in questo caso fa da contrappunto ai comportamenti di Sana, ne seguito le abitudini, crea parallelismi e contrasti tra i suoi diversi modi di essere e di vivere la quotidianità, esaltando l'ottima realizzazione tecnica della serie.