So cosa hai fatto Prime Impressioni: il nuovo teen horror di Amazon Prime

Abbiamo visto i primi quattro episodi dell'attesa serie scritta da Sara Goodman e ci hanno lasciato sensazioni contrastanti.

So cosa hai fatto Prime Impressioni: il nuovo teen horror di Amazon Prime
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Nel vedere la storia letteraria e cinematografica di So Cosa Hai Fatto potrebbero sorgere parecchi dubbi sull'effettiva necessità di una serie televisiva ispirata al classico teen horror del 1997 (qui la nostra recensione di So Cosa Hai Fatto). Contando il libro originale di Lois Duncan e la trilogia di film distribuiti a distanza di anni sembrerebbe esaurita la vena di possibilità che il concept è stato in grado di regalare.

Evidentemente non la pensano in questo modo ai vertici di Amazon Studios, che un anno fa hanno ordinato l'inizio dei lavori per la serie tv girata alle Hawaii a partire da gennaio e da oggi disponibile nei suoi primi quattro episodi per gli abbonati Amazon tra le novità Prime Video di ottobre. Una serie che si pone l'obbiettivo di riprendere un soggetto classico e noto a tutti per poi modificarne gli aspetti di contorno donandogli modernità e freschezza, costruendo una nuova visione per un prodotto fin troppo spremuto fino a pochi anni fa.

Sesso, droga ed omicidi

Il nucleo attorno al quale ruota l'intera narrazione è rimasto quello descritto dall'iconica pellicola del 1997: dopo una serata di baldoria un gruppo di cinque ragazzi sfreccia a tutta velocità su una strada buia e desolata. I fari illuminano solo per un istante il contorno di una persona sbucata dal nulla prima che l'auto la colpisca in pieno senza lasciarle scampo. Di comune accordo i cinque ragazzi ormai prossimi al college decidono di occultare il cadavere per non rovinare le proprie vite, prima di separarsi e far finta che non sia mai successo nulla.

Ad un anno di distanza la protagonista, che sarà anche la classica ragazza sopravvissuta all'ordalia, torna a casa per le vacanze estive ricomponendo il gruppo iniziale. A pochi giorni dall'anniversario dell'incidente una figura comincia a minacciare il loro segreto, lasciando messaggi minatori come "So cosa hai fatto l'estate scorsa" prima di puntare i ragazzi ed ucciderli uno alla volta in modi sempre più truculenti.

So cosa hai fatto è un pilastro del genere slasher insieme a Scream, e proprio come quest'ultimo ha ricevuto numerosi sequel dalla qualità altalenante oltre ad una serie tv, in questo caso prodotta da Netflix nel 2015 (recuperate la nostra recensione della seconda stagione di Scream).

La nuova serie Amazon scritta e prodotta da Sara Goodman (autrice di episodi per Gossip Girl e Preacher, qui le ragioni per recuperare Preacher su Amazon Prime) riarrangia alcuni elementi per formulare in chiave moderna il prototipo storico della saga: le protagoniste adesso sono due, una coppia di gemelle estremamente diverse tra loro, interpretate da Madison Iseman. Allison è una ragazza triste e senza aspirazioni, mentre sua sorella Lennon è la classica regina della scuola solare ed in partenza per il college, amata da tutti anche per la sua lascivia. Allison è da sempre innamorata di Dylan (Ezekiel Goodman) che sembra ricambiare il sentimento, ma i due non riescono a dichiararsi rimanendo in un limbo di amicizia ed imbarazzo. A chiudere il gruppo di amici che si conoscono dall'asilo ci sono Margot (Brianne Tju), Johnny (Sebastian Amoruso) e Riley (Ashley Moore): rispettivamente la star dei social network, l'atleta e la pusher.

La nuova produzione Amazon spinge molto forte sui temi sessuali e sull'uso di droghe ed alcool: la classica festa prima del fattaccio è infatti una sorta di rave a cui partecipano ragazzini che spacciano, bevono e fanno sesso in ogni angolo disponibile. Dall'unione di questi estremi nasce la fuga in auto del gruppo che finirà con l'omicidio e l'occultamento del cadavere prima della separazione degli amici, ognuno per la sua strada, cercando di dimenticare l'accaduto.

Tante chiacchiere e poco sangue

La serie utilizza gran parte del minutaggio di ogni puntata per ripercorrere gli eventi accaduti durante la festa attraverso il punto di vista dei vari membri del gruppo. Per quanto concerne i primi quattro episodi, infatti, la lugubre presenza del killer si avverte solo ad intervalli e gli omicidi vengono dosati con il contagocce.

Maggiore importanza viene dedicata alla storia delle gemelle e ai loro rapporti personali, mettendo l'accento sul tema dell'identità e sui segreti che ogni persona nasconde al mondo intero.

Il mantra è che nessuno può dire di conoscere davvero un'altra persona, e ogni episodio cerca di far luce sulle ombre che avvolgono il gruppo di amici e coloro che gli stanno intorno, andando a scoprire un mondo nascosto sotto la livrea luccicante di questa allegra città hawaiana. Più che un teen horror, per ora la serie si presenta come un teen drama, e questo può allettare alcune tipologie di spettatori e allontanarne altre. La qualità della scrittura, per quanto riguarda dialoghi e situazioni, è però abbastanza buona da interessare nonostante la grave mancanza di sangue e smembramenti che dovrebbe caratterizzare la serie. La vita personale dei personaggi è sempre sotto i riflettori, caratterizzando persone odiose ed irritanti per diversi motivi, al punto da desiderare che vengano ghermite dal killer senza volto, ma l'attesa è spesso vana.

La speranza è che nei successivi episodi gli autori spingano maggiormente sull'acceleratore e riportino in auge il fattore slasher che tutti ci aspettiamo da So Cosa Hai Fatto. Ad oggi la serie è un altalena di sensazioni che oscilla tra la noia e il divertimento, a causa della sua natura adolescenziale fa infatti fatica ad emozionare un pubblico maturo, ma le (poche) fasi virate all'azione sono ben orchestrate e spassose, obbligandoci a dare l'ennesima occasione allo show e augurandosi che il ritmo aumenti da un momento all'altro.

So cosa hai fatto (Serie tv) I primi quattro episodi di "So Cosa Hai Fatto" sono contraddistinti da alti e bassi. La versione rivista in chiave moderna del classico teen horror si sta rivelando originale ed intrigante, ma pecca sul piano della brutalità e dell'azione vera e propria. I temi adolescenziali prevalgono spesso sugli omicidi e sul sangue, ma le poche sequenze slasher presenti sono truculente al punto giusto.